Le tre esperienze di progetto VARCITIES, CLEVER Cities e BiodiverCities mostrano relazioni con la natura molto diverse tra loro. Tutti e tre operano nel campo del rinverdimento urbano, ponendo particolare attenzione ai processi di governance condivisa e all’innovazione. Esperienze di questo tipo si inseriscono in un ambito scientifico in costante trasformazione, caratterizzato da dati emergenti provenienti da ricerche non solo nelle scienze naturali ma anche nelle discipline umanistiche. Questo contesto multidisciplinare è alimentato da contributi che spaziano dalla biologia e dall’ecologia, che studiano le interazioni complesse tra gli organismi e il loro ambiente, fino alla filosofia e alla sociologia, che esplorano le implicazioni etiche e sociali delle relazioni tra umani e non-umani. Le scienze naturali offrono una comprensione dettagliata dei processi biologici e degli ecosistemi, fornendo dati empirici che evidenziano l’importanza della biodiversità e delle interazioni ecologiche. D’altro canto, le discipline umanistiche contribuiscono con analisi critiche e interpretative, interrogandosi sul significato culturale e simbolico delle specie non-umane e sulla necessità di ridefinire un rapporto, quello tra “uomo” e “natura”, ormai datato e ampiamente superabile. Le ricerche emergenti sottolineano l’urgenza di sviluppare nuovi paradigmi di progettazione urbana che riconoscano e valorizzino la coesistenza multispecie, mettendo in discussione le tradizionali visioni antropocentriche e proponendo soluzioni più inclusive e sostenibili. Questo cambiamento richiede un riconoscimento attivo delle piante e degli organismi, non più visti come semplici risorse passive per il benessere umano, ma come agenti che influenzano e modellano l’ambiente urbano. L’abbandono della dicotomia uomo-natura è fondamentale per promuovere una coesistenza equilibrata e sostenibile attraverso approcci ecosistemici inclusivi. Con il passaggio dai progetti di rinverdimento urbano a quelli di biodiversità urbana, non solo cambiano i soggetti e i temi, ma anche gli approcci e le prospettive, segnando un cambiamento di paradigma dall’antropocentrismo al biocentrismo. In questo contributo, discutiamo alcune questioni aperte e sfide che la biodiversità urbana presenta alla governance collaborativa, ponendo l’attenzione su tematiche quali la necessità del superare una visione antropocentrica, l’esigenza di riflettere sul tema della partecipazione, e l’urgenza di riconsiderare i fattori di tempo, bellezza ed estetica.
I punti “critici”, le questioni aperte e le sfide della governance per la biodiversità: tre esperienze a confronto
F. Vergani;E. Puerari;E. Morello
2025-01-01
Abstract
Le tre esperienze di progetto VARCITIES, CLEVER Cities e BiodiverCities mostrano relazioni con la natura molto diverse tra loro. Tutti e tre operano nel campo del rinverdimento urbano, ponendo particolare attenzione ai processi di governance condivisa e all’innovazione. Esperienze di questo tipo si inseriscono in un ambito scientifico in costante trasformazione, caratterizzato da dati emergenti provenienti da ricerche non solo nelle scienze naturali ma anche nelle discipline umanistiche. Questo contesto multidisciplinare è alimentato da contributi che spaziano dalla biologia e dall’ecologia, che studiano le interazioni complesse tra gli organismi e il loro ambiente, fino alla filosofia e alla sociologia, che esplorano le implicazioni etiche e sociali delle relazioni tra umani e non-umani. Le scienze naturali offrono una comprensione dettagliata dei processi biologici e degli ecosistemi, fornendo dati empirici che evidenziano l’importanza della biodiversità e delle interazioni ecologiche. D’altro canto, le discipline umanistiche contribuiscono con analisi critiche e interpretative, interrogandosi sul significato culturale e simbolico delle specie non-umane e sulla necessità di ridefinire un rapporto, quello tra “uomo” e “natura”, ormai datato e ampiamente superabile. Le ricerche emergenti sottolineano l’urgenza di sviluppare nuovi paradigmi di progettazione urbana che riconoscano e valorizzino la coesistenza multispecie, mettendo in discussione le tradizionali visioni antropocentriche e proponendo soluzioni più inclusive e sostenibili. Questo cambiamento richiede un riconoscimento attivo delle piante e degli organismi, non più visti come semplici risorse passive per il benessere umano, ma come agenti che influenzano e modellano l’ambiente urbano. L’abbandono della dicotomia uomo-natura è fondamentale per promuovere una coesistenza equilibrata e sostenibile attraverso approcci ecosistemici inclusivi. Con il passaggio dai progetti di rinverdimento urbano a quelli di biodiversità urbana, non solo cambiano i soggetti e i temi, ma anche gli approcci e le prospettive, segnando un cambiamento di paradigma dall’antropocentrismo al biocentrismo. In questo contributo, discutiamo alcune questioni aperte e sfide che la biodiversità urbana presenta alla governance collaborativa, ponendo l’attenzione su tematiche quali la necessità del superare una visione antropocentrica, l’esigenza di riflettere sul tema della partecipazione, e l’urgenza di riconsiderare i fattori di tempo, bellezza ed estetica.| File | Dimensione | Formato | |
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