Vissuto in un secolo di ambizioni enciclopediche e attraversato da movimenti internazionali, Benedetto Luti (Firenze, 1666 - Roma, 1724) fu nel suo tempo un pittore importante e celebre. Per tutto il Settecento parlano di lui le biografie d’artisti, sia di parte romana sia di parte fiorentina, così come la letteratura artistica francese e inglese. Il suo stile è la quintessenza dell’ideale d’Arcadia, che all’inizio del Settecento impresse la sua azione riformatrice contro gli eccessi del tardo barocco per un ritorno a forme pure, semplici, di ispirazione classica, nella  linea maggiore dell’arte  italiana che da Raffaello conduce fino a Canova. In particolare la posizione di Luti nella pittura romana a cavallo del secolo lo identifica come trait d’union fra il classicismo barocco di Carlo Maratti e il rococò cristallino di Pompeo Batoni: in una parola, fra Sei e Settecento. La monografia di Rodolfo Maffeis, la prima dedicata al pittore, si compone di un approfondito saggio storico e biografico diviso in due parti (una dedicata all’attività toscana, l’altra alla vita e alle opere nella capitale), una sezione di 42 tavole a colori, un catalogo ragionato di tutti i dipinti, i pastelli e i disegni (110 schede scientifiche e 340 immagini in bianco e nero). Al catalogo completo delle opere segue un regesto dei documenti d’archivio riguardanti il pittore e un’appendice con ulteriori contenuti documentari.

Benedetto Luti: l'ultimo maestro

Rodolfo Maffeis
2012

Abstract

Vissuto in un secolo di ambizioni enciclopediche e attraversato da movimenti internazionali, Benedetto Luti (Firenze, 1666 - Roma, 1724) fu nel suo tempo un pittore importante e celebre. Per tutto il Settecento parlano di lui le biografie d’artisti, sia di parte romana sia di parte fiorentina, così come la letteratura artistica francese e inglese. Il suo stile è la quintessenza dell’ideale d’Arcadia, che all’inizio del Settecento impresse la sua azione riformatrice contro gli eccessi del tardo barocco per un ritorno a forme pure, semplici, di ispirazione classica, nella  linea maggiore dell’arte  italiana che da Raffaello conduce fino a Canova. In particolare la posizione di Luti nella pittura romana a cavallo del secolo lo identifica come trait d’union fra il classicismo barocco di Carlo Maratti e il rococò cristallino di Pompeo Batoni: in una parola, fra Sei e Settecento. La monografia di Rodolfo Maffeis, la prima dedicata al pittore, si compone di un approfondito saggio storico e biografico diviso in due parti (una dedicata all’attività toscana, l’altra alla vita e alle opere nella capitale), una sezione di 42 tavole a colori, un catalogo ragionato di tutti i dipinti, i pastelli e i disegni (110 schede scientifiche e 340 immagini in bianco e nero). Al catalogo completo delle opere segue un regesto dei documenti d’archivio riguardanti il pittore e un’appendice con ulteriori contenuti documentari.
Mandragora s.r.l.
978-88-7461-155-3
Benedetto Luti, Arte, Pittura, Settecento, Firenze, Roma, collezionismo, catalogo ragionato, Medici, Arcadia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11311/1045958
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