Il recupero architettonico si identifica in un processo progettuale indirizzato a mantenere e incrementare le valenze del bene costruito. L’obiettivo del riuso considera l’introduzione di parziali modifiche o integrazioni architettoniche che però impongono riflessioni profonde in quanto ogni cambiamento deve essere determinato nell’ambito del “minimo intervento” e della “lecita modifica”. Il progetto di recupero corrisponde a un processo di storicizzazione che collega passato e presente del bene architettonico ad un suo attendibile futuro. Ciò significa che il progetto può avere un ruolo strategico nella conferma della memoria del luogo in rapporto al contesto se risulta collegato a paralleli processi di rinnovamento o rigenerazione urbana. La maggioranza dei casi nei quali intervenire riguarda complessi composti da più edifici. Tra i casi problematici ricorrenti vi sono quelli della residenza collettiva e dei comparti ex industriali realizzati nel Novecento. Entrambi pongono l’urgenza della presenza di nuove attività e la necessità di ripensare gli spazi aperti di relazione per le nuove esigenze di fruizione. La ricerca progettuale sul comparto Mapre-Cap a Reggio Emilia rappresenta un’esperienza che sperimenta la possibilità di interrelare recupero architettonico e rigenerazione urbana. Il comparto, ubicato nella prima periferia storica della città, si trova in una condizione di notevole vantaggio dal punto di vista dell’accessibilità urbana. Il comparto è costituito dai complessi del Consorzio Agrario Provinciale (Cap) e del Mercato Agricolo Provinciale di Reggio Emilia (Mapre). Il primo è articolato in numerosi edifici disposti sul perimetro e un consistente nucleo interno che ha al suo centro il corpo dei sili, chiamato “cattedrale”; il secondo coincide essenzialmente in una estesa piastra orizzontale con copertura a shed e da un edificio laterale. La selezione delle preesistenze costruite più significative permette di ridurre l’estensione delle superfici da recuperare entro margini quantitativi economicamente e funzionalmente sostenibili, e di creare uno spazio connettivo centrale ciclo-pedonale che risulta un efficace asse scambiatore di nuovi flussi est-ovest e dà accesso alla fermata della futura metropolitana leggera. Sullo spazio centrale convergono tre differenti settori di nuove attività: commercio, ristorazione e uffici nel settore ovest (Cap); esposizione e mercato tematizzato nel settore est (Mapre); residenza e servizi nel settore sud, inseriti in nuovi edifici lungo il margine ferroviario.

Recupero architettonico e rigenerazione urbana per la valorizzazione dei luoghi della dismissione industriale. Un caso di progetto a Reggio Emilia

GALLIANI, PIERFRANCO
2013-01-01

Abstract

Il recupero architettonico si identifica in un processo progettuale indirizzato a mantenere e incrementare le valenze del bene costruito. L’obiettivo del riuso considera l’introduzione di parziali modifiche o integrazioni architettoniche che però impongono riflessioni profonde in quanto ogni cambiamento deve essere determinato nell’ambito del “minimo intervento” e della “lecita modifica”. Il progetto di recupero corrisponde a un processo di storicizzazione che collega passato e presente del bene architettonico ad un suo attendibile futuro. Ciò significa che il progetto può avere un ruolo strategico nella conferma della memoria del luogo in rapporto al contesto se risulta collegato a paralleli processi di rinnovamento o rigenerazione urbana. La maggioranza dei casi nei quali intervenire riguarda complessi composti da più edifici. Tra i casi problematici ricorrenti vi sono quelli della residenza collettiva e dei comparti ex industriali realizzati nel Novecento. Entrambi pongono l’urgenza della presenza di nuove attività e la necessità di ripensare gli spazi aperti di relazione per le nuove esigenze di fruizione. La ricerca progettuale sul comparto Mapre-Cap a Reggio Emilia rappresenta un’esperienza che sperimenta la possibilità di interrelare recupero architettonico e rigenerazione urbana. Il comparto, ubicato nella prima periferia storica della città, si trova in una condizione di notevole vantaggio dal punto di vista dell’accessibilità urbana. Il comparto è costituito dai complessi del Consorzio Agrario Provinciale (Cap) e del Mercato Agricolo Provinciale di Reggio Emilia (Mapre). Il primo è articolato in numerosi edifici disposti sul perimetro e un consistente nucleo interno che ha al suo centro il corpo dei sili, chiamato “cattedrale”; il secondo coincide essenzialmente in una estesa piastra orizzontale con copertura a shed e da un edificio laterale. La selezione delle preesistenze costruite più significative permette di ridurre l’estensione delle superfici da recuperare entro margini quantitativi economicamente e funzionalmente sostenibili, e di creare uno spazio connettivo centrale ciclo-pedonale che risulta un efficace asse scambiatore di nuovi flussi est-ovest e dà accesso alla fermata della futura metropolitana leggera. Sullo spazio centrale convergono tre differenti settori di nuove attività: commercio, ristorazione e uffici nel settore ovest (Cap); esposizione e mercato tematizzato nel settore est (Mapre); residenza e servizi nel settore sud, inseriti in nuovi edifici lungo il margine ferroviario.
2013
Esperienze nel restauro del moderno
9788891701107
Dismissione; memoria del luogo; riconversione; lecita modifica
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/781516
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact