Communication design today faces a saturated and accelerated ecosystem that weakens its critical capacity as a cultural agent. It shares this systemic vulnerability with memory, especially individual memory, now overwritten by hyper-visibility and the delegation of recollection to technical devices, generating forms of marginalization and atrophy in the representation of the self. This text investigates how the discipline can become a practice of mnestic resistance, capable of recognizing, translating, and remedying such vulnerability through a shared action, considering interdisciplinary exchange as a resource. The notion of the mnemotope, understood as a non-institutional place of memory where traces, emotions, and lived experiences intertwine, offers an interpretive framework for understanding memory as a situated and relational phenomenon. Within this perspective lies Mnemofoto, a phototextual project that gathers, photographs, and restores places of individual memory. The project reactivates intimate narratives and restores authorship to the subjects involved, transforming the designer into a mediator of the relationship between place, memory, and testimony. The subsequent exhibition The Earth Is a Great Memory, held at the Vincenzo Agnetti Archive, amplifies these dynamics by placing the phototexts in dialogue with the artist's poetics and works, particularly with his concept of dimenticato a memoria, "forgotten by heart".

Il design della comunicazione oggi affronta un ecosistema saturo e accelerato che ne indebolisce la capacità critica come agente culturale. Condivide questa vulnerabilità sistemica con la memoria, in particolare quella individuale, oggi sovrascritta dall'ipervisibilità e dalla delega del ricordo a dispositivi tecnici, generando forme di marginalizzazione e atrofizzazione nella rappresentazione del sé. Questo testo indaga come la disciplina possa diventare una pratica di resistenza mnestica, capace di riconoscere, tradurre e rimediare tale vulnerabilità attraverso un'azione condivisa, considerando lo scambio interdisciplinare come una risorsa. La nozione di mnemotopo, inteso come luogo di memoria non istituzionalizzato in cui si intrecciano tracce, emozioni e vissuti, offre un quadro interpretativo per comprendere la memoria come fenomeno situato e relazionale. In questa prospettiva si colloca Mnemofoto, un progetto fototestuale che raccoglie, fotografa e restituisce luoghi di memoria individuale. Il progetto riattiva narrazioni intime e restituisce autorialità ai soggetti coinvolti, trasformando il designer in mediatore della relazione tra luogo, memoria e testimonianza. La mostra successiva La terra è una grande memoria, tenuta presso l'Archivio Vincenzo Agnetti, amplifica tali dinamiche ponendo i fototesti in dialogo con la poetica e le opere dell'artista, in particolare con il suo concetto di dimenticato a memoria.

The Earth is a Great Memory. Communication Design as an Act of Mnestic Resistance

Clorinda Sissi Galasso;
2026-01-01

Abstract

Communication design today faces a saturated and accelerated ecosystem that weakens its critical capacity as a cultural agent. It shares this systemic vulnerability with memory, especially individual memory, now overwritten by hyper-visibility and the delegation of recollection to technical devices, generating forms of marginalization and atrophy in the representation of the self. This text investigates how the discipline can become a practice of mnestic resistance, capable of recognizing, translating, and remedying such vulnerability through a shared action, considering interdisciplinary exchange as a resource. The notion of the mnemotope, understood as a non-institutional place of memory where traces, emotions, and lived experiences intertwine, offers an interpretive framework for understanding memory as a situated and relational phenomenon. Within this perspective lies Mnemofoto, a phototextual project that gathers, photographs, and restores places of individual memory. The project reactivates intimate narratives and restores authorship to the subjects involved, transforming the designer into a mediator of the relationship between place, memory, and testimony. The subsequent exhibition The Earth Is a Great Memory, held at the Vincenzo Agnetti Archive, amplifies these dynamics by placing the phototexts in dialogue with the artist's poetics and works, particularly with his concept of dimenticato a memoria, "forgotten by heart".
2026
Il design della comunicazione oggi affronta un ecosistema saturo e accelerato che ne indebolisce la capacità critica come agente culturale. Condivide questa vulnerabilità sistemica con la memoria, in particolare quella individuale, oggi sovrascritta dall'ipervisibilità e dalla delega del ricordo a dispositivi tecnici, generando forme di marginalizzazione e atrofizzazione nella rappresentazione del sé. Questo testo indaga come la disciplina possa diventare una pratica di resistenza mnestica, capace di riconoscere, tradurre e rimediare tale vulnerabilità attraverso un'azione condivisa, considerando lo scambio interdisciplinare come una risorsa. La nozione di mnemotopo, inteso come luogo di memoria non istituzionalizzato in cui si intrecciano tracce, emozioni e vissuti, offre un quadro interpretativo per comprendere la memoria come fenomeno situato e relazionale. In questa prospettiva si colloca Mnemofoto, un progetto fototestuale che raccoglie, fotografa e restituisce luoghi di memoria individuale. Il progetto riattiva narrazioni intime e restituisce autorialità ai soggetti coinvolti, trasformando il designer in mediatore della relazione tra luogo, memoria e testimonianza. La mostra successiva La terra è una grande memoria, tenuta presso l'Archivio Vincenzo Agnetti, amplifica tali dinamiche ponendo i fototesti in dialogo con la poetica e le opere dell'artista, in particolare con il suo concetto di dimenticato a memoria.
Mnestic Resistance, Communication Design, Mnemotope, Mnemofoto, Phototext
Resistenza Mnestica, Design della Comunicazione, Mnemotopo, Mnemofoto, fotesto
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