L’articolo tratta il tema della periferia a partire da un fatto d’attualità: la demolizione delle Vele di Scampia, e l’inizio di una storia differente da quella di luogo dell’illegalità, dell’abbandono, del degrado che ne ha per decenni connotato l’immagine. Alcune fotografie delle Vele nella fase di sgombero interrogano il lettore sulla relazione tra gli abitanti e i loro luoghi, aprendo ai diversi punti d’osservazione di un contesto marginale. Alla rappresentazione gerarchica della periferia come luogo dell’esclusione da una centralità predominante, si suggerisce di sostituire un paradigma differente: uno sguardo decentrato attraverso cui poter scorgere forme non (ancora) partecipi di processi di emancipazione, capaci tuttavia di scalfire il silenzio dei “quartieri disagiati” e, forse, di aprire spiragli entro cui ogni periferia possa trovare la sua voce.
I confini della città sono confini di voci
N. Pezzoni
2026-01-01
Abstract
L’articolo tratta il tema della periferia a partire da un fatto d’attualità: la demolizione delle Vele di Scampia, e l’inizio di una storia differente da quella di luogo dell’illegalità, dell’abbandono, del degrado che ne ha per decenni connotato l’immagine. Alcune fotografie delle Vele nella fase di sgombero interrogano il lettore sulla relazione tra gli abitanti e i loro luoghi, aprendo ai diversi punti d’osservazione di un contesto marginale. Alla rappresentazione gerarchica della periferia come luogo dell’esclusione da una centralità predominante, si suggerisce di sostituire un paradigma differente: uno sguardo decentrato attraverso cui poter scorgere forme non (ancora) partecipi di processi di emancipazione, capaci tuttavia di scalfire il silenzio dei “quartieri disagiati” e, forse, di aprire spiragli entro cui ogni periferia possa trovare la sua voce.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



