I musei, da sempre indicatori delle direzioni intraprese dalla riflessione architettonica, sono oggi qualche cosa di molto diverso da ciò che sono stati in passato. L’istituzione museale ha a lungo mantenuto un atteggiamento di prudenza in ambito progettuale, riproponendo nelle nuove realizzazioni soluzioni tipologiche e tecnologiche consolidate. La sperimentazione, che da qualche anno a questa parte caratterizza il progetto architettonico del museo, deriva direttamente da un mutato ruolo e modo d’uso del museo contemporaneo arricchitosi di nuovi temi e funzioni. A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta la ricerca artistica internazionale subisce una svolta radicale. I musei tradizionali non sono sempre adeguati per esporre le opere che l’arte contemporanea produce: abbandonata la dimensione della tela l’opera si dilata o si riduce a dismisura e si esprime anche attraverso tecniche non convenzionali: luci, suoni, odori per installazioni ed esposizioni multimediali, spesso interattive. L'arte contemporanea propone modalità di fruizione dell'opera distanti da quelle del passato: il rapporto opera/spazio varia e con esso la dimensione e la forma dello spazio espositivo. Il ruolo storico del museo è messo in crisi sia per il quotidiano modificarsi dell'idea di opera (in termini di consistenza ma anche di durata) sia perché essa tende a superare il ruolo dell'architettura per porsi in dialogo diretto con il pubblico e con la città, favorendo tra l’altro l’intercambiabilità di ruoli fra l'artista e l'architetto. Contemporaneamente le esigenze di un sistema culturale «globalizzato», la necessità, da parte delle istituzioni museali, di una rotazione del patrimonio esposto e, non da ultimo, il bisogno di richiamare pubblico pagante presso la propria sede, sono fattori che aprono a nuove modalità del mostrare. Gli orientamenti recenti impongono che i musei si dotino di spazi in cui, accanto alle collezioni permanenti, possano essere sempre più veicolate esposizioni temporanee. In quest'ottica emerge come l'architettura si sia adeguata alle dinamiche che l'arte contemporanea suggerisce; per mantenere un ruolo attivo tra arte e luogo essa lavora sul carattere indeterminato del contenitore e sulle sue strategie d'uso. Il museo oggi abbandona il suo ruolo esclusivo di «luogo della conservazione» per diventare una macchina complessa nella quale l’aspetto comunicativo assume un ruolo fondamentale. Il progetto di allestimento spazia per poli opposti, contrapponendo soluzioni didascaliche ad allestimenti con forte ambizione di autonomia plastico/spaziale tali da costituirsi essi stessi come un’opera in sovrapposizione all’oggetto del mostrare. La vasta attività espositiva che il Guggenheim, il MoMA, la Neue Nationalgalerie e Schaulager mettono in atto, offrendo nel tempo importanti occasioni di sperimentazione allestitiva e spaziale, non fa che confermare queste tendenze. L’esempio degli allestimenti radicati nella tradizione progettuale rimangono un riferimento obbligato per la ricerca di equilibrio tra allestimento-spazio-opera ma non bisogna sottovalutare il fatto che gli allestimenti che si sono susseguiti, con la messa in scena di forme e materiali sempre nuovi, portano le grandi istituzioni museali ad essere informate alle richieste attuali, in cui è l’allestimento, insieme alle forme espressive dell’arte contemporanea, a indicare il percorso Quali sono gli spazi più adatti all’esporre temporaneo nell’architettura museale? I musei fino al XX secolo lavorano su temi propriamente architettonici, la pianta era/è lo strumento fondamentale di riconoscimento/lettura dell'edificio. Oggi si assiste ad un fenomeno opposto: la pianta perde valore nell'ambito della lettura dell'edificio. Il museo, limitatamente alla definizione dello spazio architettonico, risponde alle sollecitazioni portate dall'arte liberandosi dei caratteri dell'architettura. I musei recenti marginalizzano l'architettura a favore di operazioni di altra natura. Il nuovo museo è attivo, è un luogo in cui i contenuti sono in costante divenire e i suoi modelli non sono univocamente determinati ma coesistono e convivono forme e modelli sempre rivedibili.

