La storia italiana della moda si nutre dal dopoguerra dei medesimi caratteri che nello stesso periodo alimentano lo sviluppo economico e culturale del nostro paese: un sistema produttivo dinamico, flessibile, organizzato progressivamente in distretti produttivi e una cultura progettuale diffusa, "per tradizione", come saper fare ma anche saper scegliere e utilizzare determinate categorie di prodotti. Prodotti che hanno a che fare con la cura della casa e della persona e che nel loro complesso diverranno in tempi più recenti i cosiddetti prodotti del made in Italy. Ma la moda ha anche, almeno, un’altra storia, quella dell’alta moda francese, che prende le mosse prima di quella italiana e che ne rimane lo scenario di riferimento, come comune radice storica del settore. Solo in tempi piuttosto recenti la moda italiana inizia a essere raccontata in modi nuovi, ripercorrendo un cammino che in verità si è emancipato da quelle radici molto presto e che presenta molte più similitudini con la storia del design di altri settori italiani, piuttosto che con la storia della moda francese. La moda italiana è fatta per lo più di prodotti industriali, e la progettazione per l’industria, che rappresenta una tipica vocazione professionale del nostro paese, è pratica assai distante dalla creazione di capi e oggetti unici. D’altro canto l’industria italiana ha anch’essa le sue specificità, produce innovazione ma al tempo stesso rimane ancorata a saperi tradizionali, in un continuo processo di riconfigurazione che trasferisce nei prodotti know how e valori stratificati nel tempo. La peculiare relazione tra queste modalità di progettazione e la produzione è lo snodo che determina l’emancipazione, nei fatti, del sistema italiano. L’analisi attenta delle radici storiche, dei processi e della struttura del settore, mette in luce, accanto all’autorialità creativa dello "stilista", l’emergere di complesse e ricche "filiere del progetto", il cui contributo non è facilmente disaggregabile nella singolarità degli apporti delle diverse figure. I modelli di relazione tra risorse progettuali e imprese moda sono oggi molteplici, come numerose sono le possibili leve sulle quali il design può operare per supportarne i processi di innovazione. Questa consapevolezza passa attraverso un diverso modo di concepire e comunicare la struttura del settore, innanzitutto attraverso una maggior chiarezza nell’identificarne le specificità e definirne le possibili vie di sviluppo.

La moda progettata. Le (sette - una) vie del design

BERTOLA, PAOLA
2008

Abstract

La storia italiana della moda si nutre dal dopoguerra dei medesimi caratteri che nello stesso periodo alimentano lo sviluppo economico e culturale del nostro paese: un sistema produttivo dinamico, flessibile, organizzato progressivamente in distretti produttivi e una cultura progettuale diffusa, "per tradizione", come saper fare ma anche saper scegliere e utilizzare determinate categorie di prodotti. Prodotti che hanno a che fare con la cura della casa e della persona e che nel loro complesso diverranno in tempi più recenti i cosiddetti prodotti del made in Italy. Ma la moda ha anche, almeno, un’altra storia, quella dell’alta moda francese, che prende le mosse prima di quella italiana e che ne rimane lo scenario di riferimento, come comune radice storica del settore. Solo in tempi piuttosto recenti la moda italiana inizia a essere raccontata in modi nuovi, ripercorrendo un cammino che in verità si è emancipato da quelle radici molto presto e che presenta molte più similitudini con la storia del design di altri settori italiani, piuttosto che con la storia della moda francese. La moda italiana è fatta per lo più di prodotti industriali, e la progettazione per l’industria, che rappresenta una tipica vocazione professionale del nostro paese, è pratica assai distante dalla creazione di capi e oggetti unici. D’altro canto l’industria italiana ha anch’essa le sue specificità, produce innovazione ma al tempo stesso rimane ancorata a saperi tradizionali, in un continuo processo di riconfigurazione che trasferisce nei prodotti know how e valori stratificati nel tempo. La peculiare relazione tra queste modalità di progettazione e la produzione è lo snodo che determina l’emancipazione, nei fatti, del sistema italiano. L’analisi attenta delle radici storiche, dei processi e della struttura del settore, mette in luce, accanto all’autorialità creativa dello "stilista", l’emergere di complesse e ricche "filiere del progetto", il cui contributo non è facilmente disaggregabile nella singolarità degli apporti delle diverse figure. I modelli di relazione tra risorse progettuali e imprese moda sono oggi molteplici, come numerose sono le possibili leve sulle quali il design può operare per supportarne i processi di innovazione. Questa consapevolezza passa attraverso un diverso modo di concepire e comunicare la struttura del settore, innanzitutto attraverso una maggior chiarezza nell’identificarne le specificità e definirne le possibili vie di sviluppo.
Pitagora
9788837117375
design; moda; progettazione
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