L’intervento di restauro della volta della “Sala dei Manoscritti”, finanziato con appositi fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali), fu concepito principalmente a seguito della riapertura di dissesti statici, sicuramente di antica data, come poteva dedursi dai depositi di polveri dentro le fessure delle crepe, tornati ad evidenziarsi a seguito di opere condotte in prossimità delle cantine per la realizzazione di una nuova centrale termica interrrata, che causò, nella Sala in questione, distacco di piccoli brani di intonaco, vecchie sigillature e polvere. L’intervento si divise così in due fasi, strettamente correlate: una di consolidamento statico ed una di restauro dell’apparato decorativo; entrambe le fasi furono valutate in considerazione delle difficoltà di allestimento di qualsiasi cantiere in un sito così particolare sia sotto il profilo dell’utilizzo corrente, legato alla sua funzione, sia alla presenza di arredi di pregio e di ciò, ancor più di pregio, che in tali arredi era contenuto. Quindi la convivenza del cantiere con la funzione della biblioteca, evitando di conseguenza, di spostare arredi, libri, e documenti antichi, pur salvaguardandoli dalla presenza del cantiere stesso, fu uno dei principali problemi che venne posto sul piano operativo.

"BIBLIOTECA BRAIDENSE DI MILANO Rinforzo strutturale della volta con un sistema composito innovativo "

JURINA, LORENZO;
2005

Abstract

L’intervento di restauro della volta della “Sala dei Manoscritti”, finanziato con appositi fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali), fu concepito principalmente a seguito della riapertura di dissesti statici, sicuramente di antica data, come poteva dedursi dai depositi di polveri dentro le fessure delle crepe, tornati ad evidenziarsi a seguito di opere condotte in prossimità delle cantine per la realizzazione di una nuova centrale termica interrrata, che causò, nella Sala in questione, distacco di piccoli brani di intonaco, vecchie sigillature e polvere. L’intervento si divise così in due fasi, strettamente correlate: una di consolidamento statico ed una di restauro dell’apparato decorativo; entrambe le fasi furono valutate in considerazione delle difficoltà di allestimento di qualsiasi cantiere in un sito così particolare sia sotto il profilo dell’utilizzo corrente, legato alla sua funzione, sia alla presenza di arredi di pregio e di ciò, ancor più di pregio, che in tali arredi era contenuto. Quindi la convivenza del cantiere con la funzione della biblioteca, evitando di conseguenza, di spostare arredi, libri, e documenti antichi, pur salvaguardandoli dalla presenza del cantiere stesso, fu uno dei principali problemi che venne posto sul piano operativo.
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