The essay traces the constancy of Luigi Mattioni's interest in the triad of unification, modulation and building industrialization, from his studies during the Second World War to the intense building activity of the 1950s. In his early career, the architect was part of the Milanese Rationalist milieu and, besides working with several colleagues, collaborated with the Ente Nazionale di Unificazione (UNI), the Bureau Technique pour la Reconstruction (BTR) and the Centro Italiano di Studi per la Ricostruzione. He made the intersection of consultancy work, writings, exhibition designs and built projects a true working method. Frustrated by the backwardness of the Italian building site, he proposed the use of the module and of the "reticolo normale" (normal grid) as a solution, tracing its origins back to Renaissance treatises and attributing great importance to it as a general instrument for the dimensional coordination of the project as well as of individual building components. He theorized it in numerous articles, three of which were published in *Stile* (1944), and applied it to the search for the "minimum-sufficient-efficient" in housing, based on anthropometric analysis and the related sizing of spaces and objects. He tested modular systems and prefabricated elements on several exhibition occasions, from the Mostra Internazionale della Ricostruzione (1946) to the VIII Milan Triennale (1947), until, in the 1950s, he became one of the most active and pragmatic protagonists of reconstruction through major projects such as the skyscraper in piazza Repubblica (1950–55) and the Centro Diaz in Milan (1953–57). His interest in unification and prefabrication, however, never waned, as shown by the unpublished manuscript *Contributo all'Unificazione edilizia* (c. 1955) and by his later consultancy work on prefabricated houses and schools (including the innovative Casa Pullmann Mattioni), which document the continuity of his commitment.

Il saggio ricostruisce la costanza dell’interesse di Luigi Mattioni per il trinomio unificazione, modulazione e industrializzazione edilizia, dagli studi negli anni della II guerra mondiale fino alla grande attività edilizia degli anni Cinquanta. Agli esordi, l’architetto era inserito nel milieu razionalista milanese e, oltre che con diversi colleghi, collaborava con l’Ente Nazionale di Unificazione (UNI), il Bureau Technique pour la Reconstruction (BTR), il Centro Italiano di Studi per la Ricostruzione. Egli fece dell’intersezione tra consulenze, scritti, allestimenti e realizzazioni un vero metodo di lavoro. Stanco dell’arretratezza del cantiere edile italiano, propose come soluzione il ricorso al modulo e al «reticolo normale», riconducendone le origini alla trattatistica rinascimentale e attribuendogli grande importanza come strumento generale di coordinamento dimensionale del progetto oltre che dei singoli componenti edili. Lo teorizzò attraverso numerosi articoli, dei quali tre furono pubblicati su «Stile» (1944), e lo applicò alla ricerca del «minimo-sufficiente-efficiente» per la casa, fondato sull’analisi antropometrica e sul correlato dimensionamento degli spazi e degli oggetti. Sperimentò sistemi modulari ed elementi prefabbricati in più occasioni espositive, dalla Mostra Internazionale della Ricostruzione (1946) all’VIII Triennale di Milano (1947) sinché, negli anni Cinquanta, divenne uno dei più fattivi e pragmatici protagonisti della ricostruzione attraverso grandi lavori come il grattacielo in piazza Repubblica (1950-55) o il Centro Diaz a Milano (1953-57). L’interesse per l’unificazione e la prefabbricazione, però, non venne mai meno: lo dimostrano l’inedito manoscritto Contributo all’Unificazione edilizia (1955 ca.) e le successive consulenze per case e scuole prefabbricate (fra le quali l’innovativa Casa Pullmann Mattioni), che documentano la continuità del suo impegno.

