I centri urbani hanno storicamente beneficiato della presenza di assi di mobilità di rango sovralocale sul loro territorio, potendo contare sull’inserimento in reti di commercio e comunicazione di rilevanza territoriale, con effetti positivi sull’economia e lo sviluppo locale. Tale rapporto virtuoso, valido ancora oggi, in particolare riguardo le opportunità di spostamento per usufruire di beni e servizi diffusi sul territorio, si è tuttavia complicato nel tempo a causa, da un lato, dello sviluppo in estensione e complessità funzionale dei centri abitati, che pone questioni di congestione stradale, qualità urbana e sostenibilità delle scelte di mobilità; dall’altro, del crescente impatto territoriale delle infrastrutture di mobilità su gomma, che possono dare origine a conflitti di scala, discontinuità spaziali, scompensi funzionali e fenomeni di degrado in aree intercluse. Nell’affrontare le conflittualità tra assi infrastrutturali e territorio circostante, la gamma di soluzioni possibili presenta generalmente un trade-off – un compromesso o un’alternativa tra scelte che comportano sia vantaggi che svantaggi – tra obiettivi di mobilità, rapporto con le funzioni urbane, mantenimento del ruolo di spazio pubblico originariamente proprio della strada ed equilibri ecologico-ambientali. In particolare, nel caso del passaggio di strade sovralocali in piccoli centri, sovente sono proposte soluzioni che prevedono nuovi tracciati esterni agli abitati al fine di migliorare la circolazione e la vivibilità dei transetti urbani interessati, rischiando tuttavia di incidere negativamente sulla connettività ambientale nelle aree extraurbane. Soluzioni più conservative possono d’altro canto risultare più deboli rispetto a fenomeni di congestione o conflitti nell’uso degli spazi per la mobilità in ambito urbano. È invece opportuno introdurre un ridisegno articolato dei tratti urbani che, pur nelle specificità dei singoli contesti attraversati, risulti idealmente replicabile in situazioni affini. Il contributo si propone di esaminare un caso studio altamente rappresentativo delle questioni fin qui esposte e di formulare alcune indicazioni operative, che, pur scontando un approccio necessariamente puntuale e sito-specifico, intendono delineare alcune ipotesi di interesse per condizioni territoriali condivise. In conclusione, il lavoro qui presentato esplora le possibilità di riconsiderare, entro certi limiti, gli spazi delle infrastrutture in ambito urbano come spazi pubblici, ipotizzando delle pratiche d’uso plurali che, se applicabili, ridurrebbero la necessità di nuove realizzazioni infrastrutturali in aree a fragilità ambientale e/o alta intensità di antropizzazione.
Ricomporre lo spazio della strada nella conurbazione lineare: un caso studio in Lombardia
G. Pristeri;V. Di Martino;M. Antonietti;L. Pogliani
2026-01-01
Abstract
I centri urbani hanno storicamente beneficiato della presenza di assi di mobilità di rango sovralocale sul loro territorio, potendo contare sull’inserimento in reti di commercio e comunicazione di rilevanza territoriale, con effetti positivi sull’economia e lo sviluppo locale. Tale rapporto virtuoso, valido ancora oggi, in particolare riguardo le opportunità di spostamento per usufruire di beni e servizi diffusi sul territorio, si è tuttavia complicato nel tempo a causa, da un lato, dello sviluppo in estensione e complessità funzionale dei centri abitati, che pone questioni di congestione stradale, qualità urbana e sostenibilità delle scelte di mobilità; dall’altro, del crescente impatto territoriale delle infrastrutture di mobilità su gomma, che possono dare origine a conflitti di scala, discontinuità spaziali, scompensi funzionali e fenomeni di degrado in aree intercluse. Nell’affrontare le conflittualità tra assi infrastrutturali e territorio circostante, la gamma di soluzioni possibili presenta generalmente un trade-off – un compromesso o un’alternativa tra scelte che comportano sia vantaggi che svantaggi – tra obiettivi di mobilità, rapporto con le funzioni urbane, mantenimento del ruolo di spazio pubblico originariamente proprio della strada ed equilibri ecologico-ambientali. In particolare, nel caso del passaggio di strade sovralocali in piccoli centri, sovente sono proposte soluzioni che prevedono nuovi tracciati esterni agli abitati al fine di migliorare la circolazione e la vivibilità dei transetti urbani interessati, rischiando tuttavia di incidere negativamente sulla connettività ambientale nelle aree extraurbane. Soluzioni più conservative possono d’altro canto risultare più deboli rispetto a fenomeni di congestione o conflitti nell’uso degli spazi per la mobilità in ambito urbano. È invece opportuno introdurre un ridisegno articolato dei tratti urbani che, pur nelle specificità dei singoli contesti attraversati, risulti idealmente replicabile in situazioni affini. Il contributo si propone di esaminare un caso studio altamente rappresentativo delle questioni fin qui esposte e di formulare alcune indicazioni operative, che, pur scontando un approccio necessariamente puntuale e sito-specifico, intendono delineare alcune ipotesi di interesse per condizioni territoriali condivise. In conclusione, il lavoro qui presentato esplora le possibilità di riconsiderare, entro certi limiti, gli spazi delle infrastrutture in ambito urbano come spazi pubblici, ipotizzando delle pratiche d’uso plurali che, se applicabili, ridurrebbero la necessità di nuove realizzazioni infrastrutturali in aree a fragilità ambientale e/o alta intensità di antropizzazione.| File | Dimensione | Formato | |
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