La progettazione di paratie filtranti quali opere di sostegno per pendii potenzialmente instabili, pur se ampiamente diffusa e documentata in letteratura, è a tutt’oggi ancora basata su metodi di calcolo semplificati che spesso non tengono conto del reale profilo di spostamenti del terreno e della sua interazione con l’opera. Tale aspetto è ancora più importante per interventi di protezione da frane a cinematica lenta, volti a ridurre la velocità di spostamento della massa di terreno instabile ben prima che si localizzi il meccanismo di rottura. In queste condizioni, infatti, le forze di interazione tra terreno e struttura dipendono largamente dalla forma e dall’ampiezza del campo di spostamenti del terreno. La presente nota, adottando un approccio semplificato di natura viscoplastica, per un caso ideale di pendio indefinito intende studiare l’interazione tra la massa di terreno instabile e la palificata, tenendo conto dell’influenza di quest’ultima sul reale profilo di velocità del terreno, per definirne l’efficacia secondo criteri prestazionali. L’approccio risulta di grande importanza non solo ai fini della definizione di metodi di progettazione di tipo performance-based, ma anche nel quadro più ampio della mitigazione del rischio frana: da un lato esso infatti costituisce un valido strumento per l’interpretazione di dati di monitoraggio, dall’altro fornisce un agile strumento previsionale per la costruzione di scenari di lungo periodo.

Approccio viscoplastico per lo studio di paratie filtranti a sostegno di pendii in frana

GALLI, ANDREA;
2015

Abstract

La progettazione di paratie filtranti quali opere di sostegno per pendii potenzialmente instabili, pur se ampiamente diffusa e documentata in letteratura, è a tutt’oggi ancora basata su metodi di calcolo semplificati che spesso non tengono conto del reale profilo di spostamenti del terreno e della sua interazione con l’opera. Tale aspetto è ancora più importante per interventi di protezione da frane a cinematica lenta, volti a ridurre la velocità di spostamento della massa di terreno instabile ben prima che si localizzi il meccanismo di rottura. In queste condizioni, infatti, le forze di interazione tra terreno e struttura dipendono largamente dalla forma e dall’ampiezza del campo di spostamenti del terreno. La presente nota, adottando un approccio semplificato di natura viscoplastica, per un caso ideale di pendio indefinito intende studiare l’interazione tra la massa di terreno instabile e la palificata, tenendo conto dell’influenza di quest’ultima sul reale profilo di velocità del terreno, per definirne l’efficacia secondo criteri prestazionali. L’approccio risulta di grande importanza non solo ai fini della definizione di metodi di progettazione di tipo performance-based, ma anche nel quadro più ampio della mitigazione del rischio frana: da un lato esso infatti costituisce un valido strumento per l’interpretazione di dati di monitoraggio, dall’altro fornisce un agile strumento previsionale per la costruzione di scenari di lungo periodo.
Incontro Annuale dei Ricercatori di Geotecnica
978-88-97517-078
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