[Con]temporaneità

BERGO, CRISTINA
2011-01-01

Abstract

I musei, da sempre indicatori delle direzioni intraprese dalla riflessione architettonica, sono oggi qualche cosa di molto diverso da ciò che sono stati in passato. L’istituzione museale ha a lungo mantenuto un atteggiamento di prudenza in ambito progettuale, riproponendo nelle nuove realizzazioni soluzioni tipologiche e tecnologiche consolidate. La sperimentazione, che da qualche anno a questa parte caratterizza il progetto architettonico del museo, deriva direttamente da un mutato ruolo e modo d’uso del museo contemporaneo arricchitosi di nuovi temi e funzioni. A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta la ricerca artistica internazionale subisce una svolta radicale. I musei tradizionali non sono sempre adeguati per esporre le opere che l’arte contemporanea produce: abbandonata la dimensione della tela l’opera si dilata o si riduce a dismisura e si esprime anche attraverso tecniche non convenzionali: luci, suoni, odori per installazioni ed esposizioni multimediali, spesso interattive. L'arte contemporanea propone modalità di fruizione dell'opera distanti da quelle del passato: il rapporto opera/spazio varia e con esso la dimensione e la forma dello spazio espositivo. Il ruolo storico del museo è messo in crisi sia per il quotidiano modificarsi dell'idea di opera (in termini di consistenza ma anche di durata) sia perché essa tende a superare il ruolo dell'architettura per porsi in dialogo diretto con il pubblico e con la città, favorendo tra l’altro l’intercambiabilità di ruoli fra l'artista e l'architetto. Contemporaneamente le esigenze di un sistema culturale «globalizzato», la necessità, da parte delle istituzioni museali, di una rotazione del patrimonio esposto e, non da ultimo, il bisogno di richiamare pubblico pagante presso la propria sede, sono fattori che aprono a nuove modalità del mostrare. Gli orientamenti recenti impongono che i musei si dotino di spazi in cui, accanto alle collezioni permanenti, possano essere sempre più veicolate esposizioni temporanee. In quest'ottica emerge come l'architettura si sia adeguata alle dinamiche che l'arte contemporanea suggerisce; per mantenere un ruolo attivo tra arte e luogo essa lavora sul carattere indeterminato del contenitore e sulle sue strategie d'uso. Il museo oggi abbandona il suo ruolo esclusivo di «luogo della conservazione» per diventare una macchina complessa nella quale l’aspetto comunicativo assume un ruolo fondamentale. Il progetto di allestimento spazia per poli opposti, contrapponendo soluzioni didascaliche ad allestimenti con forte ambizione di autonomia plastico/spaziale tali da costituirsi essi stessi come un’opera in sovrapposizione all’oggetto del mostrare. La vasta attività espositiva che il Guggenheim, il MoMA, la Neue Nationalgalerie e Schaulager mettono in atto, offrendo nel tempo importanti occasioni di sperimentazione allestitiva e spaziale, non fa che confermare queste tendenze. L’esempio degli allestimenti radicati nella tradizione progettuale rimangono un riferimento obbligato per la ricerca di equilibrio tra allestimento-spazio-opera ma non bisogna sottovalutare il fatto che gli allestimenti che si sono susseguiti, con la messa in scena di forme e materiali sempre nuovi, portano le grandi istituzioni museali ad essere informate alle richieste attuali, in cui è l’allestimento, insieme alle forme espressive dell’arte contemporanea, a indicare il percorso Quali sono gli spazi più adatti all’esporre temporaneo nell’architettura museale? I musei fino al XX secolo lavorano su temi propriamente architettonici, la pianta era/è lo strumento fondamentale di riconoscimento/lettura dell'edificio. Oggi si assiste ad un fenomeno opposto: la pianta perde valore nell'ambito della lettura dell'edificio. Il museo, limitatamente alla definizione dello spazio architettonico, risponde alle sollecitazioni portate dall'arte liberandosi dei caratteri dell'architettura. I musei recenti marginalizzano l'architettura a favore di operazioni di altra natura. Il nuovo museo è attivo, è un luogo in cui i contenuti sono in costante divenire e i suoi modelli non sono univocamente determinati ma coesistono e convivono forme e modelli sempre rivedibili.
Il progetto di Architettura fra didattica e ricerca. Vol. 6, Architettura del paesaggio. Architettura degli interni
9788895612805
museo; esporre; temporaneo; arte contemporanea
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/702541
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