In tempi di economia variabile e addirittura turbolenta, le scelte anche quotidiane diventano più selettive e si orientano verso beni “solidi”, dal valore aggiunto dichiarato e concreto e dove la marca ricopre un ruolo chiave, se e in quanto, garante di qualità e/o innovazione. Scelte non più incondizionate, ma “condizionate” da risorse più contingentate nonchè da una pluralità d’offerta. Piccole o grandi spese che siano, sono determinate oltre che dal bilancio familiare, da una spinta a volersi concedere, a fronte di altre rinunce, nuove soddisfazioni: ogni tanto, qualche volta, spesso. Un succedersi di sacrifici e piccole grandi gioie che coesistono, per e in ognuno di noi, e possono essere ben cavalcate dalle aziende che abbiano compreso come anche piccoli oggetti o prodotti di uso comune possano essere migliorati, resi più appealing, intriganti e attraenti e quindi, ça va sans dire, più costosi. Nonostante o, meglio, soprattutto, durante le tempeste finanziarie, si consolida l’attrazione verso beni premium, ovvero prodotti e servizi per i quali il pubblico è disposto a riconoscere un prezzo medio-alto in cambio di servizi e valori aggiuntivi, anche emozionali. Beni, prodotti e servizi più qualificati che le aziende propongono per rilanciare e ravvivare consumi, e il mercato sceglie per una naturale propensione a continuamente migliorarsi, gratificarsi, coccolarsi. Prodotti alto di gamma, piccoli, grandi lussi vengono così premiati, ma secondo un palinsesto evoluto rispetto al passato e, soprattutto, molto, molto personale. Profili multipli, variegati, differenziati che le aziende devono essere pronte a soddisfare proponendo soluzioni ad alto valore aggiunto, ovvero offrendo merci sempre più evolute. Beni rinnovati perché tecnologicamente avanzati, fortemente ecologici, dal design nuovo, accattivante e contemporaneo che vanno affermandosi in ogni settore scavalcando il ‘mediano’, ovvero il bene mediamente innovativo, mediamente bello, mediamente soddisfacente.

Lusso Necessario: alla ricerca del valore per vincere la crisi

TURINETTO, MARCO;
2009

Abstract

In tempi di economia variabile e addirittura turbolenta, le scelte anche quotidiane diventano più selettive e si orientano verso beni “solidi”, dal valore aggiunto dichiarato e concreto e dove la marca ricopre un ruolo chiave, se e in quanto, garante di qualità e/o innovazione. Scelte non più incondizionate, ma “condizionate” da risorse più contingentate nonchè da una pluralità d’offerta. Piccole o grandi spese che siano, sono determinate oltre che dal bilancio familiare, da una spinta a volersi concedere, a fronte di altre rinunce, nuove soddisfazioni: ogni tanto, qualche volta, spesso. Un succedersi di sacrifici e piccole grandi gioie che coesistono, per e in ognuno di noi, e possono essere ben cavalcate dalle aziende che abbiano compreso come anche piccoli oggetti o prodotti di uso comune possano essere migliorati, resi più appealing, intriganti e attraenti e quindi, ça va sans dire, più costosi. Nonostante o, meglio, soprattutto, durante le tempeste finanziarie, si consolida l’attrazione verso beni premium, ovvero prodotti e servizi per i quali il pubblico è disposto a riconoscere un prezzo medio-alto in cambio di servizi e valori aggiuntivi, anche emozionali. Beni, prodotti e servizi più qualificati che le aziende propongono per rilanciare e ravvivare consumi, e il mercato sceglie per una naturale propensione a continuamente migliorarsi, gratificarsi, coccolarsi. Prodotti alto di gamma, piccoli, grandi lussi vengono così premiati, ma secondo un palinsesto evoluto rispetto al passato e, soprattutto, molto, molto personale. Profili multipli, variegati, differenziati che le aziende devono essere pronte a soddisfare proponendo soluzioni ad alto valore aggiunto, ovvero offrendo merci sempre più evolute. Beni rinnovati perché tecnologicamente avanzati, fortemente ecologici, dal design nuovo, accattivante e contemporaneo che vanno affermandosi in ogni settore scavalcando il ‘mediano’, ovvero il bene mediamente innovativo, mediamente bello, mediamente soddisfacente.
Lupetti - Editori di Comunicazione
9788883912368
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