Uno dei temi centrali della ricerca teorica di Liliana Grassi fu quello del rapporto tra la conservazione dell’architettura storica e il progetto del nuovo: sia il tema del come restaurare o ricostruire quanto andato perduto a seguito dei bombardamenti, sia il conseguente problema dell’ambiente del monumento e del controllo di esso nella realizzazione dei nuovi interventi all’interno dei centri storici. Liliana Grassi opera proprio nel più importante cantiere di restauro milanese del dopoguerra, quello dell’ex Ospedale Maggiore: nel relazionare sui primi interventi eseguiti essa illustra gli specifici problemi progettuali e ne discute le implicazioni teoriche che ne giustificano le scelte. Appare evidente l’adozione di un principio generale: quello della riconoscibilità delle vicende storiche dell’edificio e, di conseguenza, dell’intervento di restauro nei confronti del monumento su cui si interviene. Questo principio è tuttavia subordinato alla necessità di compiere con il nuovo intervento uno specifico progetto di architettura, in cui mantenimento allo stato di rudere, ricomposizione per anastilosi di frammenti esistenti, riconoscibilità delle parti di nuova realizzazione, completamento di parti danneggiate, interventi completamente innovativi siano definiti in funzione del monumento superstite e in rapporto al significato del fare in esso un’opera di architettura contemporanea. Nell’archivio privato dell’architetto non sono pochi i documenti che affrontano queste tematiche anche dal punto di vista teorico: il saggio, soffermandosi soprattutto su documenti inediti, analizza e valuta criticamente i temi affrontati,: la questione dei centri storici e il contributo che la linguistica potrebbe offrire ad una teoria per la loro conservazione; il tema del rapporto antico/nuovo nel progetto di adeguamento funzionale degli edifici storici; l’autonomia della disciplina del restauro in rapporto alle altre discipline progettuali dell’Architettura; l’idea di progresso e il dovere morale della conservazione.

Alcune conferme ed alcune novità nell'archivio privato di Liliana Grassi al Politecnico di Milano

BORIANI, MAURIZIO
2008

Abstract

Uno dei temi centrali della ricerca teorica di Liliana Grassi fu quello del rapporto tra la conservazione dell’architettura storica e il progetto del nuovo: sia il tema del come restaurare o ricostruire quanto andato perduto a seguito dei bombardamenti, sia il conseguente problema dell’ambiente del monumento e del controllo di esso nella realizzazione dei nuovi interventi all’interno dei centri storici. Liliana Grassi opera proprio nel più importante cantiere di restauro milanese del dopoguerra, quello dell’ex Ospedale Maggiore: nel relazionare sui primi interventi eseguiti essa illustra gli specifici problemi progettuali e ne discute le implicazioni teoriche che ne giustificano le scelte. Appare evidente l’adozione di un principio generale: quello della riconoscibilità delle vicende storiche dell’edificio e, di conseguenza, dell’intervento di restauro nei confronti del monumento su cui si interviene. Questo principio è tuttavia subordinato alla necessità di compiere con il nuovo intervento uno specifico progetto di architettura, in cui mantenimento allo stato di rudere, ricomposizione per anastilosi di frammenti esistenti, riconoscibilità delle parti di nuova realizzazione, completamento di parti danneggiate, interventi completamente innovativi siano definiti in funzione del monumento superstite e in rapporto al significato del fare in esso un’opera di architettura contemporanea. Nell’archivio privato dell’architetto non sono pochi i documenti che affrontano queste tematiche anche dal punto di vista teorico: il saggio, soffermandosi soprattutto su documenti inediti, analizza e valuta criticamente i temi affrontati,: la questione dei centri storici e il contributo che la linguistica potrebbe offrire ad una teoria per la loro conservazione; il tema del rapporto antico/nuovo nel progetto di adeguamento funzionale degli edifici storici; l’autonomia della disciplina del restauro in rapporto alle altre discipline progettuali dell’Architettura; l’idea di progresso e il dovere morale della conservazione.
Annali di Storia delle Università italiane Vol. 12
978-88-491-31031
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