Gli spazi aperti dell’edilizia residenziale pubblica italiana costituiscono una risorsa spesso sottostimata per affrontare le sfide ambientali della città contemporanea. Il contributo propone una loro rilettura in chiave ecologica, sviluppata attraverso l’intreccio tra ricerca e didattica e fondata sull’osservazione diretta di circa cinquanta quartieri realizzati nel corso del Novecento. L’indagine si articola su due scale complementari: quella insediativa, che mette in relazione morfologie ricorrenti e relative implicazioni ecologiche, e quella di dettaglio, concentrata sulla matericità degli spazi a terra, sulla permeabilità dei suoli e sulle caratteristiche ambientali delle superfici. Ne emerge un patrimonio eterogeneo, nel quale contesti caratterizzati da una presenza vegetale consolidata convivono con quartieri fortemente mineralizzati. A partire da queste condizioni, il testo individua tre possibili strategie di intervento — intensificare, introdurre, connettere — volte rispettivamente a potenziare gli ecosistemi esistenti, introdurre processi di rinaturalizzazione e rafforzare le connessioni ecologiche con il contesto urbano. Tali strategie sono infine confrontate con le esigenze quotidiane dell’abitare, della manutenzione e della sicurezza, assumendo il progetto architettonico e urbano come parte di un più ampio approccio multidisciplinare alla transizione ecologica.
Gli spazi aperti dell’edilizia residenziale pubblica come risorsa ecologica
Fabio Lepratto
2025-01-01
Abstract
Gli spazi aperti dell’edilizia residenziale pubblica italiana costituiscono una risorsa spesso sottostimata per affrontare le sfide ambientali della città contemporanea. Il contributo propone una loro rilettura in chiave ecologica, sviluppata attraverso l’intreccio tra ricerca e didattica e fondata sull’osservazione diretta di circa cinquanta quartieri realizzati nel corso del Novecento. L’indagine si articola su due scale complementari: quella insediativa, che mette in relazione morfologie ricorrenti e relative implicazioni ecologiche, e quella di dettaglio, concentrata sulla matericità degli spazi a terra, sulla permeabilità dei suoli e sulle caratteristiche ambientali delle superfici. Ne emerge un patrimonio eterogeneo, nel quale contesti caratterizzati da una presenza vegetale consolidata convivono con quartieri fortemente mineralizzati. A partire da queste condizioni, il testo individua tre possibili strategie di intervento — intensificare, introdurre, connettere — volte rispettivamente a potenziare gli ecosistemi esistenti, introdurre processi di rinaturalizzazione e rafforzare le connessioni ecologiche con il contesto urbano. Tali strategie sono infine confrontate con le esigenze quotidiane dell’abitare, della manutenzione e della sicurezza, assumendo il progetto architettonico e urbano come parte di un più ampio approccio multidisciplinare alla transizione ecologica.| File | Dimensione | Formato | |
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