Il progetto dei luoghi dell’abitare chiede attenzioni complementari: quella ai cambiamenti sociali, che si traducono in nuovi modi di abitare e di intendere spazi pubblici e privati, quella al disegno urbano e territoriale, che equilibra movimenti e usi in spazi in divenire, quella al disegno d’insieme dell’edificio, attraverso i suoi dispositivi distributivi e connettivi che, in un equilibrio teso fra specificità e compenetrazioni, definiscono e relazionano stanze e gesti diversi e complementari, e quelle alla costruzione, alla sostenibilità e al benessere ambientale. A queste se ne affianca una ulteriore, apparentemente circoscritta a una fase ultima del processo di ideazione e costruzione, ovvero quella al disegno prossimo, “da vicino,” dell’architettura, definita nei suoi caratteri di forma materiale, per i suoi spazi, i suoi margini e le sue attrezzature, corrispondente per la sua forma a un modo, a un luogo e ad una attitudine all’abitare del tutto specifici. Questo testo vuole esplorare e approfondire proprio quest’ultima attenzione attraverso la lettura critica di interventi abitativi realizzati a partire dai primi anni del terzo millennio, prevalentemente in Europa e nel mondo occidentale. Gli esempi proposti integrano quelli già raccolti e analizzati nell’Atlante grazie a una chiave interpretativa complementare, che guarda a come si costituiscono le stanze raccolte negli edifici residenziali nelle loro caratteristiche di costruzione, materia e texture, e cromatiche e luministiche per ribadire anche alla piccola scala, quella dell’uso quotidiano e del contatto ravvicinato, una risposta alle nuove esigenze abitative, espresse dai nuovi nuclei di convivenza e da rinnovate necessità economiche. Proprio grazie a un progetto “da vicino”, che ne esplora nel dettaglio la costituzione materica e costruttiva, questi interventi colgono le domande complesse poste dai loro potenziali abitanti, che coinvolgono aspetti non solo tecnici e funzionali, ma anche identitari ed espressivi, e le interpretano traducendole in forme rispondenti. Vuole inoltre esplorare il ruolo dell’attrezzatura, luogo di confine e di “integrazione fra arredamento e architettura,” o ancora “architettura che presenta prestazioni di arredamento,” capace di mettere in relazione margini murari, spazio praticabile e arredo con l’uomo e proprio in questa relazione di farsi garanzia di una qualità, condivisa e accessibile, capace di esprimere il significato profondo dell’architettura che va oltre quello espresso nell’uso e di mostrarlo nella risposta coerente al gesto quotidiano di chi la abita.
Da vicino
M. Averna
2026-01-01
Abstract
Il progetto dei luoghi dell’abitare chiede attenzioni complementari: quella ai cambiamenti sociali, che si traducono in nuovi modi di abitare e di intendere spazi pubblici e privati, quella al disegno urbano e territoriale, che equilibra movimenti e usi in spazi in divenire, quella al disegno d’insieme dell’edificio, attraverso i suoi dispositivi distributivi e connettivi che, in un equilibrio teso fra specificità e compenetrazioni, definiscono e relazionano stanze e gesti diversi e complementari, e quelle alla costruzione, alla sostenibilità e al benessere ambientale. A queste se ne affianca una ulteriore, apparentemente circoscritta a una fase ultima del processo di ideazione e costruzione, ovvero quella al disegno prossimo, “da vicino,” dell’architettura, definita nei suoi caratteri di forma materiale, per i suoi spazi, i suoi margini e le sue attrezzature, corrispondente per la sua forma a un modo, a un luogo e ad una attitudine all’abitare del tutto specifici. Questo testo vuole esplorare e approfondire proprio quest’ultima attenzione attraverso la lettura critica di interventi abitativi realizzati a partire dai primi anni del terzo millennio, prevalentemente in Europa e nel mondo occidentale. Gli esempi proposti integrano quelli già raccolti e analizzati nell’Atlante grazie a una chiave interpretativa complementare, che guarda a come si costituiscono le stanze raccolte negli edifici residenziali nelle loro caratteristiche di costruzione, materia e texture, e cromatiche e luministiche per ribadire anche alla piccola scala, quella dell’uso quotidiano e del contatto ravvicinato, una risposta alle nuove esigenze abitative, espresse dai nuovi nuclei di convivenza e da rinnovate necessità economiche. Proprio grazie a un progetto “da vicino”, che ne esplora nel dettaglio la costituzione materica e costruttiva, questi interventi colgono le domande complesse poste dai loro potenziali abitanti, che coinvolgono aspetti non solo tecnici e funzionali, ma anche identitari ed espressivi, e le interpretano traducendole in forme rispondenti. Vuole inoltre esplorare il ruolo dell’attrezzatura, luogo di confine e di “integrazione fra arredamento e architettura,” o ancora “architettura che presenta prestazioni di arredamento,” capace di mettere in relazione margini murari, spazio praticabile e arredo con l’uomo e proprio in questa relazione di farsi garanzia di una qualità, condivisa e accessibile, capace di esprimere il significato profondo dell’architettura che va oltre quello espresso nell’uso e di mostrarlo nella risposta coerente al gesto quotidiano di chi la abita.| File | Dimensione | Formato | |
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