This contribution critically examines the design and construction history of Ca’ della Vigna, an unfinished work by Vittoriano Viganò in the Oltrepò Pavese. Repositioned within the broader debate on the “form of the territory” that developed in Italy from the 1960s onwards, the project is presented as an emblematic case among those experimental works that sought to define an Italian approach to landscape architecture. Viganò’s project is interpreted as a spatial device that integrates house and vineyard into a continuous environmental sequence, challenging conventional distinctions between domestic space and agricultural landscape. The failure to complete a structure conceived as a complex exercise in mimesis with the landscape, and its subsequent transformation into an episode of ordinary construction, reveal the tensions between architectural intention and the actual processes shaping intermediate territories. Through this case study, the essay proposes a renewed interpretation of the relationship between architecture and open space as an expression of everyday inhabitation within the “in-between” geographies of contemporary Italy.

Questo contributo esamina criticamente le vicende progettuali e costruttive di Ca’ della Vigna, opera incompiuta di Vittoriano Viganò nell’Oltrepò pavese. Ricollocata all’interno del più ampio dibattito sulla “forma del territorio” sviluppatosi in Italia a partire dagli anni Sessanta, l'opera si propone come caso emblematico tra quegli esperimenti progettuali che hanno cercato di delineare una via italiana all'architettura del paesaggio. Il progetto di Viganò è interpretato come un dispositivo spaziale che integra la casa e la vigna in una sequenza ambientale continua, mettendo in discussione le separazioni convenzionali tra lo spazio domestico e il paesaggio agrario. La mancata realizzazione di una struttura che proponeva un complesso esercizio di memesi col paesaggio e la sua successiva riconversione in un episodio di edilizia ordinaria mettono in luce le tensioni tra l'intenzione architettonica e gli effettivi processi di trasformazione dei territori intermedi. Attraverso l'analisi del caso di studio, il saggio propone una rinnovata interpretazione del rapporto tra architettura e spazio aperto come espressione delle forme dell’abitare quotidiano nelle geografie “di mezzo” dell’Italia contemporanea.

A Machine (for living) in the Garden. Una casa e una vigna nel paesaggio padano

Andrea Gritti;Marco Voltini
2025-01-01

Abstract

This contribution critically examines the design and construction history of Ca’ della Vigna, an unfinished work by Vittoriano Viganò in the Oltrepò Pavese. Repositioned within the broader debate on the “form of the territory” that developed in Italy from the 1960s onwards, the project is presented as an emblematic case among those experimental works that sought to define an Italian approach to landscape architecture. Viganò’s project is interpreted as a spatial device that integrates house and vineyard into a continuous environmental sequence, challenging conventional distinctions between domestic space and agricultural landscape. The failure to complete a structure conceived as a complex exercise in mimesis with the landscape, and its subsequent transformation into an episode of ordinary construction, reveal the tensions between architectural intention and the actual processes shaping intermediate territories. Through this case study, the essay proposes a renewed interpretation of the relationship between architecture and open space as an expression of everyday inhabitation within the “in-between” geographies of contemporary Italy.
2025
Questo contributo esamina criticamente le vicende progettuali e costruttive di Ca’ della Vigna, opera incompiuta di Vittoriano Viganò nell’Oltrepò pavese. Ricollocata all’interno del più ampio dibattito sulla “forma del territorio” sviluppatosi in Italia a partire dagli anni Sessanta, l'opera si propone come caso emblematico tra quegli esperimenti progettuali che hanno cercato di delineare una via italiana all'architettura del paesaggio. Il progetto di Viganò è interpretato come un dispositivo spaziale che integra la casa e la vigna in una sequenza ambientale continua, mettendo in discussione le separazioni convenzionali tra lo spazio domestico e il paesaggio agrario. La mancata realizzazione di una struttura che proponeva un complesso esercizio di memesi col paesaggio e la sua successiva riconversione in un episodio di edilizia ordinaria mettono in luce le tensioni tra l'intenzione architettonica e gli effettivi processi di trasformazione dei territori intermedi. Attraverso l'analisi del caso di studio, il saggio propone una rinnovata interpretazione del rapporto tra architettura e spazio aperto come espressione delle forme dell’abitare quotidiano nelle geografie “di mezzo” dell’Italia contemporanea.
Vittoriano Viganò
Architettura del paesaggio
Italia di Mezzo
Mimesi
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