The paper is based on the results of a survey campaign carried out on the church of San Marco in the Fossoli Camp (Carpi - MO). The church perimeter walls and the bell tower remain to remind us of how the camp used for the collection and departure of prisoners from Italy to the death camps in Germany during the WWII was then put to civil use. From 1954 to 1970 it housed hundreds of refugees who lost their homeland when Istria, Fiume (Rijeka) and Dalmatia were assigned to the Federal Republic of Yugoslavia. The Italian government launched a plan to provide accommodation for a large proportion of the approximately 250,000 exiles who had abandoned their lands. Most of those people had been staying in temporary camps, while many others had already chosen to emigrate. The plan saw the construction of Giulian-Dalmatian settlements in several Italian cities. The Fossoli camp, built in 1942, was one of these new homelands, a temporary homeland, left in 1970 for new housing built in Modena and Carpi. With the remains of its iconic church, Fossoli is emblematic of the problematic memory regarding an archipelago of settlements with a common destiny: they were suburbs yesterday, they are suburbs today; almost everywhere the problem of the degradation of buildings and context is an urgent issue. Thus, this proposal aims to present a report on the location, state of conservation and prospects for the settlements of the Giulian-Dalmatian diaspora in Italy.

Il contributo prende spunto dai risultati di una campagna di rilievo realizzata sulla chiesa di San Marco nel campo di Fossoli (Carpi – MO. I resti della e del suo campaniletto ricordano che il campo di raccolta e di partenza per i campi di sterminio è poi divenuto Villaggio San Marco, ospitando dal 1954 al 1970 centinaia di esuli rimasti senza patria dopo la perdita di Istria, Fiume e Dalmazia, assegnati alla Iugoslavia. Si trattava di una parte dei circa 250.000 esuli che avevano abbandonato le loro terre, finendo nei Campi di raccolta profughi, emigrando, trovando autonomamente una casa e un lavoro. Per molte migliaia di questi il governo costruì case e veri e propri “borghi giuliani”, in decine di città italiane. Un arcipelago, di cui si tenta di ora di ricostruire mappa e consistenza. Fossoli, come Villaggio San Marco, ne fa parte a pieno titolo. Perse l’iniziale carattere di centro di raccolta per divenire villaggio giuliano stanziale, fino all’avvio degli esuli in più confortevoli case a Modena e a Carpi. Con la sua chiesa-icona in rovina, Fossoli è emblema della difficile memoria di insediamenti con un destino comune: periferie di ieri e di oggi, centinaia di edifici costruiti per una stessa gente con grande risparmio, con un alto grado di isolamento sociale sia al tempo dell’insediamento dei profughi sia oggi. E, in ogni caso, è emblema del transitorio: le tracce del passaggio degli esuli giuliani, sono oggi la trama più evidente della presenza umana nell’ex Campo.

Memorie difficili: il Villaggio San Marco nel Campo di Fossoli e l’arcipelago dei quartieri per gli esuli giuliano-dalmati in Italia, periferie di ieri e di oggi.

pertot
2020

Abstract

Il contributo prende spunto dai risultati di una campagna di rilievo realizzata sulla chiesa di San Marco nel campo di Fossoli (Carpi – MO. I resti della e del suo campaniletto ricordano che il campo di raccolta e di partenza per i campi di sterminio è poi divenuto Villaggio San Marco, ospitando dal 1954 al 1970 centinaia di esuli rimasti senza patria dopo la perdita di Istria, Fiume e Dalmazia, assegnati alla Iugoslavia. Si trattava di una parte dei circa 250.000 esuli che avevano abbandonato le loro terre, finendo nei Campi di raccolta profughi, emigrando, trovando autonomamente una casa e un lavoro. Per molte migliaia di questi il governo costruì case e veri e propri “borghi giuliani”, in decine di città italiane. Un arcipelago, di cui si tenta di ora di ricostruire mappa e consistenza. Fossoli, come Villaggio San Marco, ne fa parte a pieno titolo. Perse l’iniziale carattere di centro di raccolta per divenire villaggio giuliano stanziale, fino all’avvio degli esuli in più confortevoli case a Modena e a Carpi. Con la sua chiesa-icona in rovina, Fossoli è emblema della difficile memoria di insediamenti con un destino comune: periferie di ieri e di oggi, centinaia di edifici costruiti per una stessa gente con grande risparmio, con un alto grado di isolamento sociale sia al tempo dell’insediamento dei profughi sia oggi. E, in ogni caso, è emblema del transitorio: le tracce del passaggio degli esuli giuliani, sono oggi la trama più evidente della presenza umana nell’ex Campo.
The paper is based on the results of a survey campaign carried out on the church of San Marco in the Fossoli Camp (Carpi - MO). The church perimeter walls and the bell tower remain to remind us of how the camp used for the collection and departure of prisoners from Italy to the death camps in Germany during the WWII was then put to civil use. From 1954 to 1970 it housed hundreds of refugees who lost their homeland when Istria, Fiume (Rijeka) and Dalmatia were assigned to the Federal Republic of Yugoslavia. The Italian government launched a plan to provide accommodation for a large proportion of the approximately 250,000 exiles who had abandoned their lands. Most of those people had been staying in temporary camps, while many others had already chosen to emigrate. The plan saw the construction of Giulian-Dalmatian settlements in several Italian cities. The Fossoli camp, built in 1942, was one of these new homelands, a temporary homeland, left in 1970 for new housing built in Modena and Carpi. With the remains of its iconic church, Fossoli is emblematic of the problematic memory regarding an archipelago of settlements with a common destiny: they were suburbs yesterday, they are suburbs today; almost everywhere the problem of the degradation of buildings and context is an urgent issue. Thus, this proposal aims to present a report on the location, state of conservation and prospects for the settlements of the Giulian-Dalmatian diaspora in Italy.
Fossoli, conservation, Giulian-Dalmatian diaspora, Villaggio San Marco, displaced people
Fossoli, conservazione, esodo giuliano-dalmata, Villaggio San Marco, esuli
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