L’ipotesi che ha sollecitato la riflessione delle autrici riguardava la convenienza economica, e non solo ambientale, del costruire edifici a basso consumo. Posto che un edificio consuma energia sotto molti aspetti, in questo lavoro si è considerato prevalentemente quello termico per il riscaldamento invernale e per la climatizzazione estiva. Il punto di partenza della riflessione è stato un progetto architettonico che definisse l’aspetto formale dell’edificio posto in una cittadina della pianura padana, ipotizzando di realizzarlo con due tecnologie, una che costituisseun’evoluzione del costruire tradizionale e l’altra che rispettasse gli standard degli edifici passivi, si è rilevato come nel confronto del solo fabbisogno energetico invernale l’edificio passivo surclassasse nettamente l’edificio tradizionale, passando a considerare il fabbisogno energetico per la climatizzazione estiva però i ruoli sono risultati palesemente invertiti, infatti la maggiore permeabilità dell’involucro tradizionale è risultata superiore a quella dell’edificio passivo; alla luce di questo risultato è stata modellata un terza soluzione tecnologica che, pur rispettando gli standard passivi, impiegando una diversa tipologia di materiale isolante ha permesso di raggiungere un equilibrio tra le due situazioni limite, estate/inverno. Lungo il percorso sintetizzato nelle righe precedenti si sono evidenziati alcuni semplici accorgimenti progettuali di cui il testo fa tesoro e che possono essere immediatamente utili nelle attività di progettazione e in quelle didattiche; Possono sembrare banalità ma la scelta del colore delle facciate, specialmente quelle sud, può comportare un aumento della temperatura interna anche di cinque gradi passando da un colore chiaro ad uno scuro; La scelta dell’isolante e del complesso stratigrafico della chiusura è opportuno sia diverso a seconda si tratti di un edificio il cui uso abbraccia l’intero arco della giornata oppure si limiti alle ore diurne; le prime ipotesi stratigrafiche delle chiusure svolte in fase di progettazione architettonica si possono eseguire ordinando i materiali dal più pesante al più leggero dall’interno verso l’esterno questo semplice accorgimento, quando è possibile applicarlo, garantisce l’assenza di fenomeni di condensa. Quest’opera costituisce un esempio completo di analisi tecnologica estesa a molti aspetti esecutivi del progetto, l’astrazione dall’esempio analizzato o l’applicazione a casi diversi la potrebbe assurgere a metodologia operativa, facilmente impiegabile e capace di garantire soluzioni tecnologicamente semplici e corrette, immediatamente utilizzabili nella normale attività progettuale. La continua evoluzione delle esigenze e dei requisiti, inseguiti dalle norme e dalle tecniche, pone questo lavoro come un’introduzione operativa alla progettazione del risparmio energetico cui devono seguire verifiche su opere realizzate e molta sensibilità verso i problemi ambientali e del vivere contemporaneo.

Costruire il risparmio energetico. Ipotesi e progetto: un caso studio tra tradizione e innovazione

LEALI, GIUSI;MIRANDOLA, SILVIA;
2009

Abstract

L’ipotesi che ha sollecitato la riflessione delle autrici riguardava la convenienza economica, e non solo ambientale, del costruire edifici a basso consumo. Posto che un edificio consuma energia sotto molti aspetti, in questo lavoro si è considerato prevalentemente quello termico per il riscaldamento invernale e per la climatizzazione estiva. Il punto di partenza della riflessione è stato un progetto architettonico che definisse l’aspetto formale dell’edificio posto in una cittadina della pianura padana, ipotizzando di realizzarlo con due tecnologie, una che costituisseun’evoluzione del costruire tradizionale e l’altra che rispettasse gli standard degli edifici passivi, si è rilevato come nel confronto del solo fabbisogno energetico invernale l’edificio passivo surclassasse nettamente l’edificio tradizionale, passando a considerare il fabbisogno energetico per la climatizzazione estiva però i ruoli sono risultati palesemente invertiti, infatti la maggiore permeabilità dell’involucro tradizionale è risultata superiore a quella dell’edificio passivo; alla luce di questo risultato è stata modellata un terza soluzione tecnologica che, pur rispettando gli standard passivi, impiegando una diversa tipologia di materiale isolante ha permesso di raggiungere un equilibrio tra le due situazioni limite, estate/inverno. Lungo il percorso sintetizzato nelle righe precedenti si sono evidenziati alcuni semplici accorgimenti progettuali di cui il testo fa tesoro e che possono essere immediatamente utili nelle attività di progettazione e in quelle didattiche; Possono sembrare banalità ma la scelta del colore delle facciate, specialmente quelle sud, può comportare un aumento della temperatura interna anche di cinque gradi passando da un colore chiaro ad uno scuro; La scelta dell’isolante e del complesso stratigrafico della chiusura è opportuno sia diverso a seconda si tratti di un edificio il cui uso abbraccia l’intero arco della giornata oppure si limiti alle ore diurne; le prime ipotesi stratigrafiche delle chiusure svolte in fase di progettazione architettonica si possono eseguire ordinando i materiali dal più pesante al più leggero dall’interno verso l’esterno questo semplice accorgimento, quando è possibile applicarlo, garantisce l’assenza di fenomeni di condensa. Quest’opera costituisce un esempio completo di analisi tecnologica estesa a molti aspetti esecutivi del progetto, l’astrazione dall’esempio analizzato o l’applicazione a casi diversi la potrebbe assurgere a metodologia operativa, facilmente impiegabile e capace di garantire soluzioni tecnologicamente semplici e corrette, immediatamente utilizzabili nella normale attività progettuale. La continua evoluzione delle esigenze e dei requisiti, inseguiti dalle norme e dalle tecniche, pone questo lavoro come un’introduzione operativa alla progettazione del risparmio energetico cui devono seguire verifiche su opere realizzate e molta sensibilità verso i problemi ambientali e del vivere contemporaneo.
Tecnologos
9788888697253
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11311/576703
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