Nelle città esiste una “tensione” fra due dimensioni, quella di un’immagine storica consolidata – la città “lenta”, delle tradizioni, del turismo, della cultura e della qualità della vita – e quella di un’immagine da costruire, da consolidare, proiettata verso il futuro – la città “veloce”, delle trasformazioni, dello sviluppo, dell’innovazione. La città veloce presenta un modello di sviluppo con un alto contenuto di conoscenza, è la città aperta ad una logica internazionale, è la città dell’innovazione tecnologica. La città lenta appartiene più alla dimensione della civitas e del tentativo di attualizzare la tradizione dell'economia, della reciprocità, della convivenza comunitaria, della capacità di autogoverno. La città lenta e la città veloce devono convivere ed integrarsi: la città lenta della qualità della vita, delle relazioni, della dimensione sociale, che si fa carico di criticità e disuguaglianze, e la città veloce della conoscenza, della formazione, della ricerca e dell’innovazione. Sono dimensioni complementari e necessarie, ma se non viene garantita la città lenta, quella veloce non ha futuro e si rischia di costruire un modello non sostenibile. La filosofia alla base del movimento internazionale Cittaslow riguarda l’“elogio della lentezza”. Se velocità non significa sempre efficienza e vantaggio competitivo, le Cittaslow propongono un modello per un nuovo concetto del vivere, del produrre, del consumare fondato sulle “qualità lente”. Tale movimento destina ampio spazio alle problematiche legate all'ambiente e alla sua salvaguardia, ad uno stile di vita ecologicamente corretto, più solidale con le generazioni presenti e future e prospetta un modello relativo non solo agli aspetti sociali e culturali, ma anche all'urbanistica, all'ambiente, all'energia, ai trasporti, al turismo, al mondo agricolo, alla formazione dei giovani, al fine di costruire qualità in tutti i settori del vivere civile. La filosofia Cittaslow è un elogio alla lentezza, un richiamo al Festina lente dei latini, in contrasto con gli effetti negativi della velocità ad ogni costo, alla luce di modelli di vita e società basati su "qualità lente". Le "qualità lente" sono necessarie per creare vivibilità, per proteggere e salvaguardare l'ambiente, il patrimonio storico, artistico e culturale, per valorizzare le produzioni tipiche, ma, soprattutto, per conoscere e valorizzare l'identità profonda di un territorio per migliorarne il sistema complessivo e favorirne la rivitalizzazione. Il Movimento Cittaslow propone un modello urbano basato sulle logiche dello sviluppo urbano sostenibile. Tale sviluppo è fondato sulla capacità di rigenerazione delle risorse ambientali non riproducibili, sulla riduzione del consumo indiscriminato di suolo, attraverso politiche di recupero e riqualificazione della città esistente e sulla compatibilità ambientale del sistema infrastrutturale, realizzata attraverso soluzioni di “mobilità sostenibile” e interventi di “ambientazione” del sistema infrastrutturale. Sono diversi i progetti, soprattutto a livello europeo, che tendono a coniugare lo sviluppo sostenibile con la riqualificazione dei centri urbani. La città, vista come consumatrice di risorse naturali e come generatrice di un ulteriore degrado a carico delle stesse risorse, attraverso le emissioni risultato del suo metabolismo è, allo stesso tempo, la base dello sviluppo economico e sociale di innovazione, educazione, cultura e civiltà. Proprio in questi ultimi aspetti risiede il potenziale sostenibile della città che sarà alla base delle trasformazioni che si prospettano, a livello globale, in futuro nella pianificazione urbanistica.
L'integrazione tra città veloce e città lenta per una pianificazione urbana sostenibile
PINTO, FULVIA
2010-01-01
Abstract
Nelle città esiste una “tensione” fra due dimensioni, quella di un’immagine storica consolidata – la città “lenta”, delle tradizioni, del turismo, della cultura e della qualità della vita – e quella di un’immagine da costruire, da consolidare, proiettata verso il futuro – la città “veloce”, delle trasformazioni, dello sviluppo, dell’innovazione. La città veloce presenta un modello di sviluppo con un alto contenuto di conoscenza, è la città aperta ad una logica internazionale, è la città dell’innovazione tecnologica. La città lenta appartiene più alla dimensione della civitas e del tentativo di attualizzare la tradizione dell'economia, della reciprocità, della convivenza comunitaria, della capacità di autogoverno. La città lenta e la città veloce devono convivere ed integrarsi: la città lenta della qualità della vita, delle relazioni, della dimensione sociale, che si fa carico di criticità e disuguaglianze, e la città veloce della conoscenza, della formazione, della ricerca e dell’innovazione. Sono dimensioni complementari e necessarie, ma se non viene garantita la città lenta, quella veloce non ha futuro e si rischia di costruire un modello non sostenibile. La filosofia alla base del movimento internazionale Cittaslow riguarda l’“elogio della lentezza”. Se velocità non significa sempre efficienza e vantaggio competitivo, le Cittaslow propongono un modello per un nuovo concetto del vivere, del produrre, del consumare fondato sulle “qualità lente”. Tale movimento destina ampio spazio alle problematiche legate all'ambiente e alla sua salvaguardia, ad uno stile di vita ecologicamente corretto, più solidale con le generazioni presenti e future e prospetta un modello relativo non solo agli aspetti sociali e culturali, ma anche all'urbanistica, all'ambiente, all'energia, ai trasporti, al turismo, al mondo agricolo, alla formazione dei giovani, al fine di costruire qualità in tutti i settori del vivere civile. La filosofia Cittaslow è un elogio alla lentezza, un richiamo al Festina lente dei latini, in contrasto con gli effetti negativi della velocità ad ogni costo, alla luce di modelli di vita e società basati su "qualità lente". Le "qualità lente" sono necessarie per creare vivibilità, per proteggere e salvaguardare l'ambiente, il patrimonio storico, artistico e culturale, per valorizzare le produzioni tipiche, ma, soprattutto, per conoscere e valorizzare l'identità profonda di un territorio per migliorarne il sistema complessivo e favorirne la rivitalizzazione. Il Movimento Cittaslow propone un modello urbano basato sulle logiche dello sviluppo urbano sostenibile. Tale sviluppo è fondato sulla capacità di rigenerazione delle risorse ambientali non riproducibili, sulla riduzione del consumo indiscriminato di suolo, attraverso politiche di recupero e riqualificazione della città esistente e sulla compatibilità ambientale del sistema infrastrutturale, realizzata attraverso soluzioni di “mobilità sostenibile” e interventi di “ambientazione” del sistema infrastrutturale. Sono diversi i progetti, soprattutto a livello europeo, che tendono a coniugare lo sviluppo sostenibile con la riqualificazione dei centri urbani. La città, vista come consumatrice di risorse naturali e come generatrice di un ulteriore degrado a carico delle stesse risorse, attraverso le emissioni risultato del suo metabolismo è, allo stesso tempo, la base dello sviluppo economico e sociale di innovazione, educazione, cultura e civiltà. Proprio in questi ultimi aspetti risiede il potenziale sostenibile della città che sarà alla base delle trasformazioni che si prospettano, a livello globale, in futuro nella pianificazione urbanistica.| File | Dimensione | Formato | |
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