This article intends to focus on the dichotomy between tradition and innovation by rereading it from some of the “places” of the theoretical discourse developed by the design disciplines which reflect on the dynamics and phenomenologies of the sphere of artificial, starting from the assumption that the innovation brought about by design produces and is at the same time the product of a sort of semiosphere (Lotman, 1985), a hypertrophic dimension of sense that transcends objectivity, functionality, aesthetics, and that constitutes the cultural fabric capable of connecting past and future, tradition and innovation. In thinking objects design produces symbols, cultural and aesthetic codes. As a “cultural system”, which spreads innovation, embodied in new knowledge, products, values and lifestyles, it creates new meanings by taking in ideas, cultures, philosophies, visions, images and imageries of an epoch. It absorbs, and at the same time modifies, its rites and traditions; it renews the sense of things, it produces new mentalities. New visions of the world. Sometimes new utopias. In other words, even the simplest object can never be isolated from the wider complexity of cultural phenomena. The analysis of simple words already shows that innovation brought on by design is located at the centre of a network of complex relations where the dominant features are “speech” and “rhetoric”, which legitimize its products that add value by diminishing the sense of extraneousness the new brings with it. To better exemplify the connecting role of design in the processes by which innovation is originated and spread, reference will be made in this text to some cases taken from the history and culture of design.

Il contributo intende mettere a fuoco la dicotomia tradizione/innovazione rileggendola a partire da alcuni “luoghi” del discorso teorico interno alle discipline del progetto nei quali si riflette sulle dinamiche e fenomenologie della sfera dell’artificiale a partire dal presupposto che l’innovazione portata dal design produca, e sia al contempo il prodotto di una sorta di semiosfera (Lotman, 1985), una dimensione del senso ipertrofica che trascende l’oggettualità, la funzionalità, l’estetica, e tale da costituire il tessuto culturale in grado di connettere passato e futuro, tradizione e innovazione. Il design nel pensare oggetti produce simboli, codici culturali ed estetici. In quanto “sistema culturale”, nel diffondere innovazione, incarnata in nuovi saperi, conoscenze, prodotti, valori e stili di vita, crea nuovi significati nutrendosi delle idee, delle culture, delle filosofie, delle visioni, delle immagini e degli immaginari di un’epoca. Ne assorbe, e contemporaneamente, ne modifica riti e tradizioni; rinnova il senso delle cose, produce nuove mentalità. Nuove visioni del mondo. Talvolta nuove utopie. In altri termini anche l’oggetto più semplice non può mai essere isolato dalla più ampia complessità dei fenomeni culturali. Già il soffermarsi su semplici vocaboli, ci mostra come l’innovazione portata dal design si collochi al centro di una trama di relazioni complessa dove risultano dominanti il “discorso” e la “retorica” che legittimano i suoi prodotti che aggiungono valore diminuendo il carattere di estraneità che il nuovo porta con sé. Per meglio esemplificare il ruolo di connessione del design nei processi di nascita e diffusione dell’innovazione, si farà riferimento in questo testo ad alcuni casi tratti dalla storia e cultura del design.

L’algebra del design

P. Bertola;C. Colombi;V. Iannilli;A. Penati;F. Vacca
2018

Abstract

Il contributo intende mettere a fuoco la dicotomia tradizione/innovazione rileggendola a partire da alcuni “luoghi” del discorso teorico interno alle discipline del progetto nei quali si riflette sulle dinamiche e fenomenologie della sfera dell’artificiale a partire dal presupposto che l’innovazione portata dal design produca, e sia al contempo il prodotto di una sorta di semiosfera (Lotman, 1985), una dimensione del senso ipertrofica che trascende l’oggettualità, la funzionalità, l’estetica, e tale da costituire il tessuto culturale in grado di connettere passato e futuro, tradizione e innovazione. Il design nel pensare oggetti produce simboli, codici culturali ed estetici. In quanto “sistema culturale”, nel diffondere innovazione, incarnata in nuovi saperi, conoscenze, prodotti, valori e stili di vita, crea nuovi significati nutrendosi delle idee, delle culture, delle filosofie, delle visioni, delle immagini e degli immaginari di un’epoca. Ne assorbe, e contemporaneamente, ne modifica riti e tradizioni; rinnova il senso delle cose, produce nuove mentalità. Nuove visioni del mondo. Talvolta nuove utopie. In altri termini anche l’oggetto più semplice non può mai essere isolato dalla più ampia complessità dei fenomeni culturali. Già il soffermarsi su semplici vocaboli, ci mostra come l’innovazione portata dal design si collochi al centro di una trama di relazioni complessa dove risultano dominanti il “discorso” e la “retorica” che legittimano i suoi prodotti che aggiungono valore diminuendo il carattere di estraneità che il nuovo porta con sé. Per meglio esemplificare il ruolo di connessione del design nei processi di nascita e diffusione dell’innovazione, si farà riferimento in questo testo ad alcuni casi tratti dalla storia e cultura del design.
This article intends to focus on the dichotomy between tradition and innovation by rereading it from some of the “places” of the theoretical discourse developed by the design disciplines which reflect on the dynamics and phenomenologies of the sphere of artificial, starting from the assumption that the innovation brought about by design produces and is at the same time the product of a sort of semiosphere (Lotman, 1985), a hypertrophic dimension of sense that transcends objectivity, functionality, aesthetics, and that constitutes the cultural fabric capable of connecting past and future, tradition and innovation. In thinking objects design produces symbols, cultural and aesthetic codes. As a “cultural system”, which spreads innovation, embodied in new knowledge, products, values and lifestyles, it creates new meanings by taking in ideas, cultures, philosophies, visions, images and imageries of an epoch. It absorbs, and at the same time modifies, its rites and traditions; it renews the sense of things, it produces new mentalities. New visions of the world. Sometimes new utopias. In other words, even the simplest object can never be isolated from the wider complexity of cultural phenomena. The analysis of simple words already shows that innovation brought on by design is located at the centre of a network of complex relations where the dominant features are “speech” and “rhetoric”, which legitimize its products that add value by diminishing the sense of extraneousness the new brings with it. To better exemplify the connecting role of design in the processes by which innovation is originated and spread, reference will be made in this text to some cases taken from the history and culture of design.
ordinary and unedited, singular objects, metanarrations
ordinario e inedito, oggetti singolari, metanarrazioni
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