Sono passati più di 25 anni da quando in Italia un movimento riformista ha tentato di rinnovare regole e forme del governo urbanistico e urbano, cercando di conciliare principi di rigore, sviluppo e qualità. Dai primi anni '90, la volontà e le esperienze di riforma dell'urbanistica italiana sono state uno dei temi cruciali di questo movimento, che nel corso del tempo ha saputo conseguire qualche risultato, ma ha dovuto anche riconoscere difficoltà su diversi fronti decisivi. Sono state approvate e applicate nuove leggi regionali sul governo del territorio (se pur disuguali o in parte divergenti); sono state sperimentate forme nuove di regolazione e trasformazione urbana, più coerenti con le migliori esperienze internazionali. Ma è mancata una riforma nazionale e le esperienze di governo delle città italiane hanno segnalato in molti casi difficoltà gravi e spesso crescenti. Le città rappresentano, infatti, in questa fase, il contesto critico nel quale con ogni evidenza si manifestano fattori di crisi funzionale, sociale e ambientale della vita collettiva contemporanea, mentre la politica non sembra disporre di strumenti adeguati o tende a usarli in modi illusori o devianti. Il caso di Milano può essere considerato per molti aspetti esemplare. Nonostante le enormi potenzialità, la città da tempo sembra incapace di affrontare problemi cronici di regolazione e sviluppo. L'ideologia italiana della "politica del fare", che non consiste (come accade altrove) in un pragmatismo legittimo, equo ed efficace, ma privilegia mere politiche dell'annuncio e interventi sempre parziali, provvisori e strumentali, riesce solo a rinviare e ad accumulare i problemi. In questo senso, la città di Milano soffre per una crisi di lunga data del governo urbano e le scelte e le proposte più recenti (come quelle contenute nel Piano di Governo del Territorio appena approvato) sono destinate ad aggravarne le criticità. Il libro propone una riflessione critica sullo stato e sulle prospettive riformiste del governo del territorio in Italia, assumendo il caso di Milano come laboratorio esemplare nel quale questioni e ipotesi cruciali possono essere utilmente discusse e messe alla prova. Il pensiero e l'opera di un "urbanista gentile", Fausto Curti (al quale il libro è dedicato) rappresentano il pretesto e il filo del ragionamento. I suoi contributi - accurati, pazienti, innovativi - hanno saputo anticipare molte criticità, indicando vie utili per provare (finalmente) ad affrontarle.

MILANO AL FUTURO. CRISI O RIFORMA DEL GOVERNO URBANO

ARCIDIACONO, ANDREA;POGLIANI, LAURA
2011

Abstract

Sono passati più di 25 anni da quando in Italia un movimento riformista ha tentato di rinnovare regole e forme del governo urbanistico e urbano, cercando di conciliare principi di rigore, sviluppo e qualità. Dai primi anni '90, la volontà e le esperienze di riforma dell'urbanistica italiana sono state uno dei temi cruciali di questo movimento, che nel corso del tempo ha saputo conseguire qualche risultato, ma ha dovuto anche riconoscere difficoltà su diversi fronti decisivi. Sono state approvate e applicate nuove leggi regionali sul governo del territorio (se pur disuguali o in parte divergenti); sono state sperimentate forme nuove di regolazione e trasformazione urbana, più coerenti con le migliori esperienze internazionali. Ma è mancata una riforma nazionale e le esperienze di governo delle città italiane hanno segnalato in molti casi difficoltà gravi e spesso crescenti. Le città rappresentano, infatti, in questa fase, il contesto critico nel quale con ogni evidenza si manifestano fattori di crisi funzionale, sociale e ambientale della vita collettiva contemporanea, mentre la politica non sembra disporre di strumenti adeguati o tende a usarli in modi illusori o devianti. Il caso di Milano può essere considerato per molti aspetti esemplare. Nonostante le enormi potenzialità, la città da tempo sembra incapace di affrontare problemi cronici di regolazione e sviluppo. L'ideologia italiana della "politica del fare", che non consiste (come accade altrove) in un pragmatismo legittimo, equo ed efficace, ma privilegia mere politiche dell'annuncio e interventi sempre parziali, provvisori e strumentali, riesce solo a rinviare e ad accumulare i problemi. In questo senso, la città di Milano soffre per una crisi di lunga data del governo urbano e le scelte e le proposte più recenti (come quelle contenute nel Piano di Governo del Territorio appena approvato) sono destinate ad aggravarne le criticità. Il libro propone una riflessione critica sullo stato e sulle prospettive riformiste del governo del territorio in Italia, assumendo il caso di Milano come laboratorio esemplare nel quale questioni e ipotesi cruciali possono essere utilmente discusse e messe alla prova. Il pensiero e l'opera di un "urbanista gentile", Fausto Curti (al quale il libro è dedicato) rappresentano il pretesto e il filo del ragionamento. I suoi contributi - accurati, pazienti, innovativi - hanno saputo anticipare molte criticità, indicando vie utili per provare (finalmente) ad affrontarle.
Et al./Edizioni
9788864630540
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