Il saggio scaturisce dal progetto di ricerca "Potsdam und Italien. Die Potsdamer Baukultur im Spiegel der Italienrezepzion / Potsdam e l'Italia. La cultura architettonica di Potsdam in riflesso alla ricezione italiana" attivato in partnership tra la Potsdam School of Architecture / FHP University of Applied Science, i cui esiti sono stati presentati al convegno di Potsdam del 13/14.1.2012 "Potsdam&Italien. Die Italienrezepzion in der postare Baukultur", presentando un intervento su "Skizzen und Reisetagebücher deuscher Architetten vom 18 zum 19 Jh" i cui contenuti, relativi al ruolo svolto dal disegno di viaggio nell'educazione all'architettura, sono poi stati parzialmente confluiti e rielaborati nel presente saggio. Dalla metà del XVIII secolo in poi, favorita dalla diffusione a mezzo stampa di una produzione cartografica sempre più scientifica, si è verifica un’intensa ripresa della tradizione del viaggio di studio come parte costitutiva del processo formativo dell’architetto. L’analisi condotta sui taccuini degli architetti tedeschi fra ‘700 ed ‘800 ha mostrato mostra come tale pratica sia stata caratterizzata sia da una finalità pratica ed operativa e sia dall’adesione sentimentale e preventiva al patrimonio di esempi studiati. I rilievi dei Reisetagebücher sono infatti basati su un solido bagaglio di matrice geometrico-scientista, rappresentato dall’insegnamento di F. Gilly, docente di Prospettiva ed Ottica alla Bauakademie, ma anche dalla conoscenza delle tecniche e degli strumenti utilizzati dai vedutisti veneti e della Scuola di Posillipo. Al ritorno in patria, al rigore delle descrizioni riportate, si sarebbe affiancata poi anche la dimensione evocativa della rappresentazione, miniaturizzata nelle collezioni dei micromosaici acquistati, per dar luogo al gran teatro della memoria di panorami urbani e cupole, gadgets struggenti del Grand Tour.

Apparato tecnico e fascinazioni della memoria. I taccuini di viaggio degli architetti tedeschi fra ‘700 e ‘800

IAROSSI, MARIA POMPEIANA
2013

Abstract

Il saggio scaturisce dal progetto di ricerca "Potsdam und Italien. Die Potsdamer Baukultur im Spiegel der Italienrezepzion / Potsdam e l'Italia. La cultura architettonica di Potsdam in riflesso alla ricezione italiana" attivato in partnership tra la Potsdam School of Architecture / FHP University of Applied Science, i cui esiti sono stati presentati al convegno di Potsdam del 13/14.1.2012 "Potsdam&Italien. Die Italienrezepzion in der postare Baukultur", presentando un intervento su "Skizzen und Reisetagebücher deuscher Architetten vom 18 zum 19 Jh" i cui contenuti, relativi al ruolo svolto dal disegno di viaggio nell'educazione all'architettura, sono poi stati parzialmente confluiti e rielaborati nel presente saggio. Dalla metà del XVIII secolo in poi, favorita dalla diffusione a mezzo stampa di una produzione cartografica sempre più scientifica, si è verifica un’intensa ripresa della tradizione del viaggio di studio come parte costitutiva del processo formativo dell’architetto. L’analisi condotta sui taccuini degli architetti tedeschi fra ‘700 ed ‘800 ha mostrato mostra come tale pratica sia stata caratterizzata sia da una finalità pratica ed operativa e sia dall’adesione sentimentale e preventiva al patrimonio di esempi studiati. I rilievi dei Reisetagebücher sono infatti basati su un solido bagaglio di matrice geometrico-scientista, rappresentato dall’insegnamento di F. Gilly, docente di Prospettiva ed Ottica alla Bauakademie, ma anche dalla conoscenza delle tecniche e degli strumenti utilizzati dai vedutisti veneti e della Scuola di Posillipo. Al ritorno in patria, al rigore delle descrizioni riportate, si sarebbe affiancata poi anche la dimensione evocativa della rappresentazione, miniaturizzata nelle collezioni dei micromosaici acquistati, per dar luogo al gran teatro della memoria di panorami urbani e cupole, gadgets struggenti del Grand Tour.
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