La cultura del progetto è oggi chiamata a confrontarsi con le criticità ambientali e sociali della contemporaneità, orientandosi verso un cambio di paradigma che privilegi il riuso e la rigenerazione del patrimonio esistente rispetto alla continua produzione di nuove architetture. In questa prospettiva, gli interventi allestitivi temporanei e reversibili possono attivare nuovi usi e significati, valorizzando le qualità materiali, immateriali e atmosferiche dei luoghi dismessi. Il capitolo indaga il rapporto tra individuo e ambiente attraverso un approccio interdisciplinare che integra contributi dell’urbanistica, dell’interior design, della psicologia ambientale e delle neuroscienze, evidenziando come la percezione dello spazio coinvolga non solo la vista, ma il corpo, i sensi, la memoria e le emozioni. A partire dai concetti di topofilia, Genius Loci e attaccamento al luogo, la ricerca propone di interpretare gli spazi dismessi non soltanto come patrimoni da recuperare, ma come contesti capaci di generare risonanze affettive, esperienze immersive e nuove forme di appartenenza. Il principale contributo del capitolo consiste nell’assumere come chiave interpretativa e dispositivo progettuale la relazione fra materia, proporzioni, tracce del tempo, esperienza corporea e risposta emotiva. Tale prospettiva definisce una cornice teorico-progettuale per orientare interventi di rigenerazione sensibili alle qualità percettive e relazionali dei luoghi, riconoscendo nell’esperienza multisensoriale uno strumento per trasformare gli spazi residuali in luoghi significativi, inclusivi e condivisi.
Spazi attraenti. Memoria, percezione e rigenerazione dei luoghi
Anna Anzani;Elena Fatone
2026-01-01
Abstract
La cultura del progetto è oggi chiamata a confrontarsi con le criticità ambientali e sociali della contemporaneità, orientandosi verso un cambio di paradigma che privilegi il riuso e la rigenerazione del patrimonio esistente rispetto alla continua produzione di nuove architetture. In questa prospettiva, gli interventi allestitivi temporanei e reversibili possono attivare nuovi usi e significati, valorizzando le qualità materiali, immateriali e atmosferiche dei luoghi dismessi. Il capitolo indaga il rapporto tra individuo e ambiente attraverso un approccio interdisciplinare che integra contributi dell’urbanistica, dell’interior design, della psicologia ambientale e delle neuroscienze, evidenziando come la percezione dello spazio coinvolga non solo la vista, ma il corpo, i sensi, la memoria e le emozioni. A partire dai concetti di topofilia, Genius Loci e attaccamento al luogo, la ricerca propone di interpretare gli spazi dismessi non soltanto come patrimoni da recuperare, ma come contesti capaci di generare risonanze affettive, esperienze immersive e nuove forme di appartenenza. Il principale contributo del capitolo consiste nell’assumere come chiave interpretativa e dispositivo progettuale la relazione fra materia, proporzioni, tracce del tempo, esperienza corporea e risposta emotiva. Tale prospettiva definisce una cornice teorico-progettuale per orientare interventi di rigenerazione sensibili alle qualità percettive e relazionali dei luoghi, riconoscendo nell’esperienza multisensoriale uno strumento per trasformare gli spazi residuali in luoghi significativi, inclusivi e condivisi.| File | Dimensione | Formato | |
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