Unificazione, modulazione e industrializzazione edilizia: gli interessi di una vita

M. T. Feraboli
2026-01-01

Abstract

The essay traces the constancy of Luigi Mattioni's interest in the triad of unification, modulation and building industrialization, from his studies during the Second World War to the intense building activity of the 1950s. In his early career, the architect was part of the Milanese Rationalist milieu and, besides working with several colleagues, collaborated with the Ente Nazionale di Unificazione (UNI), the Bureau Technique pour la Reconstruction (BTR) and the Centro Italiano di Studi per la Ricostruzione. He made the intersection of consultancy work, writings, exhibition designs and built projects a true working method. Frustrated by the backwardness of the Italian building site, he proposed the use of the module and of the "reticolo normale" (normal grid) as a solution, tracing its origins back to Renaissance treatises and attributing great importance to it as a general instrument for the dimensional coordination of the project as well as of individual building components. He theorized it in numerous articles, three of which were published in *Stile* (1944), and applied it to the search for the "minimum-sufficient-efficient" in housing, based on anthropometric analysis and the related sizing of spaces and objects. He tested modular systems and prefabricated elements on several exhibition occasions, from the Mostra Internazionale della Ricostruzione (1946) to the VIII Milan Triennale (1947), until, in the 1950s, he became one of the most active and pragmatic protagonists of reconstruction through major projects such as the skyscraper in piazza Repubblica (1950–55) and the Centro Diaz in Milan (1953–57). His interest in unification and prefabrication, however, never waned, as shown by the unpublished manuscript *Contributo all'Unificazione edilizia* (c. 1955) and by his later consultancy work on prefabricated houses and schools (including the innovative Casa Pullmann Mattioni), which document the continuity of his commitment.
2026
Luigi Mattioni. Innovare come metodo
9788822925251
Il saggio ricostruisce la costanza dell’interesse di Luigi Mattioni per il trinomio unificazione, modulazione e industrializzazione edilizia, dagli studi negli anni della II guerra mondiale fino alla grande attività edilizia degli anni Cinquanta. Agli esordi, l’architetto era inserito nel milieu razionalista milanese e, oltre che con diversi colleghi, collaborava con l’Ente Nazionale di Unificazione (UNI), il Bureau Technique pour la Reconstruction (BTR), il Centro Italiano di Studi per la Ricostruzione. Egli fece dell’intersezione tra consulenze, scritti, allestimenti e realizzazioni un vero metodo di lavoro. Stanco dell’arretratezza del cantiere edile italiano, propose come soluzione il ricorso al modulo e al «reticolo normale», riconducendone le origini alla trattatistica rinascimentale e attribuendogli grande importanza come strumento generale di coordinamento dimensionale del progetto oltre che dei singoli componenti edili. Lo teorizzò attraverso numerosi articoli, dei quali tre furono pubblicati su «Stile» (1944), e lo applicò alla ricerca del «minimo-sufficiente-efficiente» per la casa, fondato sull’analisi antropometrica e sul correlato dimensionamento degli spazi e degli oggetti. Sperimentò sistemi modulari ed elementi prefabbricati in più occasioni espositive, dalla Mostra Internazionale della Ricostruzione (1946) all’VIII Triennale di Milano (1947) sinché, negli anni Cinquanta, divenne uno dei più fattivi e pragmatici protagonisti della ricostruzione attraverso grandi lavori come il grattacielo in piazza Repubblica (1950-55) o il Centro Diaz a Milano (1953-57). L’interesse per l’unificazione e la prefabbricazione, però, non venne mai meno: lo dimostrano l’inedito manoscritto Contributo all’Unificazione edilizia (1955 ca.) e le successive consulenze per case e scuole prefabbricate (fra le quali l’innovativa Casa Pullmann Mattioni), che documentano la continuità del suo impegno.
Luigi Mattioni, architecture, Milan, standardization, prefabrication, post-war reconstruction
Luigi Mattioni, Milano, unificazione, prefabbricazione, modulo, ricostruzione postbellica
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
04 Cop Feraboli-Marandola Luigi Mattioni.pdf

Accesso riservato

Descrizione: copertina del volume
: Publisher’s version
Dimensione 1.91 MB
Formato Adobe PDF
1.91 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
2026_FERABOLI_da Feraboli-Marandola Luigi Mattioni.pdf

Accesso riservato

Descrizione: saggio
: Publisher’s version
Dimensione 1.23 MB
Formato Adobe PDF
1.23 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1329888
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex ND
social impact