Mnemofoto è un progetto fototestuale incentrato sulla documentazione e sul racconto fotografico di luoghi della memoria e del ricordo individuale. Una mappatura personale, per esprimere e interpretare quell’intimità, quell’aura che unisce i luoghi agli uomini, rinverdendo i ricordi profondi del territorio in una sovrapposizione di memoria, storie ed emozioni condivise. Il progetto, iniziato nel 2021, è strutturato in tre fasi consequenziali: Raccolta mnemotopica - Testimonianze: nella prima fase i partecipanti, compilando una scheda, raccontano la storia di un mnemotopo legato alla loro vita, senza limitazioni di scala o distanza. Descrivono la natura fisica del luogo e i ricordi che conserva ed evoca, fornendo l'esatta posizione geografica. Ricerca mnemotopica – Reportage fotografico: nella seconda fase tutti i luoghi vengono posizionati su mappa e viene definito il percorso da seguire. Ogni luogo viene poi raggiunto e fotografato in base alle descrizioni fornite nella scheda. L'obiettivo di questa fase è quello di rappresentare i mnemotopi in modo da rispettare e conservare le narrazioni dei partecipanti, ma anche di mostrare l'interpretazione del designer/fotografo, per riunire all'interno della cornice fotografica i due punti di vista, quello di chi conosce e ricorda bene il luogo e quello di chi lo incontra per la prima volta. Restituzione mnemotopica – Ritratti: la terza fase inizia con le stampe fotografiche su supporto rigido dei luoghi. I partecipanti vengono quindi ritratti con la versione stampata dei mnemotopi all’interno delle loro abitazioni. Questa fase costituisce la parte più delicata della ricerca che permette di condividere i ricordi con i partecipanti nel momento unico dello scatto, immersi in un ambiente sicuro. In questo modo, i mnemotopi tornano nelle mani dei proprietari, che li offrono alla collettività. Le foto dei mnemotopi sono state scattate senza presenza umana, mantenendo l'atmosfera e i colori suggeriti dai partecipanti. Se per i luoghi è stata preferita la luce naturale, per i ritratti è stata utilizzata un'illuminazione controllata per enfatizzare il soggetto e l'oggetto – la fotografia stampata – e lo sfondo, che diventa parte integrante della storia individuale del mnemotopo. Attraverso l’attento studio di ogni fase, il progetto mira a mostrare la varietà di memorie individuali inserite nel territorio, la loro interconnessione e la loro importanza nel paesaggio sociale e culturale. Sebbene le memorie individuali sembrino spesso irrilevanti rispetto a quelle collettive e istituzionalizzate, in quanto troppo numerose e troppo fragili, farle emergere in un atto partecipativo ci permette di renderci conto di quante ce ne siano e di quanto ci influenzino. Non sono le storie di una singola persona, ma se collegate e mappate, ci permettono di guardare al territorio come a un portale verso la stratificazione territoriale del passato. Una serie transnazionale e transgenerazionale di luoghi che costituiscono la nostra identità, radicandoci e spingendoci al contempo verso il futuro, dove nuove memorie si intrecceranno inevitabilmente ad altri luoghi. Mnemofoto indaga anche il rapporto tra designer, fotografo e partecipanti al progetto. A partire dalla stesura della scheda, non priva di indecisioni, ripensamenti e conflitti personali nella scelta del mnemotopo (alcuni partecipanti non ritengono giusto scegliere un solo luogo, altri mostrano vere e proprie difficoltà emotive nella selezione), fino alle reazioni delle persone quando guardano il proprio sito, fotografato da occhi esterni, che vanno dal sorriso di ricongiungimento alla sorpresa, all'orgoglio, alla nostalgia, alla commozione. Inoltre, il progetto intende investigare se esistono aspetti ricorrenti che possono unificare e caratterizzare la rappresentazione dei mnemotopi individuali, aggiungendo nuove tipologie e parametri (ad esempio, piazza, panchina, porta, strada, bar, ecc.) a quelli istituzionali. Il progetto ha una forma seriale, una sorta di mosaico topografico di individualità, dove la lettura delle immagini dipende da quella dell’apparato testuale e viceversa.

