This paper depicts some not widely known aspects of the reconstruction of the Chiostro dei Morti and of the refettorio (refectory) of the Dominican priory adjacent to the church of Santa Maria delle Grazie, in Milan, both partly destroyed by bombing raids in august 1943. The refectory hosts the Last Supper by Leonardo da Vinci and the Crucifixion by Donato Montorfano. Some not very well known archive documents show the scope of the restoration work and the role played by the people who planned and executed works on these buildings, in an institutional or professional role, and the controversies these works raised, between 1943 and 1948. The events that unfolded during the planning of the restoration of the Last Supper, show significant similarities with what was going on in other restoration projects, among practical problems (not just technical ones), limits imposed by laws for the protection of historical buildings, intrinsic inconsistencies in the discipline, political and even personal conflicts, at the beginning of the complex and contradictory times of post-war reconstruction in Milan and in other places.

Il contributo prende in esame alcuni aspetti poco noti della ricostruzione del refettorio del convento domenicano presso Santa Maria delle Grazie in Milano, con l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e la Crocifissione di Donato Montorfano, e dell’adiacente Chiostro dei Morti, semidistrutti dai bombardamenti dell’agosto 1943. L’analisi di documentazione di archivio poco nota fa luce sia sulla portata degli interventi, sia sul ruolo giocato dalle diverse personalità che si avvicendarono, con ruoli istituzionali o professionali, nella progettazione e nella conduzione degli interventi su questi manufatti, e sulle polemiche che innescarono, fra 1943 e 1948. Mentre si preparava il restauro della Cena, si dipanava una vicenda che rivela profonde assonanze con quanto avveniva anche in altri cantieri, fra oggettive difficoltà (non solo tecniche), limiti della tutela, aporie della disciplina, questioni politiche e anche personalismi, all’inizio della complessa e contradditoria stagione della ricostruzione milanese e non solo milanese.

Il restauro tra le macerie nella Milano della ricostruzione. Gli interventi al refettorio con l'Ultima cena di Leonardo e al Chiostro dei Morti nel convento di Santa Maria delle Grazie (1943-1948).

pertot
2020

Abstract

Il contributo prende in esame alcuni aspetti poco noti della ricostruzione del refettorio del convento domenicano presso Santa Maria delle Grazie in Milano, con l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e la Crocifissione di Donato Montorfano, e dell’adiacente Chiostro dei Morti, semidistrutti dai bombardamenti dell’agosto 1943. L’analisi di documentazione di archivio poco nota fa luce sia sulla portata degli interventi, sia sul ruolo giocato dalle diverse personalità che si avvicendarono, con ruoli istituzionali o professionali, nella progettazione e nella conduzione degli interventi su questi manufatti, e sulle polemiche che innescarono, fra 1943 e 1948. Mentre si preparava il restauro della Cena, si dipanava una vicenda che rivela profonde assonanze con quanto avveniva anche in altri cantieri, fra oggettive difficoltà (non solo tecniche), limiti della tutela, aporie della disciplina, questioni politiche e anche personalismi, all’inizio della complessa e contradditoria stagione della ricostruzione milanese e non solo milanese.
This paper depicts some not widely known aspects of the reconstruction of the Chiostro dei Morti and of the refettorio (refectory) of the Dominican priory adjacent to the church of Santa Maria delle Grazie, in Milan, both partly destroyed by bombing raids in august 1943. The refectory hosts the Last Supper by Leonardo da Vinci and the Crucifixion by Donato Montorfano. Some not very well known archive documents show the scope of the restoration work and the role played by the people who planned and executed works on these buildings, in an institutional or professional role, and the controversies these works raised, between 1943 and 1948. The events that unfolded during the planning of the restoration of the Last Supper, show significant similarities with what was going on in other restoration projects, among practical problems (not just technical ones), limits imposed by laws for the protection of historical buildings, intrinsic inconsistencies in the discipline, political and even personal conflicts, at the beginning of the complex and contradictory times of post-war reconstruction in Milan and in other places.
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