Il presente articolo fornisce evidenza sugli effetti degli investimenti diretti esteri in uscita sulla domanda di lavoro high e low skilled in Italia. L’unità di analisi è la regione industriale, definita come l’insieme di imprese operanti nella stessa filiera produttiva all’interno della medesima regione. Tale livello di indagine consente di cogliere sia gli effetti diretti, vale a dire l’impatto dell’internazionalizzazione sull’occupazione dell’impresa che effettua l’investimento, sia gli effetti indiretti, ovvero l’impatto dell’internazionalizzazione sull’occupazione delle imprese dell’indotto, legate all’impresa multinazionale attraverso relazioni di filiera. L’analisi empirica, condotta con l’ausilio della statistica descrittiva e di tecniche econometri mostra che nel periodo 1996-2002 gli investimenti in uscita diretti verso i Paesi dell’Europa Centrale e Orientale (PECO), tipicamente di natura verticale, hanno ridotto sensibilmente gli occupati low skilled, soprattutto nelle regioni del centro nord. Diversamente, nessun impatto sembra emergere né sugli occupati high skilled né su quelli low-skilled con riferimento agli investimenti effettuati nei paesi avanzati, tipicamente di natura orizzontale, e nei paesi in via di sviluppo diversi dai PECO.

Gli effetti dell'investimento diretto all'estero sulla domanda di lavoro in Italia

ELIA, STEFANO;MARIOTTI, ILARIA;PISCITELLO, LUCIA
2008

Abstract

Il presente articolo fornisce evidenza sugli effetti degli investimenti diretti esteri in uscita sulla domanda di lavoro high e low skilled in Italia. L’unità di analisi è la regione industriale, definita come l’insieme di imprese operanti nella stessa filiera produttiva all’interno della medesima regione. Tale livello di indagine consente di cogliere sia gli effetti diretti, vale a dire l’impatto dell’internazionalizzazione sull’occupazione dell’impresa che effettua l’investimento, sia gli effetti indiretti, ovvero l’impatto dell’internazionalizzazione sull’occupazione delle imprese dell’indotto, legate all’impresa multinazionale attraverso relazioni di filiera. L’analisi empirica, condotta con l’ausilio della statistica descrittiva e di tecniche econometri mostra che nel periodo 1996-2002 gli investimenti in uscita diretti verso i Paesi dell’Europa Centrale e Orientale (PECO), tipicamente di natura verticale, hanno ridotto sensibilmente gli occupati low skilled, soprattutto nelle regioni del centro nord. Diversamente, nessun impatto sembra emergere né sugli occupati high skilled né su quelli low-skilled con riferimento agli investimenti effettuati nei paesi avanzati, tipicamente di natura orizzontale, e nei paesi in via di sviluppo diversi dai PECO.
Foreign direct investment; Labour demand; Skill-composition
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
EMP_Industria_2008.pdf

Accesso riservato

: Post-Print (DRAFT o Author’s Accepted Manuscript-AAM)
Dimensione 468.86 kB
Formato Adobe PDF
468.86 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11311/544728
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact