Il contributo indaga il rapporto tra allestimento e composizione architettonica, riconoscendo nell’architettura effimera un campo privilegiato di sperimentazione dei principi e degli strumenti del progetto. Attraverso alcune esperienze significative della cultura italiana del Novecento, viene esplorato il ruolo dell’allestimento come laboratorio in scala reale, nel quale la temporaneità, la leggerezza e la reversibilità delle costruzioni consentono di isolare, verificare ed estremizzare le relazioni compositive che danno forma allo spazio. Reticoli, diaframmi, volumi autonomi, sequenze e soglie diventano strumenti attraverso cui misurare, articolare e trasformare lo spazio, rendendo espliciti i rapporti tra le parti, l’architettura e il visitatore. Il confronto tra opere effimere e permanenti permette infine di riconoscere la continuità di una ricerca compositiva che attraversa le diverse condizioni del progetto. I ‘muri di carta’ si configurano così non come episodi marginali o transitori, ma come luoghi di elaborazione di principi destinati a sedimentarsi e riemergere, trasformati, nell’architettura permanente.
Composizione e “muri di carta”
l. ottolini
2026-01-01
Abstract
Il contributo indaga il rapporto tra allestimento e composizione architettonica, riconoscendo nell’architettura effimera un campo privilegiato di sperimentazione dei principi e degli strumenti del progetto. Attraverso alcune esperienze significative della cultura italiana del Novecento, viene esplorato il ruolo dell’allestimento come laboratorio in scala reale, nel quale la temporaneità, la leggerezza e la reversibilità delle costruzioni consentono di isolare, verificare ed estremizzare le relazioni compositive che danno forma allo spazio. Reticoli, diaframmi, volumi autonomi, sequenze e soglie diventano strumenti attraverso cui misurare, articolare e trasformare lo spazio, rendendo espliciti i rapporti tra le parti, l’architettura e il visitatore. Il confronto tra opere effimere e permanenti permette infine di riconoscere la continuità di una ricerca compositiva che attraversa le diverse condizioni del progetto. I ‘muri di carta’ si configurano così non come episodi marginali o transitori, ma come luoghi di elaborazione di principi destinati a sedimentarsi e riemergere, trasformati, nell’architettura permanente.| File | Dimensione | Formato | |
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