The contribution investigates the role of AI generation techniques—from text-to-image to the most recent text-to-mesh platforms—as tools capable of intervening in the ideation phase of the project, a moment in which the relationship between architecture and context is interpreted and transformed. The reflection begins with a comparison to the practices of collage and photomontage explored, between the 1920s and the 1950s, by the Milan School and in particular by Piero Bottoni, in order to highlight their specificities, limitations, and operational continuity. Building on a historical-critical reading of the role of photomontage in Bottoni’s design process, the work explores the potential and limitations of today’s available platforms through an experiment conducted on the project for the Sesto San Giovanni Town Hall (1962), aimed at assessing the capacity of generative AI to support processes of typological and morphological manipulation. The experiment shows that text-to-mesh systems make it possible to transfer into the digital domain a form of design operativity grounded in the transformation of consolidated typologies, while nevertheless revealing persistent constraints linked to the visual mediation intrinsic to the platforms. From this perspective, the prompt becomes a design device, and the relationship among language, image, and form emerges as a terrain of continuity between the analogue practices of drawing and the new generative tools, suggesting scenarios for a renewed centrality of design within the digital transition.

Il contributo indaga il ruolo delle tecniche di generazione AI, dalle piattaforme text-to-image alle più recenti text-to-mesh, come strumenti capaci di intervenire nella fase ideativa del progetto, momento interpretativo e trasformativo del rapporto tra architettura e contesto. La riflessione prende avvio dal confronto con le pratiche del collage e del fotomontaggio sperimentate, fra anni Venti e Cinquanta, dalla Scuola di Milano e in particolare da Piero Bottoni, per evidenziarne peculiarità, limiti e continuità operativa. Muovendo da una lettura storico-critica del ruolo del fotomontaggio nell’iter progettuale bottoniano, il lavoro esplora potenzialità e limiti delle piattaforme oggi disponibili attraverso una sperimentazione condotta sul progetto del Municipio di Sesto San Giovanni (1962), per valutare la capacità delle AI generative di supportare processi di manipolazione tipologica e morfologica. La sperimentazione evidenzia come i sistemi text-to-mesh consentano di trasferire nel dominio digitale una forma di operatività progettuale fondata sulla trasformazione delle tipologie consolidate, pur mostrando persistenze legate alla mediazione visiva delle piattaforme. In questa prospettiva, il prompt diventa dispositivo progettuale e la relazione tra linguaggio, immagine e forma si configura quale terreno di continuità tra le pratiche analogiche del disegno e i nuovi strumenti generativi, suggerendo scenari per una rinnovata centralità del progetto nella transizione digitale.

Dal fotomontaggio alla manipolazione tipologica con AI.Ripercorrendo l’iter progettuale di P. Bottoni | From photomontage to typological manipulation with AI. Retracing P. Bottoni's design process.

M. P. Iarossi;C. Santacroce
2026-01-01

Abstract

The contribution investigates the role of AI generation techniques—from text-to-image to the most recent text-to-mesh platforms—as tools capable of intervening in the ideation phase of the project, a moment in which the relationship between architecture and context is interpreted and transformed. The reflection begins with a comparison to the practices of collage and photomontage explored, between the 1920s and the 1950s, by the Milan School and in particular by Piero Bottoni, in order to highlight their specificities, limitations, and operational continuity. Building on a historical-critical reading of the role of photomontage in Bottoni’s design process, the work explores the potential and limitations of today’s available platforms through an experiment conducted on the project for the Sesto San Giovanni Town Hall (1962), aimed at assessing the capacity of generative AI to support processes of typological and morphological manipulation. The experiment shows that text-to-mesh systems make it possible to transfer into the digital domain a form of design operativity grounded in the transformation of consolidated typologies, while nevertheless revealing persistent constraints linked to the visual mediation intrinsic to the platforms. From this perspective, the prompt becomes a design device, and the relationship among language, image, and form emerges as a terrain of continuity between the analogue practices of drawing and the new generative tools, suggesting scenarios for a renewed centrality of design within the digital transition.
2026
De dibujos, geometrías y trazos : proceso creativo de la forma arquitectónica. XXI Congreso Internacional de Expresión Gráfica Arquitectónica
979-13-88098-50-5
Il contributo indaga il ruolo delle tecniche di generazione AI, dalle piattaforme text-to-image alle più recenti text-to-mesh, come strumenti capaci di intervenire nella fase ideativa del progetto, momento interpretativo e trasformativo del rapporto tra architettura e contesto. La riflessione prende avvio dal confronto con le pratiche del collage e del fotomontaggio sperimentate, fra anni Venti e Cinquanta, dalla Scuola di Milano e in particolare da Piero Bottoni, per evidenziarne peculiarità, limiti e continuità operativa. Muovendo da una lettura storico-critica del ruolo del fotomontaggio nell’iter progettuale bottoniano, il lavoro esplora potenzialità e limiti delle piattaforme oggi disponibili attraverso una sperimentazione condotta sul progetto del Municipio di Sesto San Giovanni (1962), per valutare la capacità delle AI generative di supportare processi di manipolazione tipologica e morfologica. La sperimentazione evidenzia come i sistemi text-to-mesh consentano di trasferire nel dominio digitale una forma di operatività progettuale fondata sulla trasformazione delle tipologie consolidate, pur mostrando persistenze legate alla mediazione visiva delle piattaforme. In questa prospettiva, il prompt diventa dispositivo progettuale e la relazione tra linguaggio, immagine e forma si configura quale terreno di continuità tra le pratiche analogiche del disegno e i nuovi strumenti generativi, suggerendo scenari per una rinnovata centralità del progetto nella transizione digitale.
AI Text-to-mesh, Bottoni, photomontage, typological manipulation, design process, digital transition
AI Text-to-mesh, Bottoni, fotomontaggio, manipolazione tipologica, processo progettuale, transizione digitale
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Descrizione: Copertina, colophon, indice, introduzione, saggio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1320610
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