La villa la forma più caratteristica della casa mediterranea per la sua naturale attitudine a intrepretare il rapporto con il suolo e più in generale con il paesaggio, oltre che con la sua illustre tradizione, tendenzialmente italiana: “ha tali spiccati caratteri di italianità questo particolare tipo di costruzione che, anche nelle lingue straniere, è chiamato con il nome italiano, anzi latino, di villa”, disse Buzzi. Anche Ackerman constatò come “il programma di base della villa è rimasto inalterato per oltre duemila anni, da quando cioè fu stabilito per la prima volta dall’antico patriziato romano” e ancora che la villa è “il prodotto tipico della capacità creativa di un architetto e ne documenta la modernità.” Per questo motivo diverse generazioni di architetti si sono confrontate con l’ambito mediterraneo e italiano. Lo stesso Campo Baeza nella sua lunga carriera ha mantenuto inalterato un interesse per la villa, così come il riferimento alla cultura classica italiana. Nel piccolo libro Casas ripercorre a ritroso la sua esperienza attraverso una selezione di nove progetti ordinati secondo archetipi, quasi a voler trarre delle idee universali “sullo spazio più universale che è la casa”. Le case-cubo, le case hortus conclusus, le case podio-belvedere reinterpretano l’antico nell’uso della luce diagonale e della sequenza di ambienti coperti/scoperti delle case pompeiane a impluvium o nell’accordo tra la dimensione massiva del basamento e quella leggera del trilite. Rileggendo criticamente la sua opera Campo Baeza compie un’operazione fortemente progettuale e pedagogica, non una semplice rassegna delle possibili variazioni sul tema della casa degli antichi. Dimostra come astrarre l’idea antica dando forma al nuovo: una vera e propria invenzione, appropriata poiché storicamente fondata. Ritorna così alla nostra mente la convinzione di quali siano i temi centrali della creazione architettonica: non le forme transitorie, quanto le idee profonde capaci di resistere al tempo.

La nuova casa degli antichi. La villa mediterranea tra tradizione, archetipi e innovazione

Valerio Tolve
2026-01-01

Abstract

La villa la forma più caratteristica della casa mediterranea per la sua naturale attitudine a intrepretare il rapporto con il suolo e più in generale con il paesaggio, oltre che con la sua illustre tradizione, tendenzialmente italiana: “ha tali spiccati caratteri di italianità questo particolare tipo di costruzione che, anche nelle lingue straniere, è chiamato con il nome italiano, anzi latino, di villa”, disse Buzzi. Anche Ackerman constatò come “il programma di base della villa è rimasto inalterato per oltre duemila anni, da quando cioè fu stabilito per la prima volta dall’antico patriziato romano” e ancora che la villa è “il prodotto tipico della capacità creativa di un architetto e ne documenta la modernità.” Per questo motivo diverse generazioni di architetti si sono confrontate con l’ambito mediterraneo e italiano. Lo stesso Campo Baeza nella sua lunga carriera ha mantenuto inalterato un interesse per la villa, così come il riferimento alla cultura classica italiana. Nel piccolo libro Casas ripercorre a ritroso la sua esperienza attraverso una selezione di nove progetti ordinati secondo archetipi, quasi a voler trarre delle idee universali “sullo spazio più universale che è la casa”. Le case-cubo, le case hortus conclusus, le case podio-belvedere reinterpretano l’antico nell’uso della luce diagonale e della sequenza di ambienti coperti/scoperti delle case pompeiane a impluvium o nell’accordo tra la dimensione massiva del basamento e quella leggera del trilite. Rileggendo criticamente la sua opera Campo Baeza compie un’operazione fortemente progettuale e pedagogica, non una semplice rassegna delle possibili variazioni sul tema della casa degli antichi. Dimostra come astrarre l’idea antica dando forma al nuovo: una vera e propria invenzione, appropriata poiché storicamente fondata. Ritorna così alla nostra mente la convinzione di quali siano i temi centrali della creazione architettonica: non le forme transitorie, quanto le idee profonde capaci di resistere al tempo.
2026
Per una nuova casa italiana: permanenza e temporaneità dell’abitare mediterraneo
979-12-5608-306-0
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
VT_NCI4_La nuova casa degli antichi.pdf

Accesso riservato

: Publisher’s version
Dimensione 7.21 MB
Formato Adobe PDF
7.21 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1328605
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex ND
social impact