The decommissioning of a mining site is often associated with renaturation plans based on ecological compensation and the offset of extracted resources. Within the current energy transition, installing photovoltaic plants on former quarries represents a new form of compensation; however, this attitude risks to perpetuate an extractive relationship, where soil is a mere technical platform, concealed behind supposedly transient nature. Through a critical analysis of Finsterwalde – a mining area converted into a wind, solar and leisure park – potentials and contradictions of the energy landscape are highlighted. The paper argues that photovoltaic plants must be conceived in relation to their entire life cycle, moving beyond mere technical and mitigation requirements. Decommissioning is thus proposed as an autonomous design stage, a new relationship between the solar field and its landscape, integrating it with new systems of use, oriented toward cycles of care, coexistence, and transformation.

La dismissione di un sito minerario è spesso associata a un piano di rinaturazione che sottende un’idea di risarcimento ecologico, mirando alla compensazione dei valori estratti e consumati. La transizione energetica, con l'autorizzazione di campi fotovoltaici su ex-cave, si configura come la più recente forma di indennizzo, ma rischia di perpetuare il rapporto estrattivo trattando il suolo come un’inerte piattaforma. L'analisi del caso di Finsterwalde, caratterizzato da un approccio multifunzionale che coniuga l'eredità industriale, il ripristino ambientale e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, è funzionale ad evidenziare come l'insediamento di impianti fotovoltaici introduca una vulnerabilità temporale in assenza di un progetto per la sua dismissione. Il decommissioning potrebbe essere inteso non come una costruzione al contrario, come previsto dalle normative, ma come una nuova fase di progettazione strategica che, riconoscendo il paesaggio come processo e struttura viva, superi la logica uso-consumo-ripristino. L'obiettivo è attivare dinamiche ambientali alternative e inclusive che evolvano verso cicli di cura-coesistenza-trasformazione, immaginando un diverso futuro accettando l'esito incerto del paesaggio.

Post-Solar Fields. Design the decommissioning of energy production infrastructures in Europe

Cazzaniga, Giulia;Sapone, Sara Anna
2026-01-01

Abstract

The decommissioning of a mining site is often associated with renaturation plans based on ecological compensation and the offset of extracted resources. Within the current energy transition, installing photovoltaic plants on former quarries represents a new form of compensation; however, this attitude risks to perpetuate an extractive relationship, where soil is a mere technical platform, concealed behind supposedly transient nature. Through a critical analysis of Finsterwalde – a mining area converted into a wind, solar and leisure park – potentials and contradictions of the energy landscape are highlighted. The paper argues that photovoltaic plants must be conceived in relation to their entire life cycle, moving beyond mere technical and mitigation requirements. Decommissioning is thus proposed as an autonomous design stage, a new relationship between the solar field and its landscape, integrating it with new systems of use, oriented toward cycles of care, coexistence, and transformation.
2026
La dismissione di un sito minerario è spesso associata a un piano di rinaturazione che sottende un’idea di risarcimento ecologico, mirando alla compensazione dei valori estratti e consumati. La transizione energetica, con l'autorizzazione di campi fotovoltaici su ex-cave, si configura come la più recente forma di indennizzo, ma rischia di perpetuare il rapporto estrattivo trattando il suolo come un’inerte piattaforma. L'analisi del caso di Finsterwalde, caratterizzato da un approccio multifunzionale che coniuga l'eredità industriale, il ripristino ambientale e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, è funzionale ad evidenziare come l'insediamento di impianti fotovoltaici introduca una vulnerabilità temporale in assenza di un progetto per la sua dismissione. Il decommissioning potrebbe essere inteso non come una costruzione al contrario, come previsto dalle normative, ma come una nuova fase di progettazione strategica che, riconoscendo il paesaggio come processo e struttura viva, superi la logica uso-consumo-ripristino. L'obiettivo è attivare dinamiche ambientali alternative e inclusive che evolvano verso cicli di cura-coesistenza-trasformazione, immaginando un diverso futuro accettando l'esito incerto del paesaggio.
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