L’obbligatorietà della raccolta differenziata della frazione tessile, che sarà in vigore in Europa dal 2025, pone una certa urgenza sullo sviluppo di un iter di raccolta, separazione e riciclo che sia efficace e sicuro. Risulta fondamentale in particolar modo lo sviluppo di una tecnica che permetta di valutare la sicurezza chimica dei capi tessili, ad oggi demandata ad analisi di laboratorio sofisticate e non eseguibili in loco (Undas et al., 2023). Lo studio di tecniche alternative è dunque di grande interesse; a questo scopo possono essere sfruttate tecnologie già applicate in altri ambiti, come ad esempio quello del food e del pharma (Igne et al., 2021). Il presente contributo ha lo scopo di dimostrare sperimentalmente la possibilità di rilevare sostanze contaminanti presenti su materiali tessili mediante spettroscopia NIR. Sono stati selezionati contaminanti che siano rappresentativi per diverse tipologie di sostanze presenti sui tessuti (residui di fasi di lavorazione, contaminazioni dall’uso, trattamenti funzionali). Tramite un’analisi statistica qualitativa delle componenti principali (PCA), è stato possibile discriminare in modo semplice, veloce e non distruttivo un tessuto contaminato da uno non contaminato. Per garantire una maggiore rappresentatività di fibre tessili, la metodologia è stata sviluppata su un tessuto in poliestere e successivamente estesa al cotone e al poliestere post-consumo. La tecnica NIR accoppiata a chemiometria offre dunque un’interessante prospettiva nell’ambito dello screening dei rifiuti tessili contaminati, al fine di ottenere materie prime seconde omogenee e sicure, riducendo tempi e costi dell’analisi, e permettendo un’analisi diretta del campione tessile nel punto di raccolta o smistamento.
Valutazione Preliminare dei Contaminanti nei Tessuti Post-consumo con Spettroscopia NIR accoppiata a Chemiometria
Roberto Casalini;Andrea Fiorati;Luigi De Nardo
2024-01-01
Abstract
L’obbligatorietà della raccolta differenziata della frazione tessile, che sarà in vigore in Europa dal 2025, pone una certa urgenza sullo sviluppo di un iter di raccolta, separazione e riciclo che sia efficace e sicuro. Risulta fondamentale in particolar modo lo sviluppo di una tecnica che permetta di valutare la sicurezza chimica dei capi tessili, ad oggi demandata ad analisi di laboratorio sofisticate e non eseguibili in loco (Undas et al., 2023). Lo studio di tecniche alternative è dunque di grande interesse; a questo scopo possono essere sfruttate tecnologie già applicate in altri ambiti, come ad esempio quello del food e del pharma (Igne et al., 2021). Il presente contributo ha lo scopo di dimostrare sperimentalmente la possibilità di rilevare sostanze contaminanti presenti su materiali tessili mediante spettroscopia NIR. Sono stati selezionati contaminanti che siano rappresentativi per diverse tipologie di sostanze presenti sui tessuti (residui di fasi di lavorazione, contaminazioni dall’uso, trattamenti funzionali). Tramite un’analisi statistica qualitativa delle componenti principali (PCA), è stato possibile discriminare in modo semplice, veloce e non distruttivo un tessuto contaminato da uno non contaminato. Per garantire una maggiore rappresentatività di fibre tessili, la metodologia è stata sviluppata su un tessuto in poliestere e successivamente estesa al cotone e al poliestere post-consumo. La tecnica NIR accoppiata a chemiometria offre dunque un’interessante prospettiva nell’ambito dello screening dei rifiuti tessili contaminati, al fine di ottenere materie prime seconde omogenee e sicure, riducendo tempi e costi dell’analisi, e permettendo un’analisi diretta del campione tessile nel punto di raccolta o smistamento.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


