Il territorio italiano si è notevolmente modificato soprattutto negli ultimi sessant’anni. Oggi, il fenomeno della metropolizzazione ha mutato il sistema insediativo italiano, ampliando ulteriormente l’occupazione di nuovo suolo extraurbano rispetto alla “città diffusa” degli anni Novanta. La città metropolizzata assume una dimensione che supera i confini amministrativi e indica anche un radicale cambiamento degli stili di vita degli abitanti. Nel territorio metropolizzato, infatti, uno dei fenomeni più allarmanti riguarda proprio la quantità e la qualità degli spostamenti che la popolazione quotidianamente effettua. Nel territorio e con il territorio, nei decenni si è fortemente modificata la mobilità fino a divenire un sistema prevalentemente basato sulla rete infrastrutturale su gomma. Un modello di sviluppo privo di gerarchie e ordinamento fortemente causato dalla netta mancanza di trasporto pubblico. Tale lacuna del sistema trasportistico italiano ha dipeso essenzialmente da una serie di scelte politiche nazionali e locali che fin dal primo dopoguerra hanno privilegiato il rafforzamento di una mobilità individuale a sfavore di opere infrastrutturali per gli spostamenti collettivi che necessitavano di ingenti investimenti pubblici. La mancanza di una rete capillare di trasporto pubblico ha generato nel tempo una situazione insostenibile sia dal punto di vista ambientale che di quello insediativo curabile solo attraverso la creazione di un sistema dio mobilità di massa basata su un sistema di trasporto su ferro. Se le città europee sono cresciute, a partire dalla rivoluzione industriale, con un rapporto strettissimo con le ferrovie; per il caso italiano si può parlare di una “anomalia genetica” in quanto esse si sono prima sviluppate ed espanse e poi, in maniera del tutto subalterna, hanno tentato di dare rimedio a una situazione insostenibile anche grazie alla costruzione di piani urbanistici che mettessero al centro la questione della mobilità.
Urbanistica, mobilità e trasporto pubblico locale
OLIVA, FEDERICO GIOVANNI BATTISTA
2006-01-01
Abstract
Il territorio italiano si è notevolmente modificato soprattutto negli ultimi sessant’anni. Oggi, il fenomeno della metropolizzazione ha mutato il sistema insediativo italiano, ampliando ulteriormente l’occupazione di nuovo suolo extraurbano rispetto alla “città diffusa” degli anni Novanta. La città metropolizzata assume una dimensione che supera i confini amministrativi e indica anche un radicale cambiamento degli stili di vita degli abitanti. Nel territorio metropolizzato, infatti, uno dei fenomeni più allarmanti riguarda proprio la quantità e la qualità degli spostamenti che la popolazione quotidianamente effettua. Nel territorio e con il territorio, nei decenni si è fortemente modificata la mobilità fino a divenire un sistema prevalentemente basato sulla rete infrastrutturale su gomma. Un modello di sviluppo privo di gerarchie e ordinamento fortemente causato dalla netta mancanza di trasporto pubblico. Tale lacuna del sistema trasportistico italiano ha dipeso essenzialmente da una serie di scelte politiche nazionali e locali che fin dal primo dopoguerra hanno privilegiato il rafforzamento di una mobilità individuale a sfavore di opere infrastrutturali per gli spostamenti collettivi che necessitavano di ingenti investimenti pubblici. La mancanza di una rete capillare di trasporto pubblico ha generato nel tempo una situazione insostenibile sia dal punto di vista ambientale che di quello insediativo curabile solo attraverso la creazione di un sistema dio mobilità di massa basata su un sistema di trasporto su ferro. Se le città europee sono cresciute, a partire dalla rivoluzione industriale, con un rapporto strettissimo con le ferrovie; per il caso italiano si può parlare di una “anomalia genetica” in quanto esse si sono prima sviluppate ed espanse e poi, in maniera del tutto subalterna, hanno tentato di dare rimedio a una situazione insostenibile anche grazie alla costruzione di piani urbanistici che mettessero al centro la questione della mobilità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


