L’articolo fa il punto su una serie di questioni al centro del dibattito sulle relazioni tra commercio e territorio, nella sezione monografica Problemi, politiche, ricerche della rivista URBANISTICA che ho curato. Nella stessa sezione sono autore anche degli articoli II commercio nel territorio milanese: geografia dell’offerta e relazioni territoriali e Ambienti insediativi e localizzazioni commerciali, mentre le esperienze cui si fa riferimento nel titolo sono, oltre a quella milanese, relative a studi sul commercio nella regione metropolitana di Barcellona e nella provincia di Bergamo. Si tratta nell’insieme di una riflessione che mette a sistema alcune ricerche su un tema – il rapporto tra commercio e territorio - relativamente trascurato negli studi urbani e nel dibattito sull’innovazione della strumentazione urbanistica; questo è avvenuto soprattutto in Italia e anche negli anni recenti, benché la “riforma del commercio” di fine anni ’90 avesse enfatizzato il ruolo della pianificazione urbanistica accanto alla programmazione commerciale per la salvaguardia del pluralismo e dell’equilibrio tra le diverse forme di distribuzione e i diversi contesti territoriali, richiamando esplicitamente l’ “utilizzo dell’urbanistica come strumento privilegiato di orientamento e di controllo” delle localizzazioni commerciali. L’articolo ricostruisce la fase recente della trasformazione e della nuova articolazione delle tipologie distributive e dei luoghi del commercio,un processo di grande interesse da studiare con metodologie innovative per costruire rappresentazioni efficaci ed inedite della geografia dell’offerta e delle sue declinazioni nei diversi contesti insediativi. La dinamica di sviluppo dell’offerta (tipologie, localizzazioni, pratiche di consumo) ha condizionato sempre di più le trasformazioni territoriali, il mercato dei suoli, le dinamiche immobiliari. La riflessione di carattere comparativo su tre casi di ambiti sovra comunali ha consentito alcune interessanti notazioni sul piano analitico e suggerimenti su quello propositivo. In questo senso in particolare si è fatto riferimento alla necessità di governance alla scala sovra locale degli effetti territoriali delle nuove dinamiche insediative, in quanto i bacini di gravitazione dei nuovi formati commerciali o delle polarità urbane ed extraurbane hanno una dimensione ed una conformazione che prescinde da ogni perimetrazione amministrativa. Si è rilevato anche come il raccordo con il trasporto pubblico e il riutilizzo di aree urbanizzate comincino ad essere riconosciuti come un fattori di localizzazione rilevanti in una prospettiva di maggiore sostenibilità ambientale e di contenimento del consumo di suolo, anche in funzione della formazione di polarità integrate che superino la monofunzionalità delle prime localizzazioni commerciali.

Commercio e scala vasta: temi comuni da tre esperienze diverse

MORANDI, CORINNA
2010-01-01

Abstract

L’articolo fa il punto su una serie di questioni al centro del dibattito sulle relazioni tra commercio e territorio, nella sezione monografica Problemi, politiche, ricerche della rivista URBANISTICA che ho curato. Nella stessa sezione sono autore anche degli articoli II commercio nel territorio milanese: geografia dell’offerta e relazioni territoriali e Ambienti insediativi e localizzazioni commerciali, mentre le esperienze cui si fa riferimento nel titolo sono, oltre a quella milanese, relative a studi sul commercio nella regione metropolitana di Barcellona e nella provincia di Bergamo. Si tratta nell’insieme di una riflessione che mette a sistema alcune ricerche su un tema – il rapporto tra commercio e territorio - relativamente trascurato negli studi urbani e nel dibattito sull’innovazione della strumentazione urbanistica; questo è avvenuto soprattutto in Italia e anche negli anni recenti, benché la “riforma del commercio” di fine anni ’90 avesse enfatizzato il ruolo della pianificazione urbanistica accanto alla programmazione commerciale per la salvaguardia del pluralismo e dell’equilibrio tra le diverse forme di distribuzione e i diversi contesti territoriali, richiamando esplicitamente l’ “utilizzo dell’urbanistica come strumento privilegiato di orientamento e di controllo” delle localizzazioni commerciali. L’articolo ricostruisce la fase recente della trasformazione e della nuova articolazione delle tipologie distributive e dei luoghi del commercio,un processo di grande interesse da studiare con metodologie innovative per costruire rappresentazioni efficaci ed inedite della geografia dell’offerta e delle sue declinazioni nei diversi contesti insediativi. La dinamica di sviluppo dell’offerta (tipologie, localizzazioni, pratiche di consumo) ha condizionato sempre di più le trasformazioni territoriali, il mercato dei suoli, le dinamiche immobiliari. La riflessione di carattere comparativo su tre casi di ambiti sovra comunali ha consentito alcune interessanti notazioni sul piano analitico e suggerimenti su quello propositivo. In questo senso in particolare si è fatto riferimento alla necessità di governance alla scala sovra locale degli effetti territoriali delle nuove dinamiche insediative, in quanto i bacini di gravitazione dei nuovi formati commerciali o delle polarità urbane ed extraurbane hanno una dimensione ed una conformazione che prescinde da ogni perimetrazione amministrativa. Si è rilevato anche come il raccordo con il trasporto pubblico e il riutilizzo di aree urbanizzate comincino ad essere riconosciuti come un fattori di localizzazione rilevanti in una prospettiva di maggiore sostenibilità ambientale e di contenimento del consumo di suolo, anche in funzione della formazione di polarità integrate che superino la monofunzionalità delle prime localizzazioni commerciali.
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