Il presente contributo indaga il ruolo del sound design come materia progettuale strategica nell’ambito dell’allestimento narrativo per il patrimonio culturale. Partendo dal presupposto che il percorso espositivo costituisca una narrazione, la ricerca si interroga su come il suono possa contribuire alla concezione e alla costruzione di allestimenti, e su quali strumenti progettuali possano supportare i progettisti in questa integrazione. onostante una crescente attenione al suono nella museologia e museografia contemporanea – testimoniata da pratiche professionali e studi accademici – la disciplina manca ancora di un frame teoricometodologico strutturato che ne codifichi limpiego progettuale. L’articolo propone una sistematizzazione del ruolo del suono lungo quattro dimensioni interconnesse una dimensione spaiale, che definisce la geografia sensoriale dello spazio; una dimensione percettiva, che orienta il visitatore e ne stimola la sfera emotiva; una dimensione relazionale e mediale, che modula le interazioni; e una quarta dimensione connettiva, ipotizzata come spazio operativo e teorico in cui curatore e designer co-progettano il suono come dispositivo narrativo trasversale.Viene inoltre proposta una classificaione dei possibili livelli dinteraione sonora passiva, reattiva, adattiva e dialogica – che descrive una progressione crescente di complessità relazionale tra visitatore e ambiente sonoro, fino alla cocreaione partecipativa er supportare tali approcci, lo studio introduce tre strumenti progettuali: la Partitura sonoro-allestitiva, che descrive in forma diagrammatica la drammaturgia sonora lungo il percorso espositivo; la Tela delle narrazioni sonore, che guida il progettista nella definiione di fruitore, esperiena dascolto e strategie narrative; e il Sistema notazionale della narrazione sonora, che traduce in rappresentaioni visive le strutture compositive del suono linearit, stratificaione, contrasto, ritmo). Tali strumenti sono stati sottoposti a validazione empirica in un workshop progettuale presso l’ADI Design Museum di Milano. In conclusione, l’articolo muove verso una logica integrativa e interdisciplinare, che riconosce il sound design come variabile strutturale del progetto museale. La ricerca individua tre direzioni future: lo sviluppo di strumenti di analisi, progetto e valutaione dellesperiena sonora la ridefiniione dei percorsi formativi orientati verso nuovi profili professionali che non possono prescindere dal dialogo tra competene umanistiche, progettuali e tecniche e la riessione sulla conservazione e l’aggiornamento degli allestimenti sonori in un’epoca di rapida obsolescenza tecnologica.
Suono e allestimento narrativo: approcci, strategie, strumenti di progetto
R. Trocchianesi
2026-01-01
Abstract
Il presente contributo indaga il ruolo del sound design come materia progettuale strategica nell’ambito dell’allestimento narrativo per il patrimonio culturale. Partendo dal presupposto che il percorso espositivo costituisca una narrazione, la ricerca si interroga su come il suono possa contribuire alla concezione e alla costruzione di allestimenti, e su quali strumenti progettuali possano supportare i progettisti in questa integrazione. onostante una crescente attenione al suono nella museologia e museografia contemporanea – testimoniata da pratiche professionali e studi accademici – la disciplina manca ancora di un frame teoricometodologico strutturato che ne codifichi limpiego progettuale. L’articolo propone una sistematizzazione del ruolo del suono lungo quattro dimensioni interconnesse una dimensione spaiale, che definisce la geografia sensoriale dello spazio; una dimensione percettiva, che orienta il visitatore e ne stimola la sfera emotiva; una dimensione relazionale e mediale, che modula le interazioni; e una quarta dimensione connettiva, ipotizzata come spazio operativo e teorico in cui curatore e designer co-progettano il suono come dispositivo narrativo trasversale.Viene inoltre proposta una classificaione dei possibili livelli dinteraione sonora passiva, reattiva, adattiva e dialogica – che descrive una progressione crescente di complessità relazionale tra visitatore e ambiente sonoro, fino alla cocreaione partecipativa er supportare tali approcci, lo studio introduce tre strumenti progettuali: la Partitura sonoro-allestitiva, che descrive in forma diagrammatica la drammaturgia sonora lungo il percorso espositivo; la Tela delle narrazioni sonore, che guida il progettista nella definiione di fruitore, esperiena dascolto e strategie narrative; e il Sistema notazionale della narrazione sonora, che traduce in rappresentaioni visive le strutture compositive del suono linearit, stratificaione, contrasto, ritmo). Tali strumenti sono stati sottoposti a validazione empirica in un workshop progettuale presso l’ADI Design Museum di Milano. In conclusione, l’articolo muove verso una logica integrativa e interdisciplinare, che riconosce il sound design come variabile strutturale del progetto museale. La ricerca individua tre direzioni future: lo sviluppo di strumenti di analisi, progetto e valutaione dellesperiena sonora la ridefiniione dei percorsi formativi orientati verso nuovi profili professionali che non possono prescindere dal dialogo tra competene umanistiche, progettuali e tecniche e la riessione sulla conservazione e l’aggiornamento degli allestimenti sonori in un’epoca di rapida obsolescenza tecnologica.| File | Dimensione | Formato | |
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