La vicenda di Ignazio Gardella (1803-1867) appare paradigmatica della formazione e dell’attività dell’architetto e dell’ingegnere nel Regno di Sardegna dopo la Restaurazione. Il saggio illustra la prima parte dell’attività di Gardella, attraverso il confronto fra documenti provenienti da archivi pubblici e privati. Il ruolo di architetto della Camera di Commercio, promotrice di radicali riassetti commerciali, produttivi e urbani, si intreccia alle mansioni di ingegnere del Genio Civile, evidenziando le relazioni e i conflitti tra le burocrazie tecniche dello Stato e quelle istituzioni locali che furono espressione delle economie e dei ceti sociali più intraprendenti. Nel corso degli anni Gardella matura una crescente consapevolezza del ruolo centrale riservato all’architetto e all’ingegnere, tanto nella gestione del riassetto urbano, quanto per l’efficienza del governo statale del territorio. Infatti, attraverso la fondazione della Società degli Architetti Ingegneri Civili di Genova (1857), rivendicherà sia una autonomia dagli angusti vincoli degli apparati statali, sia un riconoscimento e una regolamentazione della professione che tuteli dagli arbitri della committenza privata.

Ignazio Gardella architetto e ingegnere del Genio Civile e della Camera di Commercio di Genova

POLI, STEFANO
2010

Abstract

La vicenda di Ignazio Gardella (1803-1867) appare paradigmatica della formazione e dell’attività dell’architetto e dell’ingegnere nel Regno di Sardegna dopo la Restaurazione. Il saggio illustra la prima parte dell’attività di Gardella, attraverso il confronto fra documenti provenienti da archivi pubblici e privati. Il ruolo di architetto della Camera di Commercio, promotrice di radicali riassetti commerciali, produttivi e urbani, si intreccia alle mansioni di ingegnere del Genio Civile, evidenziando le relazioni e i conflitti tra le burocrazie tecniche dello Stato e quelle istituzioni locali che furono espressione delle economie e dei ceti sociali più intraprendenti. Nel corso degli anni Gardella matura una crescente consapevolezza del ruolo centrale riservato all’architetto e all’ingegnere, tanto nella gestione del riassetto urbano, quanto per l’efficienza del governo statale del territorio. Infatti, attraverso la fondazione della Società degli Architetti Ingegneri Civili di Genova (1857), rivendicherà sia una autonomia dagli angusti vincoli degli apparati statali, sia un riconoscimento e una regolamentazione della professione che tuteli dagli arbitri della committenza privata.
Ingegneria; Architettura; Genio Civile; Genova; professione; camera di commercio; porto; infrastrutture; cantiere; burocrazie
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