Il rapporto ambiguo tra Pavia e il Ticino si intuisce già dal nome dialettale del fiume: Canàl. A monte della città il fiume è sempre stato caratterizzato da un uso balneare, ad esempio lungo la sempre affollata spiaggia di sabbia bianca denominata “Varazze” sulla sponda opposta alla chiesa di San Lanfranco e al Lido dotato di un edificio balneare realizzato nel 1957 da Giuseppe Massari; di fronte il complesso “Casa sul Fiume”, poco più a valle a fianco del ponte della ferrovia la sede del CUS Pavia. A ridosso della città le rive non sono mai state dotate di luoghi o elementi architettonici tipici di uno spazio aperto sull’acqua fruibili per la balneazione: da sempre le mura e i bastioni che permettevano solo un alto affaccio sul fiume sono stati un confine, conservato sino ad oggi, più che un rapporto diretto. Il “colloquio” è sempre stato mediato da elementi meccanici: porto commerciale per l’attracco dei battelli da trasporto di merci o passeggeri (a vela, a remi, trainate da cavalli ed anche a vapore) lungo le rive e in seguito alla confluenza con il Naviglio, corso artificiale ritmato dalle chiuse e concluso nel 1819, che cinge a nord-est la città storica lambendo, prima di piegare a nord verso Milano, il lungo isolato cinto da portici di Borgo Calvenzano; l’Idroscalo, opera del 1925-26 di un giovane Giuseppe Pagano, scalo della linea commerciale di idrovolanti tra Torino e Trieste; le sedi di associazioni di canottaggio quale la Società Canottieri Ticino progettata da Pietro e Luigi Morandotti nel 1921 poco a valle del ponte vecchio o la Società Battellieri Colombo esempio di architettura liberty progettata da Gilardi e Curti nel 1909 fuori Porta Calcinara, entrambe distrutte dai bombardamenti nel 1944; punto di partenza della gara di motoscafi Pavia-Venezia. Inconsueto appare l’uso, ancora nei primi decenni del ‘900, delle acque della roggia Carona deviate e fatte scorrere in inverno lungo Corso Strada Nuova verso il Ticino al fine di eliminare la neve. Sono presentati due progetti significativi relativi al corso del fiume Ticino: il primo, in corso di realizzazione, è una porzione di un progetto globale di riqualificazione delle sponde in città redatto da Vincenzo Casali. Il secondo progetto, relativo alla riqualificazione del Lido e delle aree limitrofe, è redatto da B.C.G. Associati con Studio Bariani-Mazza, Andrea Colombo, Claudio Marabelli (strutture), Michele Monte, Giovanni Castelli, Amilcare Acerbi.

Acqua e Pavia: Canàl e altre storie

PRINA, VITTORIO
2005-01-01

Abstract

Il rapporto ambiguo tra Pavia e il Ticino si intuisce già dal nome dialettale del fiume: Canàl. A monte della città il fiume è sempre stato caratterizzato da un uso balneare, ad esempio lungo la sempre affollata spiaggia di sabbia bianca denominata “Varazze” sulla sponda opposta alla chiesa di San Lanfranco e al Lido dotato di un edificio balneare realizzato nel 1957 da Giuseppe Massari; di fronte il complesso “Casa sul Fiume”, poco più a valle a fianco del ponte della ferrovia la sede del CUS Pavia. A ridosso della città le rive non sono mai state dotate di luoghi o elementi architettonici tipici di uno spazio aperto sull’acqua fruibili per la balneazione: da sempre le mura e i bastioni che permettevano solo un alto affaccio sul fiume sono stati un confine, conservato sino ad oggi, più che un rapporto diretto. Il “colloquio” è sempre stato mediato da elementi meccanici: porto commerciale per l’attracco dei battelli da trasporto di merci o passeggeri (a vela, a remi, trainate da cavalli ed anche a vapore) lungo le rive e in seguito alla confluenza con il Naviglio, corso artificiale ritmato dalle chiuse e concluso nel 1819, che cinge a nord-est la città storica lambendo, prima di piegare a nord verso Milano, il lungo isolato cinto da portici di Borgo Calvenzano; l’Idroscalo, opera del 1925-26 di un giovane Giuseppe Pagano, scalo della linea commerciale di idrovolanti tra Torino e Trieste; le sedi di associazioni di canottaggio quale la Società Canottieri Ticino progettata da Pietro e Luigi Morandotti nel 1921 poco a valle del ponte vecchio o la Società Battellieri Colombo esempio di architettura liberty progettata da Gilardi e Curti nel 1909 fuori Porta Calcinara, entrambe distrutte dai bombardamenti nel 1944; punto di partenza della gara di motoscafi Pavia-Venezia. Inconsueto appare l’uso, ancora nei primi decenni del ‘900, delle acque della roggia Carona deviate e fatte scorrere in inverno lungo Corso Strada Nuova verso il Ticino al fine di eliminare la neve. Sono presentati due progetti significativi relativi al corso del fiume Ticino: il primo, in corso di realizzazione, è una porzione di un progetto globale di riqualificazione delle sponde in città redatto da Vincenzo Casali. Il secondo progetto, relativo alla riqualificazione del Lido e delle aree limitrofe, è redatto da B.C.G. Associati con Studio Bariani-Mazza, Andrea Colombo, Claudio Marabelli (strutture), Michele Monte, Giovanni Castelli, Amilcare Acerbi.
AL
Pavia; Ticino; paesaggio; naviglio; porto
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/670946
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