In un contesto urbano sempre più esposto allo stress termico, il verde gioca un ruolo decisivo per la mobilità pedonale e l’accessibilità al trasporto pubblico. La ricerca analizza in che misura la presenza di vegetazione incida sulla scelta dei percorsi a piedi e sulla percezione dell’accessibilità, evidenziando implicazioni dirette per la pianificazione di città più resilienti e sostenibili. L’analisi utilizza oltre 25.000 spostamenti pedonali registrati tramite GPS (11.165 a Boston e 14.760 a San Francisco) raccolti tra maggio 2014 e maggio 2015, due metriche di vegetazione (NDVI da immagini PlanetScope e GVI da Street View), un modello Path-Size Logit per la scelta di percorso e la stima della willingness-to-walk per tradurre coefficienti comportamentali in variazioni di distanza percepita. I risultati mostrano che l’NDVI riduce in modo statisticamente significativo la distanza percepita (es.: a Boston +0,1 NDVI ≈ −43,5 m; −52,2 m in estate), mentre il GVI non risulta significativo nei modelli usati. L’effetto del verde è particolarmente marcato nei mesi caldi. Anche a San Francisco l’impatto estivo di +0,1 NDVI è ≈ −50,7 m. Calcoli di walkshed percepiti rivelano che l’area pedonale effettiva corrisponde circa al 61–62% del walkshed geometrico, ma scenari di aumento dell’NDVI (fino +100%) possono aumentare sensibilmente l’accessibilità e la popolazione servita soprattutto a Boston. I risultati suggeriscono che la forestazione mirata lungo i corridoi di primo/ultimo miglio può migliorare comfort, accessibilità e resilienza della mobilità attiva.

Verde urbano, accessibilità a piedi e mobilità sostenibile nella pianificazione urbana resiliente al clima

N. Colaninno;A. Sevtsuk
2026-01-01

Abstract

In un contesto urbano sempre più esposto allo stress termico, il verde gioca un ruolo decisivo per la mobilità pedonale e l’accessibilità al trasporto pubblico. La ricerca analizza in che misura la presenza di vegetazione incida sulla scelta dei percorsi a piedi e sulla percezione dell’accessibilità, evidenziando implicazioni dirette per la pianificazione di città più resilienti e sostenibili. L’analisi utilizza oltre 25.000 spostamenti pedonali registrati tramite GPS (11.165 a Boston e 14.760 a San Francisco) raccolti tra maggio 2014 e maggio 2015, due metriche di vegetazione (NDVI da immagini PlanetScope e GVI da Street View), un modello Path-Size Logit per la scelta di percorso e la stima della willingness-to-walk per tradurre coefficienti comportamentali in variazioni di distanza percepita. I risultati mostrano che l’NDVI riduce in modo statisticamente significativo la distanza percepita (es.: a Boston +0,1 NDVI ≈ −43,5 m; −52,2 m in estate), mentre il GVI non risulta significativo nei modelli usati. L’effetto del verde è particolarmente marcato nei mesi caldi. Anche a San Francisco l’impatto estivo di +0,1 NDVI è ≈ −50,7 m. Calcoli di walkshed percepiti rivelano che l’area pedonale effettiva corrisponde circa al 61–62% del walkshed geometrico, ma scenari di aumento dell’NDVI (fino +100%) possono aumentare sensibilmente l’accessibilità e la popolazione servita soprattutto a Boston. I risultati suggeriscono che la forestazione mirata lungo i corridoi di primo/ultimo miglio può migliorare comfort, accessibilità e resilienza della mobilità attiva.
2026
Publicness come accessibilità e diritto alla mobilità nella città e nei territori
978-88-99237-87-5
Climate Change
Mobility
Sustainability
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1320385
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