La nuova Stazione Centrale di Milano s’inaugurò nel 1931 dopo anni di battute concorsuali (cui parteciparono progettisti da tutte le parti d’Italia), di discussioni relative alla rete ferroviaria urbana e del Nord Italia e di contrasti emersi sui periodici e nei luoghi istituzionali (ordini, sedi municipali). La prima pietra era stata posta il 29 aprile 1906, all’indomani dell’inaugurazione dell’Esposizione Internazionale del Sempione. Progettata nella sua distribuzione, organizzazione e funzionamento dagli uffici tecnici delle Ferrovie a Bologna e recepita come un’operazione di vertice, richiedeva il disegno del corpo d’ingresso e dei lunghi prospetti laterali, oltre alla definizione decorativa degli interni, compresi i corpi illuminanti. Ulisse Stacchini, di formazione romana ma già noto a Milano per molte realizzazioni, approntò circa 10.000 disegni. Il complesso, alla cui costruzione si lavorò dal 1922 in un periodo d’intenso dibattito sullo sviluppo urbano della città e sul dibattito relativo al nuovo piano regolatore, comportò la riorganizzazione dei cosiddetti ‘quartieri orientali’ della città, in parte sviluppati intorno al precedente fabbricato della stazione (più interno di circa un chilometro) e il problema del collegamento con il centro città.

Una facciata non un’architettura

RICCI, GIULIANA
2004

Abstract

La nuova Stazione Centrale di Milano s’inaugurò nel 1931 dopo anni di battute concorsuali (cui parteciparono progettisti da tutte le parti d’Italia), di discussioni relative alla rete ferroviaria urbana e del Nord Italia e di contrasti emersi sui periodici e nei luoghi istituzionali (ordini, sedi municipali). La prima pietra era stata posta il 29 aprile 1906, all’indomani dell’inaugurazione dell’Esposizione Internazionale del Sempione. Progettata nella sua distribuzione, organizzazione e funzionamento dagli uffici tecnici delle Ferrovie a Bologna e recepita come un’operazione di vertice, richiedeva il disegno del corpo d’ingresso e dei lunghi prospetti laterali, oltre alla definizione decorativa degli interni, compresi i corpi illuminanti. Ulisse Stacchini, di formazione romana ma già noto a Milano per molte realizzazioni, approntò circa 10.000 disegni. Il complesso, alla cui costruzione si lavorò dal 1922 in un periodo d’intenso dibattito sullo sviluppo urbano della città e sul dibattito relativo al nuovo piano regolatore, comportò la riorganizzazione dei cosiddetti ‘quartieri orientali’ della città, in parte sviluppati intorno al precedente fabbricato della stazione (più interno di circa un chilometro) e il problema del collegamento con il centro città.
Architettura ferroviaria in Italia –Novecento
8877585978
Stazione Centrale; Milano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11311/507313
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