La terra è una grande memoria. Mnemofoto all'Archivio Vincenzo Agnetti

Clorinda Sissi Galasso;Stefano Scagliarini;
2025-01-01

Abstract

Mnemofoto è un progetto fototestuale incentrato sulla documentazione e sul racconto fotografico di luoghi della memoria e del ricordo individuale. Una mappatura personale, per esprimere e interpretare quell’intimità, quell’aura che unisce i luoghi agli uomini, rinverdendo i ricordi profondi del territorio in una sovrapposizione di memoria, storie ed emozioni condivise. Il progetto, iniziato nel 2021, è strutturato in tre fasi consequenziali: Raccolta mnemotopica - Testimonianze: nella prima fase i partecipanti, compilando una scheda, raccontano la storia di un mnemotopo legato alla loro vita, senza limitazioni di scala o distanza. Descrivono la natura fisica del luogo e i ricordi che conserva ed evoca, fornendo l'esatta posizione geografica. Ricerca mnemotopica – Reportage fotografico: nella seconda fase tutti i luoghi vengono posizionati su mappa e viene definito il percorso da seguire. Ogni luogo viene poi raggiunto e fotografato in base alle descrizioni fornite nella scheda. L'obiettivo di questa fase è quello di rappresentare i mnemotopi in modo da rispettare e conservare le narrazioni dei partecipanti, ma anche di mostrare l'interpretazione del designer/fotografo, per riunire all'interno della cornice fotografica i due punti di vista, quello di chi conosce e ricorda bene il luogo e quello di chi lo incontra per la prima volta. Restituzione mnemotopica – Ritratti: la terza fase inizia con le stampe fotografiche su supporto rigido dei luoghi. I partecipanti vengono quindi ritratti con la versione stampata dei mnemotopi all’interno delle loro abitazioni. Questa fase costituisce la parte più delicata della ricerca che permette di condividere i ricordi con i partecipanti nel momento unico dello scatto, immersi in un ambiente sicuro. In questo modo, i mnemotopi tornano nelle mani dei proprietari, che li offrono alla collettività. Le foto dei mnemotopi sono state scattate senza presenza umana, mantenendo l'atmosfera e i colori suggeriti dai partecipanti. Se per i luoghi è stata preferita la luce naturale, per i ritratti è stata utilizzata un'illuminazione controllata per enfatizzare il soggetto e l'oggetto – la fotografia stampata – e lo sfondo, che diventa parte integrante della storia individuale del mnemotopo. Attraverso l’attento studio di ogni fase, il progetto mira a mostrare la varietà di memorie individuali inserite nel territorio, la loro interconnessione e la loro importanza nel paesaggio sociale e culturale. Sebbene le memorie individuali sembrino spesso irrilevanti rispetto a quelle collettive e istituzionalizzate, in quanto troppo numerose e troppo fragili, farle emergere in un atto partecipativo ci permette di renderci conto di quante ce ne siano e di quanto ci influenzino. Non sono le storie di una singola persona, ma se collegate e mappate, ci permettono di guardare al territorio come a un portale verso la stratificazione territoriale del passato. Una serie transnazionale e transgenerazionale di luoghi che costituiscono la nostra identità, radicandoci e spingendoci al contempo verso il futuro, dove nuove memorie si intrecceranno inevitabilmente ad altri luoghi. Mnemofoto indaga anche il rapporto tra designer, fotografo e partecipanti al progetto. A partire dalla stesura della scheda, non priva di indecisioni, ripensamenti e conflitti personali nella scelta del mnemotopo (alcuni partecipanti non ritengono giusto scegliere un solo luogo, altri mostrano vere e proprie difficoltà emotive nella selezione), fino alle reazioni delle persone quando guardano il proprio sito, fotografato da occhi esterni, che vanno dal sorriso di ricongiungimento alla sorpresa, all'orgoglio, alla nostalgia, alla commozione. Inoltre, il progetto intende investigare se esistono aspetti ricorrenti che possono unificare e caratterizzare la rappresentazione dei mnemotopi individuali, aggiungendo nuove tipologie e parametri (ad esempio, piazza, panchina, porta, strada, bar, ecc.) a quelli istituzionali. Il progetto ha una forma seriale, una sorta di mosaico topografico di individualità, dove la lettura delle immagini dipende da quella dell’apparato testuale e viceversa.
2025
mnemofoto, mnemotopo, fototesto, memoria dei luoghi, ricordo individuale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1330505
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