Il turismo è una lente che ci consente di attraversare le grandi questioni del nostro tempo: la crisi della casa, la trasformazione del lavoro, il rapporto tra rendita e lavoro, la mobilità globale e il cambiamento climatico, le disuguaglianze (chi può viaggiare e chi resta fermo), la svendita del patrimonio culturale e il mito della bellezza italiana. Abbiamo imparato negli ultimi anni a definire overtourism quell’eccesso di turisti che in alcuni momenti dell’anno e in alcuni luoghi specifici, mette sotto sforzo la tenuta delle città e dei paesi. È certamente un tema rilevante e che richiede di essere regolato, ma potrebbe nel breve periodo non essere la questione di cui affliggersi. Le pagine che seguono sono un invito a guardare alla luna, e non al dito, provando a spostare l’attenzione da quello che ossessivamente ritorna sui media estivi (le lunghe file, le spiagge affollate, i monumenti assediati, la maleducazione dei turisti), alle modalità di colonizzazione e sfruttamento delle risorse del patrimonio della meno visibile industria del turismo internazionale e di lusso. Rispetto ad altri paesi, l’Italia pare esposta ad un rischio più strutturale e profondo, che sarà il tema principale di questo libro: è lo scenario perfetto per un turismo che inventa nuovi luoghi, che si isola in nome della privacy e di un lusso esclusivo, che attira capitali internazionali, fondi sovrani, investitori che vedono nel patrimonio abbandonato e ancora poco valorizzato del nostro Paese un’enorme potenziale risorsa economica. Un destino da Resort diffuso, fatto di palazzi storici, borghi, ex conventi, abbazie, masserie, cascinali. E cosa c’è di negativo? Questa trasformazione, talvolta invisibile, talvolta molto evidente, sta modificando il codice genetico di molte regioni e plasmando un paese nel paese – straordinario da attraversare, fotografare e consumare – ma sempre più difficile da abitare, da far crescere, da immaginare come casa.
Italian Resort. Come il turismo sta cambiando le nostre vite
Elena Granata
2026-01-01
Abstract
Il turismo è una lente che ci consente di attraversare le grandi questioni del nostro tempo: la crisi della casa, la trasformazione del lavoro, il rapporto tra rendita e lavoro, la mobilità globale e il cambiamento climatico, le disuguaglianze (chi può viaggiare e chi resta fermo), la svendita del patrimonio culturale e il mito della bellezza italiana. Abbiamo imparato negli ultimi anni a definire overtourism quell’eccesso di turisti che in alcuni momenti dell’anno e in alcuni luoghi specifici, mette sotto sforzo la tenuta delle città e dei paesi. È certamente un tema rilevante e che richiede di essere regolato, ma potrebbe nel breve periodo non essere la questione di cui affliggersi. Le pagine che seguono sono un invito a guardare alla luna, e non al dito, provando a spostare l’attenzione da quello che ossessivamente ritorna sui media estivi (le lunghe file, le spiagge affollate, i monumenti assediati, la maleducazione dei turisti), alle modalità di colonizzazione e sfruttamento delle risorse del patrimonio della meno visibile industria del turismo internazionale e di lusso. Rispetto ad altri paesi, l’Italia pare esposta ad un rischio più strutturale e profondo, che sarà il tema principale di questo libro: è lo scenario perfetto per un turismo che inventa nuovi luoghi, che si isola in nome della privacy e di un lusso esclusivo, che attira capitali internazionali, fondi sovrani, investitori che vedono nel patrimonio abbandonato e ancora poco valorizzato del nostro Paese un’enorme potenziale risorsa economica. Un destino da Resort diffuso, fatto di palazzi storici, borghi, ex conventi, abbazie, masserie, cascinali. E cosa c’è di negativo? Questa trasformazione, talvolta invisibile, talvolta molto evidente, sta modificando il codice genetico di molte regioni e plasmando un paese nel paese – straordinario da attraversare, fotografare e consumare – ma sempre più difficile da abitare, da far crescere, da immaginare come casa.| File | Dimensione | Formato | |
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