Le popolazioni che abitano in molti modi città e territori contemporanei sono oggetto di studi da tempo tra sociologia urbana, studi di genere, studi urbani ed economia. Per l’urbanistica la questione è rilevante perché è ancora la quantificazione delle previsioni demografiche dei residenti la base del dimensionamento del piano, nonostante siano ormai molto consistenti le presenze di abitanti temporanei e fruitori. Le consuetudini dell’urbanistica amministrata sottovalutano questi fenomeni effettivi, nonostante si riconoscano esperienze rilevanti che ne abbiamo tenuto conto. Il contributo non intende analizzare i tradizionali strumenti di piano urbanistico. Piuttosto, rilegge 4 piani territoriali degli orari della città (l. 53/2000) in Italia (Lodi, Gallarate, Rozzano, Bergamo), sottolineando alcune popolazioni urbane temporanee e le politiche e i progetti disegnati per cogliere loro necessità o per offrire loro opportunità di abitare o frequentare la città con agio. Nella parte conclusiva ci si interroga sui limiti delle proposte di intervento trattate con cui le amministrazioni comunali assumono la questione dell’abitare plurale (prevalenza di forme descrittivo-narrative, prioritariamente interventi gestionali, operatività parziale e mirata) e si provano ad argomentare le ragioni della publicness (tanti pubblici di riferimento delle azioni; azioni che intervengono sulla città pubblica e sui suoi servizi).
Abitanti al plurale. Identificazione e proposte
M. Mareggi
2026-01-01
Abstract
Le popolazioni che abitano in molti modi città e territori contemporanei sono oggetto di studi da tempo tra sociologia urbana, studi di genere, studi urbani ed economia. Per l’urbanistica la questione è rilevante perché è ancora la quantificazione delle previsioni demografiche dei residenti la base del dimensionamento del piano, nonostante siano ormai molto consistenti le presenze di abitanti temporanei e fruitori. Le consuetudini dell’urbanistica amministrata sottovalutano questi fenomeni effettivi, nonostante si riconoscano esperienze rilevanti che ne abbiamo tenuto conto. Il contributo non intende analizzare i tradizionali strumenti di piano urbanistico. Piuttosto, rilegge 4 piani territoriali degli orari della città (l. 53/2000) in Italia (Lodi, Gallarate, Rozzano, Bergamo), sottolineando alcune popolazioni urbane temporanee e le politiche e i progetti disegnati per cogliere loro necessità o per offrire loro opportunità di abitare o frequentare la città con agio. Nella parte conclusiva ci si interroga sui limiti delle proposte di intervento trattate con cui le amministrazioni comunali assumono la questione dell’abitare plurale (prevalenza di forme descrittivo-narrative, prioritariamente interventi gestionali, operatività parziale e mirata) e si provano ad argomentare le ragioni della publicness (tanti pubblici di riferimento delle azioni; azioni che intervengono sulla città pubblica e sui suoi servizi).| File | Dimensione | Formato | |
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