Il lavoro è dedicato a luoghi che, pur nella loro apparente ordinarietà, svolgono un ruolo decisivo nel rendere coesa e intelaita un’idea di città che interpreta lo spazio inclusivo quale motore dinamico della vita comune e relazionale: luoghi spesso invisibili nel dibattito architettonico e urbano, raramente celebrati quali spazi simbolici, ma profondamente radicati nella vita quotidiana e nelle pratiche della socialità. I complessi parrocchiali emergono, in tale contesto, come architetture della prossimità, dispositivi spaziali nei quali la città non si manifesta in qualità di fenomeno di astrazione o come rappresentazione, bensì divengono esperienza vissuta, relazione, cura del proprio io. Costituiscono luoghi ove la dimensione urbana si costruisce tramite la continuità dell’uso, la presenza costante delle persone, la sedimentazione di significati che attraversano il tempo. Lo studio restituisce all’architettura un ruolo che oggi appare più che mai necessario: quello di infrastruttura della vita collettiva, restituendole il dovuto ruolo non di riduttiva forma o linguaggio, bensì di supporto silenzioso e persistente delle biografie urbane. Chiese, oratori, cortili, sagrati, palestre, spazi educativi e ricreativi compongono un sistema articolato di luoghi in grado di accompagnare le traiettorie individuali e collettive senza clamore, spesso senza riconoscimento, fornendo loro quella continuità che li rende essenziali.
Per una città dei luoghi. Tra socialità, visione culturale ed elementi significanti
F. Daprà
2026-01-01
Abstract
Il lavoro è dedicato a luoghi che, pur nella loro apparente ordinarietà, svolgono un ruolo decisivo nel rendere coesa e intelaita un’idea di città che interpreta lo spazio inclusivo quale motore dinamico della vita comune e relazionale: luoghi spesso invisibili nel dibattito architettonico e urbano, raramente celebrati quali spazi simbolici, ma profondamente radicati nella vita quotidiana e nelle pratiche della socialità. I complessi parrocchiali emergono, in tale contesto, come architetture della prossimità, dispositivi spaziali nei quali la città non si manifesta in qualità di fenomeno di astrazione o come rappresentazione, bensì divengono esperienza vissuta, relazione, cura del proprio io. Costituiscono luoghi ove la dimensione urbana si costruisce tramite la continuità dell’uso, la presenza costante delle persone, la sedimentazione di significati che attraversano il tempo. Lo studio restituisce all’architettura un ruolo che oggi appare più che mai necessario: quello di infrastruttura della vita collettiva, restituendole il dovuto ruolo non di riduttiva forma o linguaggio, bensì di supporto silenzioso e persistente delle biografie urbane. Chiese, oratori, cortili, sagrati, palestre, spazi educativi e ricreativi compongono un sistema articolato di luoghi in grado di accompagnare le traiettorie individuali e collettive senza clamore, spesso senza riconoscimento, fornendo loro quella continuità che li rende essenziali.| File | Dimensione | Formato | |
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