La crisi dei modelli regionali centro-periferici su cui si basava il modello socio-territoriale fordista, ha portato a ridefinire la struttura del territorio urbano. Il modello tradizionale di impostazione gerarchica non è più in grado di definire la struttura del territorio. Le politiche di integrazione europea incentivano i rapporti tra i centri urbani e contribuiscono allo sviluppo di reti fondate su rapporti di competizione e cooperazione di livello interregionale o addirittura transnazionale. I centri urbani appaiono sempre più interdipendenti e si configurano come nodi tra i quali circolano flussi sempre più intensi di merci, servizi, persone e informazioni. Il territorio europeo può essere letto come una serie di macro-regioni transnazionali, che comprendono reti di centri urbani di dimensioni differenti, che svolgono un ruolo complementare all’interno della stessa macro-regione e un ruolo competitivo tra le varie macro-regioni. L’area metropolitana viene definita in base a relazioni di dipendenza di agglomerati esterni rispetto ad un capoluogo, la “Regione urbana”, invece, non fa riferimento a relazioni gerarchiche di tipo centro-periferico, bensì determina relazioni multidirezionali. Nella “regione urbana” l'attenzione risiede sull’“elemento” “regione”, nella “città-regione” sull’“elemento” “città”. La regione urbana è intesa quale specifica conformazione geografica e sociale costituita da una serie di comunità urbane autonome ma interdipendenti, pertanto il principale problema risiede nell’esigenza di assicurare uno sviluppo equilibrato del territorio mediante la localizzazione delle diverse attività. La città non può essere compresa in riferimento alla sola area amministrativa, deve essere interpretata come “parte organica di un raggruppamento sociale”. Attualmente, le maggiori città del mondo, nell’ambito di un ridimensionamento economico e politico che vede il passaggio di molte funzioni economiche da una scala locale ad una sovra-statale, si configurano come città-regione, caratterizzate da nuove forme di logiche e di dinamiche sociali ed economiche. Il termine città-regione o nella sua versione originaria inglese city-region, è diventato un termine tecnico di comprensione generale ed è finalizzato a spiegare un fenomeno urbano che non si è verificato di recente, tuttavia ha assunto di recente una fisionomia specifica, suscitando le preoccupazioni degli studiosi non soltanto sul piano conoscitivo, ma specialmente sul piano sociale, economico e politico. Appare chiara l’esigenza di porre maggiore attenzione alle politiche territoriali, terreno sul quale risulta fondamentale superare la frammentazione che attualmente contraddistingue la regione urbana. In sintesi, non è necessario uno strumento di pianificazione per la cui redazione interi organi di governo siano impegnati per anni in analisi e discussioni su obiettivi e su lunghe liste di azioni, mentre risulta sicuramente essenziale disporre di un quadro di riferimento per le politiche. Bisogna cercare di approfondire le indagini conoscitive sulla regione urbana, sulle sue dinamiche evolutive, sui suoi processi di trasformazione. Per sviluppare una visione della regione urbana, possono esserci modalità differenti dalle forme tradizionali della pianificazione. Si può trattare di un sintetico policy statement che contenga una descrizione generale della regione urbana, delle traiettorie di sviluppo desiderate e dei principi che devono informare le scelte future.

Le trasformazioni della struttura del territorio urbano contemporaneo: regione urbana, città – regione e reti di città

PINTO, FULVIA
2009

Abstract

La crisi dei modelli regionali centro-periferici su cui si basava il modello socio-territoriale fordista, ha portato a ridefinire la struttura del territorio urbano. Il modello tradizionale di impostazione gerarchica non è più in grado di definire la struttura del territorio. Le politiche di integrazione europea incentivano i rapporti tra i centri urbani e contribuiscono allo sviluppo di reti fondate su rapporti di competizione e cooperazione di livello interregionale o addirittura transnazionale. I centri urbani appaiono sempre più interdipendenti e si configurano come nodi tra i quali circolano flussi sempre più intensi di merci, servizi, persone e informazioni. Il territorio europeo può essere letto come una serie di macro-regioni transnazionali, che comprendono reti di centri urbani di dimensioni differenti, che svolgono un ruolo complementare all’interno della stessa macro-regione e un ruolo competitivo tra le varie macro-regioni. L’area metropolitana viene definita in base a relazioni di dipendenza di agglomerati esterni rispetto ad un capoluogo, la “Regione urbana”, invece, non fa riferimento a relazioni gerarchiche di tipo centro-periferico, bensì determina relazioni multidirezionali. Nella “regione urbana” l'attenzione risiede sull’“elemento” “regione”, nella “città-regione” sull’“elemento” “città”. La regione urbana è intesa quale specifica conformazione geografica e sociale costituita da una serie di comunità urbane autonome ma interdipendenti, pertanto il principale problema risiede nell’esigenza di assicurare uno sviluppo equilibrato del territorio mediante la localizzazione delle diverse attività. La città non può essere compresa in riferimento alla sola area amministrativa, deve essere interpretata come “parte organica di un raggruppamento sociale”. Attualmente, le maggiori città del mondo, nell’ambito di un ridimensionamento economico e politico che vede il passaggio di molte funzioni economiche da una scala locale ad una sovra-statale, si configurano come città-regione, caratterizzate da nuove forme di logiche e di dinamiche sociali ed economiche. Il termine città-regione o nella sua versione originaria inglese city-region, è diventato un termine tecnico di comprensione generale ed è finalizzato a spiegare un fenomeno urbano che non si è verificato di recente, tuttavia ha assunto di recente una fisionomia specifica, suscitando le preoccupazioni degli studiosi non soltanto sul piano conoscitivo, ma specialmente sul piano sociale, economico e politico. Appare chiara l’esigenza di porre maggiore attenzione alle politiche territoriali, terreno sul quale risulta fondamentale superare la frammentazione che attualmente contraddistingue la regione urbana. In sintesi, non è necessario uno strumento di pianificazione per la cui redazione interi organi di governo siano impegnati per anni in analisi e discussioni su obiettivi e su lunghe liste di azioni, mentre risulta sicuramente essenziale disporre di un quadro di riferimento per le politiche. Bisogna cercare di approfondire le indagini conoscitive sulla regione urbana, sulle sue dinamiche evolutive, sui suoi processi di trasformazione. Per sviluppare una visione della regione urbana, possono esserci modalità differenti dalle forme tradizionali della pianificazione. Si può trattare di un sintetico policy statement che contenga una descrizione generale della regione urbana, delle traiettorie di sviluppo desiderate e dei principi che devono informare le scelte future.
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