Un numero sempre maggiore di metropoli nel mondo (Milano, Monaco, Tokyo, Boston, Londra) sta realizzando nuovi centri fieristico-congressuali ai margini delle aree urbane, in ambiti accessibili dagli aeroporti e dai centri d’affari tramite trasporti su ferro e connessioni autostradali. Le aree periferiche scelte per rilocalizzare fiere e centri congressi non sono vincolate dal tessuto urbano esistente e possono essere progettate in modo mirato alle esigenze programmatiche di tali servizi per massimizzare efficienza e rendimento. Sono localizzazioni che offrono spazio sufficiente per ospitare gli ingombranti sistemi di carico e scarico delle merci dagli auto-treni e ampie strutture di parcheggio, oltre a essere accessibili dai sistemi di trasporto pubblico su ferro a scala d’area vasta. In parallelo vengono riqualificate le aree centrali che ospitano i complessi fieristico-congressuali ormai obsoleti, trasformandole in nuovi quartieri e centralità urbane. La vendita e la riqualificazione di queste aree sono in grado di finanziare tutto o quasi il costo di realizzazione di più ampie e moderne strutture in luoghi periferici. In questo quadro Milano rappresenta l’esperienza più recente di trasformazione di un sistema fieristico, diventato uno dei maggiori del mondo, e un modello di riferimento internazionale per l’abbinamento della realizzazione di un nuovo polo fieristico periferico al riuso del sito centrale originario. New York sta affrontando l’esigenza di modernizzare e ampliare il complesso fiere-convegni Javits Center di Manhattan: le diverse alternative di rilocalizzazione o trasformazione vengono valutate in modo comparato rispetto ai criteri seguiti nella trasformazione del sistema fieristico milanese.

Analisi comparata delle trasformazioni dei centri fieristici di Milano e New York

FOSSA, GIOVANNA;
2006

Abstract

Un numero sempre maggiore di metropoli nel mondo (Milano, Monaco, Tokyo, Boston, Londra) sta realizzando nuovi centri fieristico-congressuali ai margini delle aree urbane, in ambiti accessibili dagli aeroporti e dai centri d’affari tramite trasporti su ferro e connessioni autostradali. Le aree periferiche scelte per rilocalizzare fiere e centri congressi non sono vincolate dal tessuto urbano esistente e possono essere progettate in modo mirato alle esigenze programmatiche di tali servizi per massimizzare efficienza e rendimento. Sono localizzazioni che offrono spazio sufficiente per ospitare gli ingombranti sistemi di carico e scarico delle merci dagli auto-treni e ampie strutture di parcheggio, oltre a essere accessibili dai sistemi di trasporto pubblico su ferro a scala d’area vasta. In parallelo vengono riqualificate le aree centrali che ospitano i complessi fieristico-congressuali ormai obsoleti, trasformandole in nuovi quartieri e centralità urbane. La vendita e la riqualificazione di queste aree sono in grado di finanziare tutto o quasi il costo di realizzazione di più ampie e moderne strutture in luoghi periferici. In questo quadro Milano rappresenta l’esperienza più recente di trasformazione di un sistema fieristico, diventato uno dei maggiori del mondo, e un modello di riferimento internazionale per l’abbinamento della realizzazione di un nuovo polo fieristico periferico al riuso del sito centrale originario. New York sta affrontando l’esigenza di modernizzare e ampliare il complesso fiere-convegni Javits Center di Manhattan: le diverse alternative di rilocalizzazione o trasformazione vengono valutate in modo comparato rispetto ai criteri seguiti nella trasformazione del sistema fieristico milanese.
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