Il saggio fa parte di una ampia indagine su più livelli che il volume affronta evidenziando le modalità innovative e le strategie di proposta culturale che pose in campo il Progetto Etruschi nel 1985, a 40 anni di distanza. Sebbene dedicato a fare il punto sugli studi di etruscologia e a offrire una serie di esposizioni intenzionate a divulgare la conoscenza sulla civiltà etrusca, Il Progetto Etruschi, che ebbe attuazione non solo in Toscana, epicentro dell’iniziativa, ma anche in molte altre aree della penisola, fu un progetto che si misurò con le nuove strategie di cultura di massa, con processi di accostamento trasversale all’antichità, creando ponti con il presente. L’archeologia costituì naturalmente il focus principale e il coinvolgimento dei maggiori etruscologi fu massiccio, ma il progetto implicò processi di allestimento innovativi, e l’apertura ad altre discipline (semiotica, storia dell’architettura, dell’arte, della fotografia ecc.) come a forme d’arte più recenti, ad esempio la fotografia, e fenomeni di costume come la moda, il fumetto, il gioiello, il cinema. Il saggio attraverso l’analisi dei documenti d’archivio ha analizzato le strategie culturali che sottesero all’iniziativa, i processi di collaborazione interculturale che questa pose in essere, come nuovi modelli di comunicazione visiva e di ricezione libellistica.
Buongiorno Etruschi: la fortuna del Progetto Etruschi
mazzanti
2025-01-01
Abstract
Il saggio fa parte di una ampia indagine su più livelli che il volume affronta evidenziando le modalità innovative e le strategie di proposta culturale che pose in campo il Progetto Etruschi nel 1985, a 40 anni di distanza. Sebbene dedicato a fare il punto sugli studi di etruscologia e a offrire una serie di esposizioni intenzionate a divulgare la conoscenza sulla civiltà etrusca, Il Progetto Etruschi, che ebbe attuazione non solo in Toscana, epicentro dell’iniziativa, ma anche in molte altre aree della penisola, fu un progetto che si misurò con le nuove strategie di cultura di massa, con processi di accostamento trasversale all’antichità, creando ponti con il presente. L’archeologia costituì naturalmente il focus principale e il coinvolgimento dei maggiori etruscologi fu massiccio, ma il progetto implicò processi di allestimento innovativi, e l’apertura ad altre discipline (semiotica, storia dell’architettura, dell’arte, della fotografia ecc.) come a forme d’arte più recenti, ad esempio la fotografia, e fenomeni di costume come la moda, il fumetto, il gioiello, il cinema. Il saggio attraverso l’analisi dei documenti d’archivio ha analizzato le strategie culturali che sottesero all’iniziativa, i processi di collaborazione interculturale che questa pose in essere, come nuovi modelli di comunicazione visiva e di ricezione libellistica.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: testi Mazzanti
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