The contribution examines the evolution and crisis of the hospitality system in Salsomaggiore and Tabiano Terme, paradigmatic cases of twentieth-century Italian architecture for hospitality. Originating around the exploitation of thermal waters, these spa towns developed, over the course of the last century, a collective imaginary associated with well-being and leisure through high-quality hotel infrastructure and integrated spatial facilities (Faroldi, D’Amia and Vettori, 2025). This legacy encompasses early twentieth-century Liberty and Art Deco buildings, as well as Rationalist structures designed for mass thermal treatments in the 1950s and 1960s. Today, these assets are affected by widespread abandonment and obsolescence following the decline of social thermalism since the 1980s. The research proposes a sustainable reactivation method based on four “ecologies”—Health, Hospitality, Nature, and Culture—intended to guide the transition towards a new tourism model. Through a multi-scalar approach and stakeholder engagement, the study outlines adaptive reuse strategies for underused large-scale hotels. The recently completed restoration of the Terme Berzieri, together with other major structures such as Hotel Valentini and the Tommasini Complex, provides an opportunity to test different reconversion scenarios and assess the compatibility between emerging tourism demand and modern architectural identity (Faroldi and Vettori, 2026). The aim is to demonstrate, through the Masterplan, how hotel heritage can be regenerated by transforming “urban voids” into drivers of territorial development and social cohesion.

Il contributo analizza l’evoluzione e la crisi del sistema ricettivo di Salsomaggiore e Tabiano Terme, casi paradigmatici dell’architettura dell’ospitalità del Novecento italiano. Nate attorno allo sfruttamento delle acque termali, tali località hanno costruito nel secolo scorso un immaginario collettivo legato a benessere e tempo libero, attraverso infrastrutture alberghiere di pregio e dispositivi spaziali integrati (Faroldi D’Amia Vettori 2025). L’eredità comprende edifici Liberty e Déco del primo Novecento e strutture razionaliste per le cure di massa degli anni ‘50 e ’60, che versano oggi in un diffuso stato di dismissione e obsolescenza a seguito del declino del termalismo sociale dagli anni ’80. La ricerca propone un metodo di riattivazione sostenibile basato su “quattro ecologie” (Salute, Ospitalità, Natura e Cultura) che possano orientare la transizione verso un nuovo modello turistico. Attraverso un approccio multi-scalare e l’ascolto degli stakeholder, si delineano strategie di riuso adattivo per i grandi alberghi sottoutilizzati. I casi del recupero delle Terme Berzieri, appena concluso e di alcune altre grandi strutture, come l’Hotel Valentini e il Complesso Tommasini, consentono di verificare alcuni scenari di riconversione, interrogando la compatibilità tra la nuova domanda turistica e l’identità architettonica moderna (Faroldi Vettori 2026). L’obiettivo è dimostrare - attraverso l’uso del Masterplan - come il patrimonio alberghiero possa rigenerarsi trasformando i “vuoti urbani” in driver di sviluppo territoriale e coesione sociale.

Nuove ecologie per l’architettura dell’ospitalità. Rigenerazione e riuso del patrimonio alberghiero a Salsomaggiore Terme

F. Daprà;M. Fior
2026-01-01

Abstract

The contribution examines the evolution and crisis of the hospitality system in Salsomaggiore and Tabiano Terme, paradigmatic cases of twentieth-century Italian architecture for hospitality. Originating around the exploitation of thermal waters, these spa towns developed, over the course of the last century, a collective imaginary associated with well-being and leisure through high-quality hotel infrastructure and integrated spatial facilities (Faroldi, D’Amia and Vettori, 2025). This legacy encompasses early twentieth-century Liberty and Art Deco buildings, as well as Rationalist structures designed for mass thermal treatments in the 1950s and 1960s. Today, these assets are affected by widespread abandonment and obsolescence following the decline of social thermalism since the 1980s. The research proposes a sustainable reactivation method based on four “ecologies”—Health, Hospitality, Nature, and Culture—intended to guide the transition towards a new tourism model. Through a multi-scalar approach and stakeholder engagement, the study outlines adaptive reuse strategies for underused large-scale hotels. The recently completed restoration of the Terme Berzieri, together with other major structures such as Hotel Valentini and the Tommasini Complex, provides an opportunity to test different reconversion scenarios and assess the compatibility between emerging tourism demand and modern architectural identity (Faroldi and Vettori, 2026). The aim is to demonstrate, through the Masterplan, how hotel heritage can be regenerated by transforming “urban voids” into drivers of territorial development and social cohesion.
2026
Il contributo analizza l’evoluzione e la crisi del sistema ricettivo di Salsomaggiore e Tabiano Terme, casi paradigmatici dell’architettura dell’ospitalità del Novecento italiano. Nate attorno allo sfruttamento delle acque termali, tali località hanno costruito nel secolo scorso un immaginario collettivo legato a benessere e tempo libero, attraverso infrastrutture alberghiere di pregio e dispositivi spaziali integrati (Faroldi D’Amia Vettori 2025). L’eredità comprende edifici Liberty e Déco del primo Novecento e strutture razionaliste per le cure di massa degli anni ‘50 e ’60, che versano oggi in un diffuso stato di dismissione e obsolescenza a seguito del declino del termalismo sociale dagli anni ’80. La ricerca propone un metodo di riattivazione sostenibile basato su “quattro ecologie” (Salute, Ospitalità, Natura e Cultura) che possano orientare la transizione verso un nuovo modello turistico. Attraverso un approccio multi-scalare e l’ascolto degli stakeholder, si delineano strategie di riuso adattivo per i grandi alberghi sottoutilizzati. I casi del recupero delle Terme Berzieri, appena concluso e di alcune altre grandi strutture, come l’Hotel Valentini e il Complesso Tommasini, consentono di verificare alcuni scenari di riconversione, interrogando la compatibilità tra la nuova domanda turistica e l’identità architettonica moderna (Faroldi Vettori 2026). L’obiettivo è dimostrare - attraverso l’uso del Masterplan - come il patrimonio alberghiero possa rigenerarsi trasformando i “vuoti urbani” in driver di sviluppo territoriale e coesione sociale.
spa heritage, hospitality architecture, adaptive reuse, urban regeneration, Salsomaggiore Terme
patrimonio termale, architettura dell’ospitalità, riuso adattivo, rigenerazione urbana, Salsomaggiore Terme
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