La Missione 6 “Salute” del PNRR offre all’Italia un’occasione per riequilibrare un Servizio sanitario tradizionalmente incentrato sull’ospedale. Cardine della riforma sono le Case della Comunità, presidi territoriali pensati per fondere prevenzione, cure primarie e supporto sociale, soprattutto nelle aree a maggiore deprivazione. Tuttavia, senza criteri spaziali adeguati, il rischio è quello di costruire contenitori funzionali ma anonimi, inefficaci, incapaci di attrarre cittadini e professionisti, di generare coesione urbana, promuovere modelli di salute preventiva e sociale. L’attuale dibattito teorico e operativo, sconta proprio la carenza di linee guida progettuali integrate e complete, che non si concentrino solo sugli aspetti funzionali e organizzativi. Il presente lavoro di ricerca propone uno strumento progettuale che supporti gli stakeholder nella realizzazione delle CdC, delineando una visione unitaria che valorizzi il loro ruolo quale nuova centralità urbana, capace di promuovere una medicina d’iniziativa e un approccio olistico alla salute. La ricerca è stata articolata in quattro fasi: reperimento critico e confronto di letteratura grigia e dei principali documenti di indirizzo attualmente esistenti riguardo la pianificazione, progettazione e gestione delle Case della Comunità italiane e dei Community Health Centers internazionali; matrice comparativa con normalizzazione terminologica; clustering e sintesi gerarchica; redazione di un framework ed annesse schede progettuali. Il framework è strutturato in cinque Ambiti e 10 Azioni Progettuali tra cui Accessibilità e Inclusione, Orientamento e Contesto, Identità e Riconoscibilità, Benessere, Layout e Adattabilità, Collaborazione e Coesione, Tecnologia e Digitale, Arredi e Finiture, Sostenibilità, Sicurezza e Resilienza. All’interno di ogni scheda, si trovano le strategie progettuali e i corrispettivi indicatori quali-quantitativi, oltre che un indicatore che evidenzia l’impatto fisico-ambientali, psico-emotivi o socio-comunitario che ogni strategia progettuale può avere sugli utenti della CdC e sulla comunità di afferenza. L’approccio delineato intende promuovere un modello di Casa della Comunità che, grazie a una rinnovata attenzione agli aspetti spaziali e tipologici, risulti efficace, inclusiva, riconoscibile e capace di generare nuove centralità urbane. L’integrazione armonica tra cura, educazione e aggregazione sociale diventa così il cuore di un sistema sociosanitario universalista che è realmente orientato al benessere collettivo, in linea con la visione olistica del PNRR e che risponde in modo concreto alle esigenze di una sanità territoriale moderna e sostenibile.
Case della Comunità: spazi di cura e partecipazione capaci di generare nuove centralità urbane
E. Brusamolin;M. Buffoli
2025-01-01
Abstract
La Missione 6 “Salute” del PNRR offre all’Italia un’occasione per riequilibrare un Servizio sanitario tradizionalmente incentrato sull’ospedale. Cardine della riforma sono le Case della Comunità, presidi territoriali pensati per fondere prevenzione, cure primarie e supporto sociale, soprattutto nelle aree a maggiore deprivazione. Tuttavia, senza criteri spaziali adeguati, il rischio è quello di costruire contenitori funzionali ma anonimi, inefficaci, incapaci di attrarre cittadini e professionisti, di generare coesione urbana, promuovere modelli di salute preventiva e sociale. L’attuale dibattito teorico e operativo, sconta proprio la carenza di linee guida progettuali integrate e complete, che non si concentrino solo sugli aspetti funzionali e organizzativi. Il presente lavoro di ricerca propone uno strumento progettuale che supporti gli stakeholder nella realizzazione delle CdC, delineando una visione unitaria che valorizzi il loro ruolo quale nuova centralità urbana, capace di promuovere una medicina d’iniziativa e un approccio olistico alla salute. La ricerca è stata articolata in quattro fasi: reperimento critico e confronto di letteratura grigia e dei principali documenti di indirizzo attualmente esistenti riguardo la pianificazione, progettazione e gestione delle Case della Comunità italiane e dei Community Health Centers internazionali; matrice comparativa con normalizzazione terminologica; clustering e sintesi gerarchica; redazione di un framework ed annesse schede progettuali. Il framework è strutturato in cinque Ambiti e 10 Azioni Progettuali tra cui Accessibilità e Inclusione, Orientamento e Contesto, Identità e Riconoscibilità, Benessere, Layout e Adattabilità, Collaborazione e Coesione, Tecnologia e Digitale, Arredi e Finiture, Sostenibilità, Sicurezza e Resilienza. All’interno di ogni scheda, si trovano le strategie progettuali e i corrispettivi indicatori quali-quantitativi, oltre che un indicatore che evidenzia l’impatto fisico-ambientali, psico-emotivi o socio-comunitario che ogni strategia progettuale può avere sugli utenti della CdC e sulla comunità di afferenza. L’approccio delineato intende promuovere un modello di Casa della Comunità che, grazie a una rinnovata attenzione agli aspetti spaziali e tipologici, risulti efficace, inclusiva, riconoscibile e capace di generare nuove centralità urbane. L’integrazione armonica tra cura, educazione e aggregazione sociale diventa così il cuore di un sistema sociosanitario universalista che è realmente orientato al benessere collettivo, in linea con la visione olistica del PNRR e che risponde in modo concreto alle esigenze di una sanità territoriale moderna e sostenibile.| File | Dimensione | Formato | |
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