L’intensificazione dei processi di antropizzazione, la diffusione dell’urbanizzazione e le logiche estrattiviste della globalizzazione hanno prodotto nei territori montani erosione della biodiversità, aumento della vulnerabilità e crisi dei beni collettivi. In questo contesto, la Valtellina è individuata come caso studio per sperimentare strategie di rigenerazione capaci di integrare innovazione economica e sociale con riqualificazione paesaggistica e ambientale in una prospettiva di riduzione dei divari territoriali. Nella ricerca “Rigenerazione territoriale per la transizione digitale ed ecologica nelle regioni alpine”, svolta nell’ambito dell’Action Group 1 “Ricerca e Innovazione” della Strategia EUSALP, il progetto pilota del Centro CRAFT del Politecnico di Milano (DAStU) analizza le trasformazioni produttive, energetiche e turistiche per delineare ecosistemi territoriali di ricerca e innovazione, riconducibili a una figura territoriale trans-scalare e trans-frontaliera. La proposta si articola in un sistema flessibile di hub, collocati in aree dismesse o marginali – lungo le reti esistenti del sistema infrastrutturale, insediativo e paesaggistico-ambientale – e mirati a sviluppare interazioni tra università, imprese, istituzioni e comunità locali. Nella traiettoria dell’anti-fragilità territoriale, la localizzazione di tali hub è individuata nelle aree di interfaccia tra il sistema del fondovalle urbanizzato (in cui è necessario un alleggerimento del carico antropico) e il sistema dei versanti in abbandono (in cui è necessaria una rigenerazione del patrimonio paesaggistico, culturale e naturale), definite dalla rete verde multifunzionale del Progetto Interreg PlanToConnect. In questo senso, la Valtellina diventa laboratorio alpino di publicness, con obiettivi di trasferibilità ad altri territori della macroregione alpina.
Territorializzare la transizione in una prospettiva di antifragilità: un progetto pilota per la Valtellina nella strategia Eusalp
gioele rossi;stefano di vita
2026-01-01
Abstract
L’intensificazione dei processi di antropizzazione, la diffusione dell’urbanizzazione e le logiche estrattiviste della globalizzazione hanno prodotto nei territori montani erosione della biodiversità, aumento della vulnerabilità e crisi dei beni collettivi. In questo contesto, la Valtellina è individuata come caso studio per sperimentare strategie di rigenerazione capaci di integrare innovazione economica e sociale con riqualificazione paesaggistica e ambientale in una prospettiva di riduzione dei divari territoriali. Nella ricerca “Rigenerazione territoriale per la transizione digitale ed ecologica nelle regioni alpine”, svolta nell’ambito dell’Action Group 1 “Ricerca e Innovazione” della Strategia EUSALP, il progetto pilota del Centro CRAFT del Politecnico di Milano (DAStU) analizza le trasformazioni produttive, energetiche e turistiche per delineare ecosistemi territoriali di ricerca e innovazione, riconducibili a una figura territoriale trans-scalare e trans-frontaliera. La proposta si articola in un sistema flessibile di hub, collocati in aree dismesse o marginali – lungo le reti esistenti del sistema infrastrutturale, insediativo e paesaggistico-ambientale – e mirati a sviluppare interazioni tra università, imprese, istituzioni e comunità locali. Nella traiettoria dell’anti-fragilità territoriale, la localizzazione di tali hub è individuata nelle aree di interfaccia tra il sistema del fondovalle urbanizzato (in cui è necessario un alleggerimento del carico antropico) e il sistema dei versanti in abbandono (in cui è necessaria una rigenerazione del patrimonio paesaggistico, culturale e naturale), definite dalla rete verde multifunzionale del Progetto Interreg PlanToConnect. In questo senso, la Valtellina diventa laboratorio alpino di publicness, con obiettivi di trasferibilità ad altri territori della macroregione alpina.| File | Dimensione | Formato | |
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