Come abiteremo le coste mediterranee nel 2100? Quali strategie e dispositivi progettuali possono rispondere a un futuro sempre più ibrido, tra terra e mare? Il contributo esplora l’impatto del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello del mare sulle coste mediterranee attraverso un approccio research-by-design che integra ricerca e didattica. Campo di sperimentazione è la Baia di Gibilterra, un nodo strategico nel Mediterraneo e nella rete portuale europea. I porti della Baia – Algeciras in particolare – sono cruciali per il traffico globale e condividono con i sistemi portuali italiani le sfide dell’adattamento climatico, tra città e mare. Dal 2022, il laboratorio Urban Design for Borderlands presso la Scuola AUIC del Politecnico di Milano sviluppa proposte progettuali multiscala per rispondere a tali sfide. Ogni anno, una classe internazionale di 40-50 studenti esplora modelli abitativi e strategie adattive per nuovi ecosistemi urbano-marini. Le infrastrutture costiere e le interfacce tra diversi sistemi antropici, produttivi e logistici (e la superficie stessa del mare) diventano nuove piattaforme abitabili. Di particolare interesse sono i progetti per l’area di confine tra Gibilterra (UK) e La Línea (Spagna) e per i cluster industriali di Palmones e Guadarranque nel lato spagnolo della Baia, con interventi che ricuciono il waterfront attraverso nuovi dispositivi abitativi e paesaggistici. Le strategie adottate presentano affinità con le sfide affrontate dai porti italiani, tra gestione delle aree produttive e ambienti naturali, adattamento delle infrastrutture e trasformazione urbana. Attraverso un approccio integrato tra didattica e ricerca research-by-design e continue interazioni con le amministrazioni locali, le proposte esplorano nuove ecologie transfrontaliere, facendo della Baia di Gibilterra un laboratorio di strategie e modelli progettuali replicabili lungo le coste mediterranee.

Confini liquidi: Gibilterra, un laboratorio per il futuro delle coste mediterranee

A. Buoli;A. Frigerio;L. Montedoro
2025-01-01

Abstract

Come abiteremo le coste mediterranee nel 2100? Quali strategie e dispositivi progettuali possono rispondere a un futuro sempre più ibrido, tra terra e mare? Il contributo esplora l’impatto del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello del mare sulle coste mediterranee attraverso un approccio research-by-design che integra ricerca e didattica. Campo di sperimentazione è la Baia di Gibilterra, un nodo strategico nel Mediterraneo e nella rete portuale europea. I porti della Baia – Algeciras in particolare – sono cruciali per il traffico globale e condividono con i sistemi portuali italiani le sfide dell’adattamento climatico, tra città e mare. Dal 2022, il laboratorio Urban Design for Borderlands presso la Scuola AUIC del Politecnico di Milano sviluppa proposte progettuali multiscala per rispondere a tali sfide. Ogni anno, una classe internazionale di 40-50 studenti esplora modelli abitativi e strategie adattive per nuovi ecosistemi urbano-marini. Le infrastrutture costiere e le interfacce tra diversi sistemi antropici, produttivi e logistici (e la superficie stessa del mare) diventano nuove piattaforme abitabili. Di particolare interesse sono i progetti per l’area di confine tra Gibilterra (UK) e La Línea (Spagna) e per i cluster industriali di Palmones e Guadarranque nel lato spagnolo della Baia, con interventi che ricuciono il waterfront attraverso nuovi dispositivi abitativi e paesaggistici. Le strategie adottate presentano affinità con le sfide affrontate dai porti italiani, tra gestione delle aree produttive e ambienti naturali, adattamento delle infrastrutture e trasformazione urbana. Attraverso un approccio integrato tra didattica e ricerca research-by-design e continue interazioni con le amministrazioni locali, le proposte esplorano nuove ecologie transfrontaliere, facendo della Baia di Gibilterra un laboratorio di strategie e modelli progettuali replicabili lungo le coste mediterranee.
2025
confini
Mediterraneo
Gibilterra
fragilità territoriali
waterfront
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