Il concetto di rete ecologica è ormai entrato con pieno diritto e sempre con maggior evidenza nella prassi della pianificazione urbanistica e territoriale. Per valutare l’efficacia, oltre che l’autoreferenzialità, di questo concetto che sostiene la biodiversità e la necessità di conservarla anche negli ambiti urbanizzati, si sono individuati tre casi studio: la regione metropolitana di Montreal, la Provincia di Roma e la Provincia di Milano con l’obiettivo di verificare gli esiti di meccanismo di protezione ecologica messi in atto nelle tre situazioni. Anche se con le dovute differenze territoriali e giuridico-pianificatorie, infatti, il concetto di rete ecologica sembra aver una capacità rappresentativa di rischi e di potenzialità ambientali comprensibili ed apprezzabili da ogni operatore e utente territoriale. Ad esempio la presenza di barriere architettoniche e infrastrutturali che impediscono lo sviluppo di un corridoio ecologico, il rischio di diminuzione di varchi nei corridoi esistenti e, pertanto, l’impossibilità di godere, dal punto di vista ecologico-naturalistico, ma anche fruitivo e vedutistico, di quelle opportunità di benessere fisico e psicologico che si generano nelle aree di grande rilevanza ambientale (fiumi, foreste aree umide), definite come nodi della rete ecologica, tra loro collegate da percorsi inseriti nei corridoi ecologici, sono questioni che tutta la popolazione, di qualsiasi età e ceto sociale è in grado di comprendere e apprezzare. Riconosciuta la capacità di un concetto scientifico di divenire cultura di massa, è importante verificare se e come la definizione degli obiettivi della landscape ecology sono divenuti anche strumenti di governo del territorio e hanno prodotto programmi d’azione e interventi. Nei tre casi analizzati la previsione cartografica di una rete ecologica a scala territoriale è operativa ormai da anni (dal 1998 nel caso di Milano, dal 2000 nella provincia di Roma e dal 2001 nella regione metropolitana di Montreal) anche se con livelli normativi e operativi diversi. Significativa è la diversa modalità con cui si ritiene disegnata la rete ecologica, con una forte carica simbolica nel caso di Milano, con più aderenza alle caratteristiche territoriali negli altri due casi.

Reti ecologiche e pianificazione urbanistica :programmi e strumenti a Montreal, Milano e Roma.

ERBA, MARIA VALERIA;DI MARINO, MINA
2010-01-01

Abstract

Il concetto di rete ecologica è ormai entrato con pieno diritto e sempre con maggior evidenza nella prassi della pianificazione urbanistica e territoriale. Per valutare l’efficacia, oltre che l’autoreferenzialità, di questo concetto che sostiene la biodiversità e la necessità di conservarla anche negli ambiti urbanizzati, si sono individuati tre casi studio: la regione metropolitana di Montreal, la Provincia di Roma e la Provincia di Milano con l’obiettivo di verificare gli esiti di meccanismo di protezione ecologica messi in atto nelle tre situazioni. Anche se con le dovute differenze territoriali e giuridico-pianificatorie, infatti, il concetto di rete ecologica sembra aver una capacità rappresentativa di rischi e di potenzialità ambientali comprensibili ed apprezzabili da ogni operatore e utente territoriale. Ad esempio la presenza di barriere architettoniche e infrastrutturali che impediscono lo sviluppo di un corridoio ecologico, il rischio di diminuzione di varchi nei corridoi esistenti e, pertanto, l’impossibilità di godere, dal punto di vista ecologico-naturalistico, ma anche fruitivo e vedutistico, di quelle opportunità di benessere fisico e psicologico che si generano nelle aree di grande rilevanza ambientale (fiumi, foreste aree umide), definite come nodi della rete ecologica, tra loro collegate da percorsi inseriti nei corridoi ecologici, sono questioni che tutta la popolazione, di qualsiasi età e ceto sociale è in grado di comprendere e apprezzare. Riconosciuta la capacità di un concetto scientifico di divenire cultura di massa, è importante verificare se e come la definizione degli obiettivi della landscape ecology sono divenuti anche strumenti di governo del territorio e hanno prodotto programmi d’azione e interventi. Nei tre casi analizzati la previsione cartografica di una rete ecologica a scala territoriale è operativa ormai da anni (dal 1998 nel caso di Milano, dal 2000 nella provincia di Roma e dal 2001 nella regione metropolitana di Montreal) anche se con livelli normativi e operativi diversi. Significativa è la diversa modalità con cui si ritiene disegnata la rete ecologica, con una forte carica simbolica nel caso di Milano, con più aderenza alle caratteristiche territoriali negli altri due casi.
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