Affrontare il tema dell’identità vuol dire accostarsi a un qualcosa di difficile perimetrazione. Anche nel linguaggio comune non è facile rintracciare una definizione condivisa di identità nonostante tale parola si trovi spesso al centro di dibattiti sociali, politici, religiosi, etici. L’argomento che ci troviamo ad analizzare ci aiuta, almeno inizialmente, a riflettere su uno dei fattori più problematici del concetto di identità sociale, quello della relazione affinità/diversità. Qualunque sia la definizione di identità sociale con cui decidiamo di lavorare, riprendendo Putnam2, qui possiamo ipotizzare che identità sociale di un gruppo equivale a senso di comune appartenenza, è evidente che identità può voler dire analogamente conflitto o dialogo, esclusione o inclusione. Ma poi questa tendenza all’inclusione si deve accompagnare alla realizzazione di relazioni verso l’esterno, il capitale sociale bridging, che tende ad ampliare i confini. Un gruppo sociale si assicura un futuro di sviluppo durevole solo se asseconda entrambe le tendenze: infatti, il capitale sociale bonding assolve funzioni di auto-identificazione, di reciprocità e di solidarietà, di assistenza ai membri meno fortunati della comunità, di sostegno a progetti che si avviano entro ambiti ristretti; invece il capitale sociale bridging permette di realizzare legami esterni, di integrare nuove possibili componenti, di rispondere, insomma, alle sfide del futuro. Sul piano dei consumi emerge come le trasformazioni sociali abbiano portato a una destrutturazione delle preesistenti organizzazioni vanificando il riconoscimento e la definizione di gerarchie fondate su una lettura piramidale e stratificata della società; mentre si afferma una crescente differenziazione di stili di consumo. Nel territorio, infine, si ha il sentore che i cambiamenti in atto all'interno delle aree metropolitane rimettano in forte discussione sia i canoni classici di definizione di urbanità, sia il nuovo sistema relazionale all'interno del rururbano. Osservando i processi e i fenomeni più recenti emerge un possibile indizio di quello che potremmo chiamare un nuovo ciclo identitario, l’avvio cioè di uno sviluppo di territori e attività non per forza legato alla terra o a materie prime autoctone (tipiche di di molte aree urbanizzate), ma legato al fare, alla cultura, alla conoscenza e alla collettività.

Costruire identità

M. Bisson;V. Arquilla;ZINZONE, MARTINO
2018

Abstract

Affrontare il tema dell’identità vuol dire accostarsi a un qualcosa di difficile perimetrazione. Anche nel linguaggio comune non è facile rintracciare una definizione condivisa di identità nonostante tale parola si trovi spesso al centro di dibattiti sociali, politici, religiosi, etici. L’argomento che ci troviamo ad analizzare ci aiuta, almeno inizialmente, a riflettere su uno dei fattori più problematici del concetto di identità sociale, quello della relazione affinità/diversità. Qualunque sia la definizione di identità sociale con cui decidiamo di lavorare, riprendendo Putnam2, qui possiamo ipotizzare che identità sociale di un gruppo equivale a senso di comune appartenenza, è evidente che identità può voler dire analogamente conflitto o dialogo, esclusione o inclusione. Ma poi questa tendenza all’inclusione si deve accompagnare alla realizzazione di relazioni verso l’esterno, il capitale sociale bridging, che tende ad ampliare i confini. Un gruppo sociale si assicura un futuro di sviluppo durevole solo se asseconda entrambe le tendenze: infatti, il capitale sociale bonding assolve funzioni di auto-identificazione, di reciprocità e di solidarietà, di assistenza ai membri meno fortunati della comunità, di sostegno a progetti che si avviano entro ambiti ristretti; invece il capitale sociale bridging permette di realizzare legami esterni, di integrare nuove possibili componenti, di rispondere, insomma, alle sfide del futuro. Sul piano dei consumi emerge come le trasformazioni sociali abbiano portato a una destrutturazione delle preesistenti organizzazioni vanificando il riconoscimento e la definizione di gerarchie fondate su una lettura piramidale e stratificata della società; mentre si afferma una crescente differenziazione di stili di consumo. Nel territorio, infine, si ha il sentore che i cambiamenti in atto all'interno delle aree metropolitane rimettano in forte discussione sia i canoni classici di definizione di urbanità, sia il nuovo sistema relazionale all'interno del rururbano. Osservando i processi e i fenomeni più recenti emerge un possibile indizio di quello che potremmo chiamare un nuovo ciclo identitario, l’avvio cioè di uno sviluppo di territori e attività non per forza legato alla terra o a materie prime autoctone (tipiche di di molte aree urbanizzate), ma legato al fare, alla cultura, alla conoscenza e alla collettività.
Identity the colors of project
978-88-99934-72-9
design, identità, colore, territorio
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